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Morti per l’aria inquinata: siamo a tre milioni l’anno. E possono raddoppiare

In Italia il 7 per cento dei decessi è causato dall’inquinamento atmosferico. L’aria che uccide si scatena innanzitutto in agricoltura, per colpa dei fertilizzanti. Le regioni più colpite? La Lombardia è in testa, seguita dalla Campania.

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MORTI PER INQUINAMENTO NEL MONDO –

Quanto uccide l’aria inquinata nel mondo? L’Istituto Max Planck ha appena pubblicato un report, molto dettagliato, che fa il punto sull’inquinamento atmosferico nel mondo: più di tre milioni di morti ogni anno. Con una tendenza, purtroppo, all’aumento e una prospettiva di arrivare a 6,6 milioni entro il 2050.

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MORTI PER INQUINAMENTO ATMOSFERICO –

I paesi più colpiti da questa autentica catastrofe planetaria sono Cina, india e Pakistan. Ma la cosa interessante è che per la prima volta gli scienziati hanno catalogato le morti per l’aria sporca in base al tipo di inquinamento. Le emissioni dovute all’energia usata a scopo commerciale e residenziale, per esempio per riscaldare le case e per cucinare, sono la prima causa di decessi, innanzitutto in Asia.

Dopo arriva la produzione di energia da combustibili fossili e l’inquinamento causato dai trasporti, due fonti di pericolo molto evidenti in Cina. Nell’Africa settentrionale invece la polvere del deserto è la principale responsabile dell’aria velenosa, come nella penisola arabica.

MORTI PER INQUINAMENTO IN ITALIA –

In Europa, infine, come in diverse zone degli Stati Uniti, a sorpresa la prima causa delle morti per inquinamento atmosferico  è l’agricoltura con i suoi fertilizzanti e il relativo rilascio della micidiale ammoniaca. Quanto all’Italia, un cittadino sue tre è esposto  a livelli di inquinamento atmosferico oltre le soglie previste dalla legge e l’aria avvelenata è alla base del 7 per cento dei decessi. I killer della nostra salute si chiamano particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono. Le regioni più colpite? Il 65 per cento delle morti si registrano nelle regioni del Nord, con la Lombardia in testa, seguita dalla Campania.

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