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La Toscana diventa il paradiso dei volatili

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Il nome può ricordare qualche incubo orwelliano. E invece dietro il «Condominio degli uccelli» si nasconde uno dei più straordinari progetti di libertà ed amore per i volatili, il primo in Italia. Il Condominio assomiglia a una torre d’avvistamento di legno che domina la riserva naturale e oasi del Wwf del padule di Orti-Bottagone a Tor del Sale, tra Piombino e Riotorto, maremma livornese. Qui i volontari del Wwf hanno costruito 154 nidi nascondendoli sotto il tetto e il pavimento di legno della torretta. Sono piccoli capolavori artigianali, ognuno diverso dall’altro, studiati per accogliere storni, rondini e rondoni, passero, balestrucci.

VISITABILI – La cosa più sorprendente è che queste piccole alcove sono compatibili con la presenza dell’uomo. I visitatori possono entrare nel Condominio e fare birdwatching senza disturbare i migratori stanchissimi dopo un volo lunghissimo dall’Africa. Allo stesso modo gli inquilini alati possono essere studiati senza arrecare loro stress o qualsiasi tipo di disturbo. Il progetto è stato presentato ufficialmente dopo alcuni mesi di sperimentazione. Che hanno dato esisti rassicuranti. «Il condominio è già abitato da cinque coppie di passeri e da quattro coppie di storno – spiega Paolo Maria Politi, direttore dell’oasi -, ma già tutte le specie provenienti dall’Africa a cui sono dedicati gli "alloggi" hanno fatto una ricognizione all’interno della speciale struttura e potrebbero occuparla nelle prossime stagioni». Orti-Bottagone è un gioiello atipico nel panorama piombinese. Le industrie, l’acciaio e l’inevitabile inquinamento (anche se tutti, ecologisti compresi, sono vicini alla lotta degli operai della Lucchini e dei sindacalisti in sciopero della fame per difendere il posto di lavoro) della città sembrano lontani anni luce.

I SENTIERI DELL’OASI – Nella riserva, attrezzata con tutti i servizi per le visite e la didattica, custodisce una eccezionale varietà di specie animali e vegetali. Unici, perché l’oasi si interseca con un ambiente di acque dolci e una zona salmastra. Si può così passeggiare sfiorando specie rarissime come la puccinella, l’obione, l’inula marina, l’astro marino, il giunco di Gerard ed il giunco foglioso. E ancora, nella parte «dolce» e palustre della riserva, immergersi in canneti, scirpi e giunchi. Nella parte più asciutta domina il profumo delle ginestre, degli olivi selvatici, dell’aglio a fiori sottili e del papavero cornuto. Ma è la fauna ad essere il vero tesoro dell’oasi. Le specie catalogate dagli studiosi sono 227. Al mattino, quando il vapore acqueo crea uno strano velo sulla superficie, si possono ammirare gli aironi guardabuoi, cenerino, bianco maggiore, la sgarza ciuffetto e l’airone rosso. E poco più avanti ci sono i germani reali, le alzavole, i fischioni e mestoloni. Tutti anatidi dai colori e dalla grazia sorprendenti. «Gli stagni salmastri – spiegano gli esperti – sono popolati dai fenicotteri. E ogni anno, dal 1987, nidifica il cavaliere d’Italia. E il falco di palude, il simbolo del Wwf, ha qui il suo regno con tre coppie».

PASSERELLE DI LEGNO – Ci sono anche altri animali, ovviamente, mammiferi e rettili. Tutti da scoprire camminando tra i quasi cinque chilometri di sentieri e passerelle di legno. Spirali colorate sui cavi dell’alta tensione nell’Oasi WWF Stagni di Focognano (FI) e il primo «condominio» per uccelli d’Italia nell’Oasi Padule di Orti-Bottagone (LI). Sono i due progetti di punta, realizzati in Toscana e presentati oggi a Piombino, dell’accordo WWF Terna che da un lato mira a ridurre gli impatti che la rete elettrica nazionale può determinare sulla biodiversità, dall’altro vuole offrire nuovi strumenti di monitoraggio delle specie e migliorare la fruibilità delle Oasi WWF. Un obiettivo importante, al quale le due realtà stanno rispondendo con interventi concreti in aree naturali e Oasi WWF in diverse regioni d’Italia, e di cui i progetti toscani sono tra le punte di eccellenza.

LA SEGNALETICA IN VOLO – Ma il Wwf non ha pensato solo all’accoglienza «in condominio» degli uccelli ma anche alla loro salvaguardia in volo. Uno dei pericoli per i migratori (e non solo) sono i cavi ad alta tensione. Ecco così che in un’altra oasi (quella di Stagni di Focognano, un complesso di bacini lacustri non lontani da Firenze e stazione di sosta per uccelli migratori come cavaliere d’Italia, airone rosso, garzetta e tarabusino) sono stati installati nei mesi scorsi 108 «spire anticollisione». Si tratta di spirali colorate avvolti intorno alle funi di guardia dei cavi per rendere quest’ultimi più visibili agli uccelli in volo. Segnali, insomma, collocati con un intervento di un elicottero. A Piombino i progetti sono stati presentati da Wwf, comune e Regione Toscana in una breve cerimonia a Palazzo Appiani.