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Come migrano gli uccelli? E dove vanno? Ecco tutte le risposte per 10 tipi di uccelli. I falchi si spostano di giorno, le allodole di notte (foto)

Le rondini seguono la rotta tirrenica e raggiungono i paesi dell’Africa. I fringuelli invece dall’Europa centrale passano alle coste di Spagna e Francia. Le cicogne attraversano lo stretto del Bosforo. Il pettirosso punta al Maghreb

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MIGRAZIONI UCCELLI

La migrazione degli uccelli è uno degli spettacoli più affascinanti ed emozionanti per chi ama davvero la natura. In teoria, le stagioni del fenomeno sono due, primavera e autunno; in realtà il movimento migratorio degli uccelli è perenne e dura 365 giorni l’anno. Il periodo effettivo di migrazione dipende da diversi fattori, come la specie, la distanza di migrazione, la velocità di spostamento, il tragitto da compiere, i cambiamenti climatici e la disponibilità di cibo.

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MIGRAZIONI UCCELLI ITALIA

Per seguire la migrazione, ed avere le stesse emozioni dei birdwatcher, è fondamentale conoscere alcune cose sulle migrazioni. Al momento di spostarsi gli uccelli sono parecchio ingrassati e potreste anche fare fatica a riconoscerli. Il motivo è ovvio: la natura li fornisce di una scorta, accumulata nel corpo, per reggere lo sforzo del lungo spostamento. Lungo sì, ma quanto? Dipende. Si va da una settimana a periodi molto più lunghi, anche quattro mesi. E non tutti gli uccelli migrano alle stesse ore, una diversità che rende lo spettacolo visibile 24 ore su 24. I falchi e le rondini, per esempio, migrano di giorno, mentre le allodole si spostano di notte.

Ma da dove vengono e dove vanno i più importanti uccelli? Ne abbiamo selezionato dieci, e per ciascuno abbiamo individuato l’intera rotta, che potete seguire con il vostro binocolo.

PER APPROFONDIRE: Angelo d’Arrigo, l’uomo che viveva volando con gli uccelli. Li inseguiva durante le migrazioni, li studiava e li curava (video)

10 UCCELLI MIGRATORI

  • Rondini. Sono tra gli uccelli più diffusi in Italia e si possono vedere quasi ovunque. La rotta di migrazione è quella classica, la tirrenica, che da regioni del Nord attraversa la Toscana, il Lazio e la Campania. E poi scende verso le nazioni del Sud, dalla Nigeria alla Repubblica Centroafricana, fino alle savane del Sahel. Qui le rondini svernano, per poi riprendere la rotta di andata e tornare dalle nostre parti in primavera.
  • Fringuelli. La loro è una rotta costiera. Ne abbiamo molti anche in Italia, ma si concentrano nell’Europa centrale. Da qui, in autunno, migrano verso le coste più calde della Spagna e della Francia, attraversando anche la nostra pianura Padana. Sono uccelli solidi e resistenti, anche se appaiono piccini, e per questo non hanno bisogno di andare troppo lontano per trascorrere l’inverno.
  • Falchi. Sono una specie protetta e migratrice di uccelli rapaci, presente in Europa solamente in estate. Nel corso degli anni, le specie più osservate sono state il Nibbio bruno, il Falco di palude e il Falco pecchiaiolo, che con oltre 200.000 individui, è la specie più numerosa durante la migrazione pre-nuziale lungo le isole del canale di Sicilia.
  • Balie nere. Sono presenti in Italia di passaggio e occasionalmente nidificano nelle regioni settentrionali. L’habitat è costituito dai boschi sia di latifoglie sia di conifere con abbondante sottobosco, oltre che da parchi e giardini. Durante la migrazione frequentano anche uliveti, pioppeti e margini alberati delle zone umide.
  • Cicogne. In Europa si contano 220 mila coppie, mentre in Italia, dove negli anni Ottanta sono tornate a nidificare dopo una lunga assenza, la specie ha ormai superato le 200 coppie. La cicogna bianca trascorre l’inverno nell’Africa tropicale, migra in primavera lungo gli stretti del Bosforo e di Gibilterra, nonché con numeri inferiori ma pur sempre significativi lungo lo stretto di Messina e nidifica in Europa, soprattutto nelle regioni dell’Est.

  • Pettirosso. Appartiene a una specie di foresta che nidifica nei nostri boschi in Piemonte e in Sardegna. Con l’arrivo del freddo il pettirosso esce dal fitto della foresta, dove ha allevato i suoi piccoli, per spingersi nelle campagne, negli orti, nei frutteti, negli uliveti e nei parchi. In questo periodo diventa visibile e anche più confidente nei confronti dell’uomo tanto da avvicinarsi a pochi metri da lui, seguendolo passo passo quando prepara la terra e porta alla luce vermi e altri insetti di cui il pettirosso è notoriamente ghiotto.
  • Balestruccio. Appartiene alla stessa famiglia della rondine, il piumaggio è bianco e nero e si differenzia per la coda corta. Si riproduce in tutta Europa, in buona parte dell’Asia e del Maghreb. In questi territori questi uccelli migratori vi restano da aprile fino a settembre. I balestrucci europei svernano in Africa, nel Sud-est asiatico e, in piccola parte, sulla penisola arabica in riva al mar Rosso.
  • Cormorano. E’ una specie gregaria e “cosmopolita” che abita praticamente tutti i continenti (Europa, Asia, Africa, Oceania). Molti individui passano l’inverno in Italia per poi migrare verso l’emisfero sud in primavera e riprodursi o verso i paesi scandinavi e del centro Europa. Altri cormorani sono stanziali e si riproducono in zone favorevoli, come il Delta del Po e la Sardegna. Infine, un gruppo notevole vola di passaggio lungo la penisola nel corso della migrazione dell’Europa continentale, a marzo ed ottobre.
  • Anatra. Arriva dal nord in autunno e si prepara a partire dopo aver svernato nelle zone umide più accoglienti e miti del nostro Paese, ovvero nelle valli più tranquille del Delta del Po, ma anche negli stagni attorno a Cagliari. In inverno si possono vedere grandi assembramenti di anatre: una piccola quantità rimane in Italia per nidificare nella buona stagione.
  • Airone. E’ una specie parzialmente sedentaria e nidificante. In Italia è possibile vedere esemplari di airone soprattutto al nord, lungo i fiumi della Pianura Padana, dove sono concentrate molte delle sue colonie, ma anche tra le risaie del Piemonte e della Lombardia. Molti individui si possono avvistare in Toscana, lungo le sponde dell’Arno e del Serchio. Inoltre si possono osservare nell’alta valle del Velino e sulle rive del Tevere e dei suoi affluenti.

(Credits immagine di copertina: www.lipu.it)

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