Bacio: ecco quanto fa bene alla salute e perché bisogna approfittarne
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Bacio: quanto fa bene alla salute

Sollecita 34 muscoli facciali e 112 posturali. Rafforza il sistema immunitario e produce ossitocina, l'ormone dell'amore. Il bacio è benessere. Ma allora perché lo utilizziamo così poco?

Le buone scuse ci sono tutte. La pandemia, la paura dei contatti, e prima ancora del Covid-19 e dei suoi devastanti effetti sui rapporti fisici tra le persone, la fretta, il vivere sempre in modo frenetico. Fatto sta che ci baciamo sempre meno e sprechiamo così tutti gli enormi benefici di questa semplice, gratuita, piacevole e straordinaria fonte di benessere.

BACIO

Il bacio, fonte di piacere e di amore, appartiene a quel 30 per cento di relazioni reali e non virtuali che sono state polverizzate dalla tecnologia. Cancellate. Poi è arrivato l’uragano del coronavirus e questo gesto, così diffuso tra i popoli mediterranei anche semplicemente per salutarsi, è diventato di fatto vietato. Anche nei rapporti più intimi. Intanto, le ricerche sono andate avanti, scoprendo sempre nuovi risultati sulle qualità del bacio in termini di benessere e di salute.

BACIO QUANTO FA BENE ALLA SALUTE

Non c’è bisogno di essere innamorati per baciarsi. Non siate avari con questo meraviglioso gesto che non deve sottintendere per forza una passione travolgente. E non sprecatelo: mai. Se non altro a beneficio della vostra salute, vista anche la potenza fisica del bacio: sollecita 34 muscoli facciali e 112 posturali. Ed è un formidabile inibitore del cortisolo, l’ormone dello stress.

Baciare fa bene alla salute, e su questo non ci piove. Ormai arrivano a raffica le indagini di grandi e autorevoli università, in mezzo mondo, che confermano una cosa che sembrava surreale, ma invece è profondamente autentica: il bacio è benessere. L’ultima indagine arriva dal famoso Mit americano (Massachusetts Institute of Technology) dove la microbiologa Susan Erdam, con un gruppo di ricercatrici, ha scoperto importanti effetti positivi del bacio per la nostra salute. Due in particolare: lo scambio di un bacio rafforza il sistema immunitario e stimola la produzione di ossitocina, l’ormone dell’amore, e di testosterone, quello della sessualità.

BENEFICI DEL BACIO

Queste ultime scoperte si aggiungono a quanto già noto sul rapporto tra bacio e benessere. Ovvero, scambiarsi baci migliora l’umore e la pressione, e anche il metabolismo. Fa dimagrire, combatte le rughe e protegge il cuore. Vi sembra poco? In realtà saremmo davvero miseri se riducessimo il valore del bacio, e la necessità di riscoprirlo, a questi pur importanti benefici in termini di salute.

Baciarsi aiuta a vivere meglio perché ci fa sentire amati e ci consente di mostrare il nostro amore, che non dobbiamo mai dare per scontato. Il bacio, in questo senso, è universale, vale per un figlio o per una compagna, per un amico che non vediamo da tempo come per il nipote appena arrivato in famiglia. E non ha barriere di età: vale sempre la pena usare le labbra per questa dolce funzione.

Il bacio ci concede un lampo, ma volendo può essere molto di più, di buon umore (qualcuno ci pensa con affetto), di sicurezza (ci sentiamo accuditi e apprezzati), di complicità (condividiamo qualcosa di molto intimo) e contribuisce ad abbattere le barriere dell’indifferenza e della mancanza di empatia. Il tempo, baciandosi, si dilata, anche nella nostra percezione: non è più solo il momento del contatto delle labbra con un viso, con una guancia o con un’altra bocca. Scrive il poeta Edmond Rostand, nel celebre Cyrano de Bergerac: «Il bacio è un istante di infinito che fa un ronzio d’ape». Dura un attimo, ma è per sua natura eterno.

Questa è la dimostrazione che, molto spesso, sono proprio le cose semplici a creare i maggiori benefici per la salute. Che il bacio sia una di queste lo dimostra anche uno studio italiano. L’indagine, che trattava l’importanza di questo gesto, è stata condotta su 4 mila italiani tra i 18 e i 65 anni e su un panel di 60 esperti tra psichiatri e psicologi. I risultati sono davvero sorprendenti: per sette esperti su dieci baciare aiuta a vivere meglio perché nel 72 per cento dei casi, ricevere un bacio aumenta l’affetto tra le persone. Inoltre il contatto tra le labbra di due persone provoca una scarica ormonale che permette a uomini e donne di sentirsi più accuditi e sicuri.

IMPORTANZA DEL BACIO

La parola bacio su Google ha 33 milioni di risultati. Diciamo che piace, e anche tanto.  Per fortuna: il contatto tra le labbra attiva quella parte dei nostri cervelli dove ci sono le sensazioni del piacere, del benessere, del sentirsi felici. E allo stesso tempo sviluppa una sorta di tempesta perfetta, ma di segno positivo, una tempesta ormonale, che da un lato alza la pressione del sangue e aumenta il battito del cuore, ma dall’altro lato spinge sull’acceleratore del nostro desiderio sessuale o erotico che dir si voglia.

Vi sembra poco? Raramente la vita concede tante sensazioni così piacevoli, tutte insieme. Dunque: è un delitto sprecarle, o rinunciarci. Aggiungete poi qualche altro effetto collaterale, anche questi di segno più che positivo. Il bacio aiuta a creare la sintonia della coppia, in un mondo di coppie che scoppiano o durano il tempo di un nano-secondo e di un piacere per il piacere (quindi povero di emozioni autentiche).

