Divieto baci e abbracci per emergenza coronavirus | Non sprecare
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Coronavirus, quanto ci mancano i baci. Adesso capiamo la loro importanza

Li avevamo sostituiti con i contatti online. Sprecando la loro potenza. Baci, carezze e abbracci sono le migliori pillole per il benessere naturale dell’uomo

Quanto ci mancano baci, abbracci, carezze. Quanto iniziamo a sentire la mancanza di questi contatti che esprimono il linguaggio del corpo, del contatto, del desiderio dell’altro. Nel nome della sicurezza sanitaria, già fragili per paure fondate e presunte fino alla paranoia, abbiamo dovuto allungare il conto da pagare per il coronavirus con questa rinuncia alla fisicità. Niente emozioni (sicuramente) e più sicurezza (forse).

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DIVIETO BACI E ABBRACCI

L’uomo e il bacio sono nati nello stesso giorno, arrivano entrambi da molto lontano, e i ricercatori dell’Università di Oxford hanno stabilito che condividiamo questa forma primordiale di contatto fisico con i nostri più antichi antenati: gli scimpanzé. Dunque, senza baci, abbracci e carezze, c’è qualcosa del nostro Dna che evapora, un pezzo della nostra persona ci abbandona. Uno spreco enorme.

Consoliamoci, però, provando a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno. L’altro lato della medaglia. Adesso che la rinuncia a baci, abbracci e carezze, non è più una libera scelta, ma una prescrizione e una necessità, forse abbiamo tempo per riflettere su dove siamo arrivati con la diffusione di questo spreco, che possiamo considerare un virus, già prima dei tempi del coronavirus.

Spieghiamoci meglio. Due numeri messi in fila ci raccontano da soli un fenomeno che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi. Con l’avvento di Internet, e con il suo virtuale linguaggio emotivo (avete presente faccette, cuoricini e bacetti?), le relazioni fisiche sono crollate di un terzo. Vengono considerate inutili, meglio quelle online. Allo stesso tempo il 60 per cento degli italiani, popolo caldo e generoso come tutte le genti che si affacciamo sulle onde del Mediterraneo, confessa di non baciarsi più. Stanchezza? Imbarazzo? Freddezza? Macché: semplicemente pensiamo di non avere tempo. Abbiamo sempre fretta, e la esprimiamo anche con la rinuncia ai gesti primordiali con i quali eravamo abituati a esprimere i nostri sentimenti.

DIVIETO BACI E ABBRACCI PER CORONAVIRUS

Ma per quale motivo parliamo di spreco a proposito della rinuncia ai baci, agli abbracci e alle carezze? Se proprio non vogliamo farla troppa lunga con il Dna e con la violenza fatta alla natura umana, allora almeno ascoltiamo la scienza. E ricordiamoci dei benefici di questi gesti empatici. Il bacio, che mette in moto ben trentaquattro muscoli facciali, è un inibitore naturale del cortisolo, l’ormone dello stress. Il contatto delle labbra con altre labbra o con altra pelle, produce una perfetta tempesta ormonale, e attiva quella parte del cervello dove sono concentrate le sensazioni del piacere e del benessere. Della sessualità. Del sentirsi appagati e sereni.

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DIVIETO BACI ABBRACCI E STRETTE DI MANO

Baci, carezze e abbracci sono pillole naturali con effetti a raggiera. La pressione sanguigna migliora. Il battito del cuore aumenta. La sintonia con gli altri si rafforza. Con un bacio una lite si chiude in un attimo, e le sostanze benefiche che rilascia sono di lunga durata: avanzano per 48 ore. Il bacio avvicina la fecondità: la saliva dell’uomo contiene testosterone, eccitante per la donna specie nella fase dell’ovulazione. Con un bacio uomo e donna si scambiano ossitocina, l’ormone del legame. Le coppie che si baciano, si accarezzano e si abbracciamo di più sono anche le più stabili e le più durature. Alla faccia del coronavirus.

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