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#UNCALCIOALLAZZARDO, la campagna contro gli spot su gioco d’azzardo e scommesse

In concomitanza con l’inizio della Seria A l’Adoc pone l’attenzione sulla diffusione del gioco d’azzardo patologico, circa un giovane su due ha giocato almeno una volta

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LA CAMPAGNA #UNCALCIOALLAZZARDO. È iniziato il campionato di calcio di Serie A 2014-15, ed è arrivato il momento di “dare un calcio all’azzardo”. Durante lo scorso campionato, infatti, ben il 33% degli spot trasmessi prima e durante le partite erano su giochi e scommesse. Per questo motivo l’Adoc, associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori, lancia una nuova campagna contro il gioco d’azzardo, in particolare quello legato alle scommesse sul calcio e gli sport.

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GIOCO D’AZZARDO: I NUMERI. «Il gioco d’azzardo patologico sta avendo una deriva gravissima e preoccupante, estendendosi rapidamente anche tra gli adolescenti – ha dichiarato Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – secondo un’indagine Swg per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il 44% degli under 18 ha sperimentato almeno una volta il gioco d’azzardo. E sono circa 1 milione i giocatori patologici italiani adulti, più un 10% circa, stimiamo, di minorenni dipendenti. Fenomeni che vanno assolutamente contrastati, con ogni mezzo possibile. È necessario intervenire, da subito, vietando definitivamente qualsiasi pubblicità su giochi e scommesse in televisione, in particolare durante le trasmissioni ad ampia diffusione come quelle sportive e durante le partite. C’è in ballo la salute e il futuro di tutti i giovani. Fermare la diffusione degli spot su slot machine, scommesse, casinò e gratta e vinci è un imperativo».

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IL FATTURATO DEL GIOCO D’AZZARDO IN ITALIA. Nel 2000 il fatturato del gioco d’azzardo in Italia era pari a 14,3 miliardi di euro, nel 2013 siamo arrivati a 90 miliardi di euro, cioè il 4 per cento del pil e un aumento di quasi dieci volte. Con gli effetti collaterali di cui abbiamo parlato spesso sul nostro sito, in termini di dipendenza dal gioco da parte di quelli che pensano di cambiare vita con una giocatina o di ragazzi che non sanno controllare le compulsioni del gioco.