Ed è, sempre il bacio, una doccia di benessere che dura, parliamo di sensazioni uniche, la bellezza di 48 ore. Ecco perché, per esempio, il bacio, secondo quanto dicono i neuroscienziati più famosi del mondo, è prezioso per chiudere una lite. In famiglia, con il fidanzato, con l’amico del cuore. Anche qui: non utilizzarlo con frequenza è uno spreco enorme di quei beni immateriali che non si comprano in un supermercato, e tantomeno in saldi.

COSA SI CAPISCE DA UN BACIO

Quante volte avete provato a baciare per la prima volta una persona? Come ricordate l’emozione dell’attesa, l’incertezza della risposta (Sì o no? Ricambia o si scansa?), nella liturgia del bacio? Se andate a scavare nella memoria scoprirete quanto baciarsi, anche il solo tentativo, sia uno dei gesti più profondi, più liberatori, più intensi da un punto di vista emotivo, dell’uomo. Un gesto che fa parte della nostra natura, al punto che, come è stato dimostrato da una ricerca dell’università di Oxford, lo condividiamo, come fonte primaria di un contatto fisico, innanzitutto con i nostri parenti più prossimi, gli scimpanzé.

Eppure, nonostante tanta storia, nonostante la celebrazione, il marketing arriva sempre al cuore dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri, della Giornata mondiale del bacio (6 luglio), nonostante i suoi mille benefici, siamo arrivati al punto di rimuoverlo, ridurne frequenza, intensità e perfino necessità. La perdita di valore del bacio fa parte di un impoverimento (e quindi di uno spreco) che stiamo accumulando grazie a una falsa sostituzione dei nostri legami affettivi, delle nostre relazioni, del reale con il virtuale. Accumuliamo eccitati e festanti like e amici sui social, scambiamo immagini di basi e abbracci da tutte le piattaforme social, moltiplichiamo in modo compulsivo l’uso dell’iconografia delle emoticons, le faccine stilizzate su Internet con i nostri sentimenti, ma poi nella vita concreta riduciamo i baci veri. Abbiamo smarrito, cancellato, il 30 per cento delle nostre relazioni reali.

PER APPROFONDIRE: La fretta che ci frega (deriva, infatti, dal latino fregare) ha ucciso anche la voglia di scambiare baci e abbracci veri. Leggetelo bene in questo libro

IMPORTANZA DI BACI E ABBRACCI

Come mai tanta stupida rimozione? Da dove arriva questa incredibile parsimonia di baci (e abbracci)? Oltre al fattore web-tech, alla nostra ossessione per comunicare, anche i sentimenti, solo attraverso le protesi elettroniche, gioca in modo determinante il fattore tempo. La solita, maledetta fretta, il sentirsi sempre in affanno e in ritardo, prigionieri nella trappola circolare di un infinito presente.

Il 60 per cento degli italiani confessa appunto di non baciare più «per mancanza di tempo», non per freddezza o per rimozione degli affetti. Già, ma se manca il tempo per il bacio, una delle cose più importanti della nostra vita, perché dovremmo trovarlo per fatti secondari, meno influenti e meno significativi?

LEGGI ANCHE: L’importanza delle carezze, favoriscono la crescita dei bambini e rafforzano il legame di coppia

BACI VIA INTERNET

Nel catalogo del ciarpame tecnologico che circola sul web, mi hanno colpito due strambe invenzioni, entrambe legate al bacio via Internet. Le cito solo perché completano il quadro di questa sovversione di valori tra il reale e il virtuale. La prima novità tecnologica arriva dal Giappone, si chiama Kiss Transmission Device, ed è un dispositivo per trasmettere baci via Internet. Un hard disk portatile consente al bacio di viaggiare in rete, come se fosse un dato qualsiasi, e di arrivare a destinazione, dove sarà recepito, anche dal punto di vista dei sensi, come un bacio vero.

PER SAPERNE DI PIÚ: Il segreto dell’amore eterno non è necessariamente nelle parole “Ti amo”

KISSENGER BACI VIRTUALI

La seconda follia sul bacio via Internet è stata brevettata in Inghilterra, si chiama Kissenger, ed è una cover con silicone, che si applica sugli smartphone di chi manda un bacio e di chi lo riceve. Entrambi poggiano le labbra sull’apparecchio e sentono sulla pelle una riproduzione del bacio. Notate un dettaglio, la materia essenziale per questa diavoleria tecnologica è il silicone, normalmente utilizzato per gli interventi di chirurgia estetica. Dove al posto di carne vera, subentra carne finta. La stessa differenza che passa tra un bacio autentico e un bacio al silicone.

IL DIRITTO AL BACIO DEI ROMANI

I romani davano grande importanza al bacio. Persino dal punto di vista giuridico. Esisteva, infatti, nel diritto romano uno “ius osculi”, ovvero un “diritto al bacio” in base al quale ogni giorno una donna doveva baciare sulla bocca il marito, il padre e il fratello. E ciò non solo per questioni affettive e per ribadire la sacralità di un legame familiare, ma anche per  dimostrare che non aveva bevuto vino, cosa vietata per le donne ed equiparata all’adulterio. La rotondità e la profondità del bacio per i romani era tale, che lo chiamavano non con una sola parola, come facciamo noi, ma con ben tre termini. Per i romani esistevano il basium, il classico bacio tra marito e moglie; l’osculum, il bacio candido e puro ai bambini; il savium, ovvero il bacio erotico e sensuale tra amanti.

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