Comunità energetiche: cosa sono, come si costituiscono, i vantaggi | Non sprecare
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Comunità energetiche: cosa sono, come si costituiscono, quali sono i vantaggi

La possiamo fare tutti, anche come privati cittadini. In un condominio e non solo. L'energia arriva da fonti rinnovabili con vantaggi per l'ambiente e per le tasche

Ultimo aggiornamento il 27.12.2021 alle 18:21

Come funziona una comunità energetica? Quali vantaggi comporta in termini di risparmio sulla spesa dei consumi e di minore impatto ambientale? Chi può costituire una comunità energetica? Partiamo da quest’ultima domanda che rende subito chiaro quanto la costituzione di una comunità energetica sia un’opportunità da non sprecare. La possiamo fare tutti, anche come privati cittadini, in un semplice e piccolo condominio, oppure come gruppi di aziende, di negozi e di enti pubblici locali. Insieme autoproduciamo, per tutti i partecipanti alla comunità, l’energia da fonti rinnovabili, azzeriamo le bollette, e se riusciamo a produrre eccedenza, la vendiamo sul mercato. Con il ricavato possiamo, per esempio, fare altre spese condominiali.

COMUNITÀ ENERGETICHE

Le comunità energetiche (CE) sono costituite da gruppi di persone (cittadini, enti pubblici ed imprese) che anziché limitarsi a consumare energia, contribuiscono attivamente a produrla, distribuirla, condividerla, collaborando tra loro.

Con quale obiettivo? Fornire energia rinnovabile a prezzi buoni ai vari membri, combattere gli sprechi energetici, ridurre le emissioni di CO2. Gli utenti che non solo consumano, ma partecipano al processo produttivo dell’energia vengono chiamati prosumer.

La gestione delle comunità è a carico dei cittadini perché la legge vieta alle comunità di trasformarsi in imprese a scopo di lucro.

COME SI COSTITUISCE UNA COMUNITÀ ENERGETICA?

Per creare una comunità energetica è importante sapere che deve apportare benefici di tipo ambientale, economico e sociale alla comunità e che i prosumer non possono guadagnare principalmente da essa, ma devono avere altre fonti di reddito. Chiunque può aderirvi ma gli impianti dei prosumer devono rispettare alcuni requisiti, ovvero non possono superare la potenza complessiva di 200 kW e la loro attivazione dev’essere successiva all’entrata in vigore del Decreto Milleproroghe. I vari membri della comunità devono sottoscrivere un contratto.

Fatte queste premesse, bisogna avere un luogo adatto per l’installazione degli impianti ed è necessario coinvolgere altre persone per la condivisione dell’energia. Si può quindi procedere con la creazione della comunità energetica che prevede, fra le altre cose, la sottoscrizione di un contratto di diritto privato. Vanno quindi creati gli impianti, che dovranno rispettare determinati requisiti, e si dovranno richiedere gli incentivi.

COMUNITÀ ENERGETICA IN CONDOMINIO

Grazie alle comunità energetiche è possibile installare un impianto fotovoltaico condominiale sul tetto in modo che tutti gli appartamenti che appartengono alla comunità possano condividere l’energia che producono, con notevoli risparmi in bolletta.

Comunità energetiche

Comunità energetiche

I VANTAGGI DI UNA COMUNITÀ ENERGETICA

I vantaggi sono principalmente i seguenti:

  • ambientali perché l’energia viene prodotta da fonti rinnovabili, quindi si hanno meno emissioni di CO₂ e altri gas
  • economici grazie alle varie agevolazioni fiscali attive e ai meccanismi incentivanti. Senza contare che più si auto-consuma, più diminuiscono i costi delle componenti variabili della bolletta.

COMUNITÀ ENERGETICHE IN ITALIA

Dal nord al sud, sono numerose le comunità energetiche italiane. Ne sono un esempio la comunità energetica da fonti rinnovabili di San Giovanni a Teduccio, Napoli, o quella di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, nata grazie all’impegno dei cittadini. E ancora la comunità energeticamente auto-sostenibile di Borutta, in Sardegna.

Pensiamo anche alla Comunità Solare italiana nata in provincia di Bologna dalla collaborazione tra cittadini e amministrazione per ridurre i consumi energetici puntando sull’uso delle energie rinnovabili. Ed esistono anche intere città energeticamente autosufficienti grazie alle fonti rinnovabili, è il caso di Burlington, nel Vermont, di Uralla in Australia, di Feldheim in Germania.

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