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Gentilezza, per insegnarla bene ai bambini bastano l’esempio e qualche gioco da scambiare

Decisiva la fase della crescita, attorno ai tre anni, quando i bambini tendono al "tutto è mio". Bisogna educarli all'altruismo. E alla condivisione degli oggetti.

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COME INSEGNARE LA GENTILEZZA AI BAMBINI

Nel mondo dei maleducati non è semplice. Eppure la gentilezza va insegnata ai bambini fin da quando sono molto piccoli, altrimenti rischia di essere troppo tardi. E per farlo esiste un metodo fatto di cose semplici: dal buon esempio in famiglia alla rottura dello schema “tutto è mio, solo mio“.

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COME DARE IL BUON ESEMPIO AI BAMBINI

Fateci caso: i figli piccoli di persone poco gentili, o perfino maleducate, sono spesso come i genitori. Manca l’esempio giusto. In una casa dove marito e moglie si trattano male a vicenda, i bambini non potranno certo imparare la gentilezza. Se nessuno dice “Buongiorno”, “Come stai”, “Grazie”, “Prego”, perché dovrebbero farlo loro da piccoli? E se non lo faranno da piccoli, difficilmente riusciranno a farlo, con la bacchetta magica, da grandi. L’esempio, a partire dai piccoli gesti, diventa essenziale e crea un clima giusto in casa per respirare l’aria salubre della gentilezza.

LA FASE DI CRESCITA “E’ TUTTO MIO”

Come insegnare quindi la gentilezza, l’altruismo, l’educazione alla bontà d’animo, ai più piccoli che, per loro natura, tendono ad essere molto egoisti? Intorno ai tre anni, nella fase prescolare, esiste un periodo in cui “tutto è mio”. La mamma “è mia”, il gioco del compagno “è mio”, la pappa “è mia”. Ed è proprio questo il momento giusto per spiegare ai piccoli che non tutto “è mio” e insegnare loro ad essere altruisti e a comprendere l’importanza della condivisione con gli altri.

Bisogna che siano gli adulti a dare il buon esempio, ma ci sono anche alcuni giochi che possono insegnare loro ad essere gentili con i fratellini e le sorelline e i compagni di classe.

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IL GIOCO DEL DUE

Questo gioco è particolarmente indicato nel caso ci siano fratellini in casa. Ogni volta che il bimbo chiede un biscotto o un gioco, bisogna dargliene due, uno per sé stesso e uno per la sorella o il fratello. In questo modo sarà spontaneo per lui condividere le sue cose con gli altri membri della famiglia.

SCAMBIARE I GIOCHI

Questa strategia è molto utilizzata a scuola: è importante far capire ai piccoli che i giochi in dotazione sono di tutti. Quando due piccini si contendono lo stesso gioco, si utilizza la teoria del compromesso per evitare litigi: si invita il bambino che vuole togliere il giocattolo al momentaneo fruitore a prendere un’altra cosa, ugualmente bella, da offrire in cambio. In questo modo, invece di strappare di mano gli oggetti, i bambini imparano a fare proposte e ad aspettare il proprio turno.

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