Pane fresco 24 ore al giorno | Non Sprecare
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Pane fresco 24 ore al giorno

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La baguette è più che il pane tipico francese. E anche di una banale pagnottina lunga e stretta come, appunto, una bacchetta. E’, insieme, un simbolo e un’ossessione nazionali, oggetto di un culto quasi sacro. La baguette è la Francia, la vecchia Francia contadina e rurale ossessionata (come l’Italia, del resto) dal pane quotidiano, e la nuova Francia dei “bobos” (“bourgeois bohème”, giovani, carini, benestanti, verdi, di sinistra e di moda) che la vogliono biologica, anzi biochic. In un Paese, oltretutto, dove la cucina si basa sulle salse, dunque istiga ad abbuffate di pane. E fare la scarpetta, a meno che non sia una cena proprio molto formale,  non è considerato disdicevole.
Il problema della baguette è molto semplice. E’ buonissima, ma non dura. Va cotta e mangiata, per evitare che, lascito lì qualche ora, diventi una specie di chewing-gum al sapore di pane. Infatti i fornai sfornano di solito tre volte al giorno, perché chi deve venderla sa che una baguette vecchia è una baguette morta. Resta il problema di procurasela a ore insolite, quando i forni sono chiusi. Insomma, se avete un’improvvisa voglia di baguette e Nutella alle tre del mattino, che fate?
Per questo va salutata la geniale trovata di un fornaio del XIX arrondissement, nell’avenue Mathurin-Moreau, che ha inventato il distributore automatico di baguette. Sì, proprio un distributore come quelli delle bibite: si infila un euro, seguono quindici secondi “angoscianti” (parola della collega del “Figaro” che ha testato la macchia rivelandone l’esistenza al mondo) mentre la macchina cuoce la baguette e poi eccola, ancora tiepida e, pare, con buone caratteristiche di freschezza e croccantezza. Anche perché, dopo un’ora di giacenza, le baguette invendute vengono automaticamente scartate.
L’inventore è chiaramente un genio e meriterebbe un gesto di riconoscenza dalla Patria grata. Sarkozy gli dia la Legion d’onore. Anzi, la baguette d’honneur.