Segreto della felicità - Non sprecare
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Afferrate la felicità, ogni giorno, con alcuni piccoli e semplici gesti. Essere felici è una cosa misteriosa, ma queste chiavi sono sicure

Meno discussioni e più calore umano, anche con i baci. Zero lamenti e mille curiosità. Accontentarsi non è una sconfitta. E non significa arrendersi. La classifica mondiale dei paesi più felici: domina l'Europa del Nord

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SEGRETO DELLA FELICITÀ

Parliamo molto, come comunità  Non sprecare, di felicità. In fondo, il nuovo stile di vita che proponiamo, la bussola dello Sviluppo sostenibile scolpito dagli obiettivi Onu, che orienta i contenuti editoriali del nostro sito, altro non rappresenta che una ricerca leggera, senza prescrizioni, e senza il tono dei falsi profeti, di qualcosa che almeno rassomigli alla felicità. A un benessere individuale ma anche collettivo, che tocca la persona ma anche le comunità, da una famiglia a una nazione, a un mondo. 
 

RAPPORTO MONDIALE SULLA FELICITÀ

 
C’è una classifica, sempre di fonte Onu, che aggiorna, praticamente ogni anno, l’elenco dei paesi dove le persone vivono più felici e viceversa. Un aggiornamento piuttosto relativo, in quanto, le posizioni, ormai da anni, non cambiano praticamente mai. Ai primi posti ci sono sempre loro, i paesi del Nord Europa, e precisamente, nell’ordine: Finlandia, Norvegia e Danimarca. A seguire nazioni come l’Islanda, la Svizzera, l’Olanda, il Canada e l’Australia. L’Italia è inchiodata alla 47esima posizione, e in fondo alla classifica non può non comparire il minuscolo e poverissimo stato africano del Burundi.

PAESI PIÙ FELICI AL MONDO

Anche questa classifica, intitolata Rapporto mondiale sulla felicità, come tutte le graduatorie per misurare con matematica precisione cose così complesse e inafferrabili, come appunto la felicità, potrebbe essere archiviata per scarso, o almeno relativo, significato scientifico. E invece, se andate a guardarla bene, vi rendete conto che la felicità, in ogni caso, da qualsiasi punto la vogliate afferrare, passa per la sostenibilità. A 360 gradi. Cioè dalla tutela dell’ambiente e del pianeta in generale alla lotta senza quartiere contro la povertà; dal diritto alla salute ed a una buona formazione ai benefici da condividere attraverso i paradigmi della  nuova economia circolare. Una serie di traguardi che, in sintesi, portano a un mondo meno sottosopra di quello attuale, con un benessere più diffuso e non così spaventosamente diseguale.

COS’È LA FELICITÀ

La felicità, e questo è sicuramente un fatto da tenere presente, è sempre più ricercata da uomini e donne che si illudevano di poterla conquistare magari solo con il portafoglio pieno ( se è vuoto, l’infelicità è garantita), o con la febbre degli acquisti compulsivi alimentati dalla Grande Industria dello spreco. Siamo arrivati a scuole che fanno corsi agli studenti per insegnare come essere felici, a imprese dove viene reclutato un manager incaricato di garantire la felicità dei dipendenti, ad amministratori pubblici che mettono al primo punto del loro programma l’obiettivo della felicità. Palliativi di fronte a un’infelicità che tocchiamo tutti, con mano, ogni giorno? Formule di marketing per manuali sulla vita? Espedienti, piccole luci di fronte al buio dell’incertezza, e della durezza della vita? Scegliete voi le risposte che preferite, ma provate a partire da un punto, sul quale invece ci sentiamo di dire che non esistono dubbi. Ovvero: il mistero della felicità, ancora prima del suo segreto, è meno inafferrabile se partiamo da piccoli gesti, piccole attenzione quotidiane, che possiamo fare tutti, ogni giorno ( e non solo nella Giornata internazionale della felicità voluta dall’Onu, 20 marzo di ogni anno), in ogni momento delle nostre, comunque, fragili vite.

Un lavoratore su nove, secondo il report Workplace realizzato per conto di Human Experience, per migliorare la qualità della vita in azienda, chiede un manager dedicato proprio alla felicità dei dipendenti. Così anche in Italia, sul modello di alcune esperienze del mondo anglosassone, si stanno introducendo corsi scolastici per aiutare gli studenti a sentirsi felici. Ma più che attraverso nuovi capi e nuovi insegnanti, in occasione della Giornata mondiale della felicità (20 marzo), forse è il caso di provare a conquistarla riscoprendo il valore di piccoli gesti quotidiani, in parte rimossi.

PER APPROFONDIRE: Basta poco per essere felici. Tutti, e non una minoranza di privilegiati

GESTI QUOTIDIANI PER ESSERE FELICI

Eccone 10, tutti molto efficaci:

Baci e abbracci. I rapporti virtuali, quelli che coltiviamo sul web con like e emoticon hanno ridotto di un terzo gli scambi di affettuosità reali. Baci e abbracci. Un grande spreco, in quanto il bacio, secondo uno studio molto completo del Massachusetts Institute of Technology , ci regala un benessere che introduce alla felicità. Mette in movimento 34 muscoli facciali ed è un inibitore del cortisolo, l’ormone dello stress.

La legge del basilico. La maggioranza degli italiani vivono in un condominio, ma solo 1 su 3 saluta il proprio vicino. In compenso mezzo milione di cittadini sono impegnati in cause condominiali, lunghe, costose e spesso inutili. Per evitarle basta applicare la legge del basilico: con il vicino non si litiga, semplicemente perché se ti manca il basilico, puoi chiederlo a chi abita nella stessa scala.

