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Un minore su 4 meno imbarazzato se parla on line

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Di Giovanna Sciacchitano

Per un quarto dei ragazzi italiani dagli 11 ai 16 anni è più facile essere se stessi su internet piuttosto che di persona. Il dato sconcertante che dovrebbe indurre a riflettere genitori ed educatori emerge dal progetto europeo "Eu kds on-line II" che ha raccolto le interviste di un campione di oltre 25mila studenti e altrettanti genitori. In occasione della giornata mondiale della sicurezza on-line cerchiamo di capire come viene percepita e utilizzata la rete dai più giovani e quali sono i pericoli a cui sono esposti. In base alla ricerca emerge che i ragazzi italiani usano internet per svolgere attività utili e divertenti, allacciare nuovi legami di amicizia e di intimità o coltivare quelli vecchi.

Un terzo di loro riesce a parlare di più cose su internet rispetto a quando si trovano con qualcuno di persona. Mentre il 19% parla on-line di cose private che non condivide di persona con altri. Internet un pericoloso surrogato dei rapporti personali diretti? Secondo la ricerca non è così. Per "Eu kids on-line" opportunità e rischi della rete sono fortemente connessi. Perciò quello che può essere divertente per qualcuno può risultare rischioso per un altro.

Bisogna considerare che sperimentare ed esprimere la propria personalità è un po’ l’essenza dell’adolescenza. Dunque i ragazzi che dicono che è "abbastanza vero" che è più facile esprimere se stessi on-line (20%) potrebbero semplicemente sfruttare le opportunità offerte dalla rete. Magari perché discutere di questioni personali on-line è meno imbarazzante. È invece fonte di qualche preoccupazione il fatto che per il 5% dei ragazzi italiani è "molto vero" che è più facile essere se stessi on-line. La risposta potrebbe essere che hanno qualche problema nelle relazioni interpersonali faccia a faccia oppure perché passano molto, troppo tempo al computer. In base alla ricerca emerge che non tutti hanno buoni rapporti con i coetanei.

Così l’11% non si sente ben accettato, mentre il 38% solo in parte (dichiarando un "abbastanza"). Sono i ragazzi che hanno maggiori difficoltà relazionali a sentirsi più se stessi on-line. Proprio per questo secondo gli esperti questi soggetti sembrano essere i più vulnerabili e quindi più esposti a pratiche rischiose. In effetti il 57% di coloro secondo cui è più facile essere se stessi on-line che di persona ha cercato negli ultimi dodici mesi nuovi amici in rete, il 40% ha aggiunto alla lista degli amici o dei contatti persone mai incontrate off-line, il 16% ha inviato informazioni personali a persone che non ha mai visto, il 14% ha finto di essere un’altra persona e il 16% è stato in contatto su internet con persone mai incontrate off-line.

Dunque secondo gli esperti è importante discutere dei rischi delle relazioni on-line soprattutto con i ragazzi che hanno problemi con i propri coetanei. Detto questo, resta il fatto che i ragazzi, per la maggior parte, hanno relazioni positive, si sentono più liberi di esprimere se stessi on-line, ma evitano a esporsi a situazioni o rapporti di comunicazione rischiosi su internet.

L’82% dei ragazzi italiani è in contatto su internet con persone che ha conosciuto off-line, il 43% comunica on-line con "amici di amici", mentre solo il 16% è entrato in contatto con persone mai incontrate off-line. La percentuale dei ragazzi che hanno un profilo in un sito di social network e che sono in contatto con "sconosciuti" è del 10%. Il 35% dei ragazzi che usano i siti di "social network" ha un profilo pubblico, ma solo il 16% pubblica nel profilo il proprio indirizzo o numero di telefono e solo il 20% dichiara un’età diversa on-line. Il consiglio dei ricercatori per i ragazzi è molto semplice: mano sul mouse e piedi per terra. Perché con le vite virtuali si mette in gioco la propria vita.