Liti tra fratelli: come gestirli nel modo più semplice e sano
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Liti tra fratelli: come gestirle

Da adulti, la metà dei conflitti nasce da questioni di eredità. Da piccoli, l'elemento fondamentale è la gelosia. Ma nei litigi non tutto è negativo

In fondo, è il rapporto affettivo che dura di più dal punto di vista anagrafico, ma è anche il più a rischio per una serie di equilibri, talvolta molto fragili, che contiene. Le liti tra fratelli, tra sorelle, e tra fratelli e sorelle, sono molto frequenti. Partono dall’infanzia e possono arrivare, o esplodere, fino all’età della vecchiaia. Con uno spreco enorme in termini di affetti, di tempo, e di qualità della vita che, con le risse in famiglia, sicuramente si impoverisce. Ma come si gestiscono i litigi tra fratelli? Che tipo di mediazione è possibile? E siamo sicuri che, specie durante l’infanzia e l’adolescenza, il conflitto sia sempre negativo?

COME GESTIRE LITIGI TRA FRATELLI PICCOLI

In un saggio molto interessante (Gelosia, la malattia del desiderio. Edizioni Guanda), lo psicanalista francese Marcianne Blévis, soffermandosi proprio sulla gelosia tra fratelli, ci invita come genitori a non drammatizzare, a considerarla un sentimento del tutto normale e dunque a non reprimerla. Molto più utile, invece, alimentare la discussione in famiglia, magari attraverso il rito della cena insieme, non sentirsi mai giudice tra le parti e scavare con leggerezza nelle fonti del conflitto. A nessuno fa piacere sentirsi scavalcare da una fratello o da una sorella, non previsti, nella gerarchia degli affetti familiari. E queste liti in famiglia, se ci pensate bene, possono solo aiutare a crescere ciascuno nella propria identità, e con una bussola: la differenza tra le persone è sempre fonte di ricchezza e rende piena giustizia all’unicità della persona umana.

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PERCHÉ’ SI LITIGA TRA FRATELLI PICCOLI?

La principale causa di litigi tra fratelli piccoli è la gelosia. Che può nascere anche da una differenza percezione dell’attenzione ricevuta. Nella testa di un bambino può scattare un meccanismo di questo genere: mia madre mi trascura, e allora litigo con mia sorella. Un altro fattore scatenante è l’abissale differenza di carattere, uno più chiuso e l’altro estroverso, che può indurre i fratelli a litigare con frequenza. Che fare?

  • La prima cosa da verificare, con un esame di coscienza, è il grado di attenzione che diamo ai nostri figli. Non deve essere difforme. E non deve risentire da una particolare simpatia, del tutto umana, che possiamo avere per uno di loro.
  • Una volta verificata la nostra equanime attenzione, in caso di litigi, il genitore non è né un arbitro né un pacificatore. I conflitti, anche in famiglia, sono naturali, e devono svilupparsi in modo fisiologico. Una mediazione del genitore è possibile, ma non indispensabile, specie se non richiesta.
  • Inutile e controproducente arrabbiarsi: significa solo avvelenare il clima della famiglia. E non contribuire alla ricerca di una soluzione. Piuttosto, un genitore deve saper ascoltare, anche i motivi dei litigi tra i figli piccoli e andare alla ricerca della parte, che può esserci, nella quale in qualche modo è coinvolto.

CHE FARE QUANDO LITIGANO FIGLI ADOLESCENTI

L’adolescenza è un’età delicata, nella quale i conflitti possono diventare più delicati e duraturi. Tendono a radicalizzarsi, Anche perché subentrano effetti più gravi della componente fisica (una cosa è picchiarsi in tenere età, altra cosa è farlo quando si hanno 16-17 anni) e ci sono diverse variabili esterne (per esempio i consigli degli amici che potrebbero soffiare sul fuoco). In questi casi la bussola dei genitori deve essere orientata a poche ma chiare idee.
  • Inutile cercare un colpevole, anche perché le responsabilità di un litigio, specie se profondo, sono sicuramente da distribuire tra le parti.
  • Servono regole: una casa non può essere il Far West, dove ciascuno è libero di fare ciò che vuole. Anche di litigare tutto il giorno con il fratello o con la sorella. e le regole sono quelle del buonsenso e della convivenza. Nulla di speciale.
  • Inutile intervenire ogni volta: la vostra azione di genitore così rischia di depotenziarsi. Quando intervenite, deve essere sicura l’efficacia di ciò che fate e i suoi risultati.
  • Evitate i confronti. Immaginiamo che tra i vostri figli ci sia il gioiello che sognano tutte le famiglie: inutile sottolinearlo ai fratelli. Rischiate solo di attirargli micidiali antipatie.
  • Il buon esempio è sempre la chiave decisiva per diminuire il tasso di conflittualità in una famiglia. Se i figli si abituano a vedervi litigare tra genitori, è molto probabile che si sentano autorizzati a seguire lo stesso comportamente nei rapporti tra di loro. Peggio ancora se qualcuno alza le mani: cosa vietatissimi tra coniugi, specie a danno delle donne.

COME GESTIRE I LITIGI TRA FRATELLI GRANDI

Le statistiche sono impietose: circa la metà dei fratelli, in età matura, litigano. E rompono in modo definitivo e improvvido questo legame così importante nella catena degli affetti umani. Alla base del conflitto in età avanzata ci sono innanzitutto questioni economiche ( a partire dall’eredità), ma anche vecchi rancori che, come fantasmi, possono riemergere. O nuove gelosie per i diversi risultati ottenuti nel corso della vita. Se avete voglia di affrontare con serietà e alla ricerca di qualche risultato il litigio con un fratello o con una sorella in età avanzata, questi consigli possono esservi utili.
  • Non affrettate i tempi. La soluzione, specie quando il tempo ha fatto il suo corso, non è mai facile. Lasciate dunque che il litigio sbollisca, e considerate questa fase interlocutoria già un primo, buon risultato. La tensione e la rabbia non aumentano: potete accontentarvi.
  • Cercate un buon mediatore. I genitori non ci sono più o sono molto avanti negli anni: non possono certo aiutarvi a trovare una soluzione. Allora guardatevi intorno, nella cerchia di persone più vicine a entrambi e trovate qualcuno che possa fare il famoso lavoro di sponda. Ascoltare le ragioni, e gli sfoghi, dell’uno e dell’altro. E provare a trovare un nuovo equilibrio.
  • Sguardo in avanti. Nel litigio con un fratello, anche quando l’elemento scatenante sono i quattrini, c’è sempre il regolamento di conti con la propria storia familiare, quella che portiamo dentro per tutta la vita. Lo sforzo è di guardare avanti, chiudere i conti con il passato, non avere rancori e rimorsi. E considerare ciò che abbiamo vissuto prima un pezzo della nostra memoria, non un motivo di contenzioso per il presente e per il futuro.
  • Fratelli coltelli sarà pure il titolo di un film o di una favola, ma ricordate che nella realtà è una condizione orribile da vivere. State sprecando una parte essenziale della vostra vita. Con conseguenze importanti per le vostre relazioni, per i rapporti in generale con la famiglia e anche per la vostra immagine che date all’esterno. Tenete conto anche di questi elementi prima di attizzare il fuoco del litigio tra fratelli.

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