Riprendersi il tempo per sé stessi. Il 61 per cento delle persone che lavorano confessano di «non avere mai tempo» e di essere condannate alla fretta, un terzo dei genitori si definiscono «esauriti» per la fatica di conciliare famiglia e impegni professionali: sono i dati di una ricerca della Columbia University sugli effetti della fretta. Le vite di corsa ci avvolgono come una piovra, eppure il primo passo, efficacissimo, per sfiorare la felicità è quello di riconquistare il controllo sul tempo. Ricordandosi che chi è davvero impegnato, ha sempre tempo.

Lamentarsi è inutile e controproducente.  Papa Francesco ha appeso un cartello all’ingresso del suo appartamento a Santa Marta: «Vietato lamentarsi». Il lamento allontana dalla felicità per tre motivi. Alimenta, quasi in modo automatico, pensieri negativi; rende antipatici, e quindi isola e riduce le relazioni; induce a una forma di indolenza e di passività. Molto meglio fare leva sull’ottimismo della volontà.

L’energia della curiosità. È vero che la curiosità allunga la vita quando si è anziani, ma è falso che vada coltivata soltanto in età avanzata, come allenamento per un cervello che tende ad atrofizzarsi. La curiosità è gioia. Ed è il migliore antidoto naturale contro la noia della routine, e la depressione che arriva quando senti di non avere più cose da scoprire: due veleni che allontanano la felicità.

Accontentarsi, non per una sconfitta. Il 50 per cento degli italiani teme di non farcela, almeno una volta nella vita. L’ansia da prestazione non colpisce solo l’attività sessuale, ma è una tipica patologia di una società impaurita. Innanzitutto di perdere il proprio benessere. Accontentarsi non significa arrendersi, ma avere una sana consapevolezza dei propri limiti. E non fissare l’asticella delle ambizioni sempre più in alto, rischiando l’angoscia per i risultati non ottenuti.

Riscoprire la conversazione. Il nostro linguaggio si è impoverito, il vocabolario si è ristretto. Parliamo molto ma ascoltiamo poco. E anche per questo gli analfabeti funzionali, che sanno leggere e scrivere ma non sono in grado di collegare tutto ciò, in Italia sono il 27,9 per cento delle persone tra i 16 e i 65 anni. La conversazione, al contrario, migliora proprietà di linguaggio, relazioni e voglia di stare insieme. Tutte pillole di felicità.

La musica del silenzio. Il 42 per cento dei residenti nelle aree urbane, secondo i dati del Rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), hanno problemi che derivano da un eccesso di rumori. Dormano male, affaticano il cuore, perdono udito. Il silenzio è diventato così una necessità, da coltivare come una fonte primaria di benessere. E il sottofondo musicale del silenzio è in grado di regalarci lunghi attimi di felicità.

Passeggiare contro il rancore. Le università di Stanford e di Stoccolma hanno realizzato, insieme, la più completa ricerca sui benefici psicologici del passeggiare. Si è scoperto così che, andando a piedi, specie tra gli alberi, la smettiamo di rimuginare, in quanto il sangue non irrora la parte del cervello che attiva questa funzione. Conclusione: passeggiando allontaniamo l’infelice oppressione del rancore.

Un bagno di leggerezza. Nel bestseller La guida scandinava per vivere 10 anni di più si parla delle proprietà terapeutiche della leggerezza. Da non confondere con la superficialità e da assimilare, piuttosto, all’ironia e all’autoironia. Quanto vale per la nostra, piccola felicità quotidiana? Lo aveva capito molto bene Italo Calvino, che inserì la leggerezza tra le sue lezioni americane, definendola con queste parole: «Planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore». Più leggeri, circondati come siamo da persone pesanti, è un modo per allontanare la tristezza e sfiorare la felicità.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FELICITÀ

Non è stata l’industria dei regali, sempre a caccia di nuovi appuntamenti da festeggiare per vendere qualcosa, a decidere di bloccare un giorno del calendario e trasformarlo nella ricorrenza mondiale della Giornata internazionale della felicità (20 marzo). A decidere la ricorrenza sono state proprio le Nazioni Unite, nel 1972, sotto la spinta di un personaggio molto particolare, il consigliere speciale Jayme Illien. Un frammento della sua biografia è sufficiente a chiarire la molla che ha spinto Illien a lavorare in questa direzione per poi portare a casa il risultato della ricorrenza da ricordare in tutto il pianeta: Jayme prima di diventare un pezzo grosso dell’Onu, è stato un orfano, salvato dalla miseria, e quindi dall’infelicità, grazie all’aiuto caritatevole, a Calcutta, delle missionarie guidate da Madre Teresa. Tutto torna: la felicità passa anche per lo sguardo, l’attenzione, la cura degli altri. Mentre l’indifferenza, è uno scalino di una ripida discesa, che porta nel burrone della solitudine, e dunque della vita infelice.

NUOVI PARADIGMI CHE MIGLIORANO LA VITA:

  1. Modestia, la sua forza rivoluzionaria. In un mondo dominato dal carrierismo
  2. La virtù nascosta della fragilità nel tempo palese della forza. Ci aiuta davvero a scoprire chi siamo
  3. Obbedienza, perché dobbiamo considerarla una virtù. Senza conformismo ma con umiltà
  4. Elogio e virtù della pazienza nell’era della vita troppo veloce. Come non sprecarla
  5. L’augurio più bello per l’anno nuovo? Una faccia allegra
  6. Scoprite i piaceri e il benessere che regala la gentilezza. La vostra salute migliora