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Tradire è la norma, lo fa il 60 per cento degli italiani. Ma la fedeltà di coppia è rivoluzionaria. E si può conquistare

Siamo un popolo più fedifrago di spagnoli e francesi. Le tre motivazioni principali: la noia, le scarse attenzioni del partner, una vita sessuale poco soddisfacente. Buoni motivi, che però non rendono inevitabile il tradimento. Specie se impariamo qualcosa dai nostri nonni

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IMPORTANZA FEDELTÀ IN UNA COPPIA

Ho molta ammirazione, lo confesso, per le coppie che riescono a conservare integra la loro reciproca fedeltà. Tra uomini e donne, e anche tra amici. Si tratta sicuramente di una minoranza di persone fortunate e dotate, probabilmente, di un grande senso di responsabilità e di un’idea profonda della vita. A prescindere dalle convinzioni religiose, infatti, considero la fedeltà un valore assoluto, un traguardo da avere sempre al centro dei propri obiettivi esistenziali. Come la libertà. Al punto che entrambe, fedeltà e libertà, appaiono più come orizzonti che come realtà, e una volta conquistate non esiste la certezza di poterle avere per sempre. Vanno coltivate e preservate. 

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EFFETTI BENEFICI FEDELTÀ

Guardiamo le statistiche. Gli italiani sono i più fedifraghi in Europa: oltre il 60 per cento delle coppie riconosce di avere fatto e subito almeno un tradimento nel corso della vita. Siamo meno fedeli di francesi e spagnoli, che in classifica arrivano dopo di noi. E lo siamo in virtù di tre fattori che, invece, ricorrono in parti uguali in tutte le storie di tradimenti di coppia: la noia, la scarsa attenzione da parte del partner e l’insoddisfazione per la vita sessuale

Questi numeri fanno riflettere. Tradiamo più dei francesi, ovvero di un paese dove l’infedeltà è riconosciuta e tollerata come un comportamento di massa, uno stile di vita. La coppia, in Francia, è aperta per definizione, tutti tradiscono (sono frequenti anche gli scambi di coppia), di solito nella massima discrezione, e una sentenza della Corte costituzionale francese ha fatto scuola: l’infedeltà non è un atto contro la morale, come ancora viene considerata in Italia.

Dunque, non prendiamoci in giro: siamo un popolo di infedeli. E il tradimento ci accompagna nella vita di coppia, come nelle amicizie, come nei nostri comportamenti nella vita sociale. Diffidiamo di qualsiasi moralismo sull’argomento, accontentiamoci di qualche buona notizia scientifica (per esempio: le persone che superano il tradimento diventano più intelligenti), e proviamo a dare qualche risposta su questo atteggiamento così diffuso.

PERCHÉ NON TRADIRE

Sicuramente la fedeltà, come l’onestà, è uno dei valori che nel tempo ha perso significato. Non viene riconosciuto come tale. Coppie aperte, coppie fragili, famiglie allargate, amici-amanti: il ventaglio delle possibili relazioni si è molto allargato all’interno di una morale sempre più relativa e sempre più fai-da-te.

Se vogliamo restituire senso e valore alla fedeltà, forse è il caso di partire, senza nostalgie ma con lucidità, da come hanno funzionato per secoli i meccanismi di coppia. C’è sempre stata un’area di reciproca e assoluta dissimulazione, di detto e non detto, di qualcosa che ha a che fare con la parte più remota della nostra intimità. È in questa zona che dobbiamo decidere se resistere o cedere: una terza possibilità non esiste. È in questa zona che il nostro discernimento è chiamato a scendere in campo, senza cercare sempre qualche alibi per attenuare i nostri sensi di colpa. La noia, come la scarsa attenzione o una vita sessuale non appaganti, sono ottime motivazioni che possono spingere all’infedeltà, ma non la giustificano e non la rendono inevitabile.

COME REAGIRE AL TRADIMENTO

Una volta chiarito che abbiamo mezzi e risorse per resistere, senza diventare santi e casti, c’è poi il passaggio successivo. Come reagire al tradimento? Anche in questo caso, la vecchia morale, che tanto abbiamo contestato, ci può essere di aiuto. Ricordo un’amica di mia madre che si sfogava per i continui tradimenti del marito. Mia madre la invitava a resistere, a provocarlo senza cedere con lo scontro finale, a sfidarlo sul suo terreno, senza diventare fedifraga per reazione. In virtù di quali argomenti mia madre motivava i suoi dolci e amichevoli consigli? La tenuta della famiglia, la fatica di un progetto di vita che si è costruito nel corso degli anni, gli interessi superiori dei figli. E anche, era evidente nel suo ragionamento, un certo margine di tolleranza che andava consentito agli uomini, e non sempre alle donne. Una tolleranza anche questa ben nascosta nell’involucro della dissimulazione, di una realtà che non veniva mistificata, ma diciamo pure ammorbidita, arrotondata. 

Solo attraverso il canale di un ragionamento, se ci riflettete, così profondo nella sua semplicità, nel suo banale buonsenso, si può trovare la forza per perdonare il tradimento, per superarlo, andando avanti e non indietro. Quasi come se il tradimento, una volta avvenuto, possa fare bene alla coppia, rilanciando la piattaforma di attenzioni, di premure, di complicità, sulla quale le storie reggono, al di là dei batticuore e delle palpitazioni che, per loro natura, hanno una durata piuttosto limitata. Se questi argomenti vi convincono, sappiate che essere fedeli vi porterà, in poco tempo, dalla parte di persone davvero trasgressive, davvero rivoluzionarie. Tradire è la norma, essere fedeli è l’eccezione: ognuno deve decidere da che parte stare. 

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