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Tutti i posti per le vacanze low cost

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L’estate si avvicina e per i tedeschi è tempo di pensare alle vacanze. Che sia periodo di vacche magre, come qualche anno fa, o di boom come adesso, una delle motivazioni che guidano le scelte turistiche dei teutoni è quella economica. L’auto va dove il portafoglio non duole, preferibilmente al mare. Una delle liste più attese è quella fornita annualmente dall’Adac, l’Aci di Germania: per gli aspiranti viaggiatori è una sorta di Bibbia irrinunciabile. Si chiama Urlaubsnebenkosten, un parolone di 18 lettere che, tradotto letteralmente, significa “costi collaterali delle vacanze”. «Perché», come ha riportato l’Handelsblatt che ha pubblicato i dati dell’edizione 2011, «il pericolo non si insidia tanto nelle spese di viaggio principali, biglietti aerei, pieni di benzina o pernottamenti, ma proprio nelle spese collaterali», quei piccoli piaceri della vacanza che fanno del viaggio un’esperienza indimenticabile. Spesso per il conto in banca.

Tutte le spese extra, dal cibo alle creme solari. Più cara la Danimarca, in coda la Bulgaria

Sono così stati presi in considerazione criteri come il prezzo del cibo, sia quello consumato nei ristoranti che quello acquistato più spartanamente nei supermercati, o delle creme solari, indispensabili per non tornarsene ustionati, o ancora quello per gli ombrelloni sulla spiaggia. «La classifica stilata dall’Adac», ha ricordato il quotidiano economico, «è stata realizzata mettendo a confronto 50 località balneari fra le più amate d’Europa, 5 per ogni Paese prescelto: Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Spagna e Turchia».
I risultati, in verità, non appaiono troppo sorprendenti e rispecchiano piuttosto fedelmente il costo della vita dei Paesi esaminati e la loro vocazione turistica. Così appare scontato il piazzamento sull’ultimo gradino – dunque Paese più economico – conquistato dalla Bulgaria, il cui costo del paniere conteggiato dagli esperti dell’Adac per una famiglia di 4 persone si aggira attorno ai 131 euro, 35 in meno della media fissata a 166 euro.
BIRRA A BUON MERCATO.Una particolarità sembra aver colpito i giornalisti dell’Handelsblatt, evidentemente sensibili alle abitudini dei tedeschi, il basso prezzo della birra: «Una bionda fredda sorseggiata in spiaggia costa solo 77 centesimi», hanno riportato con entusiasmo. All’altro capo della graduatoria si piazza la Danimarca, di gran lunga la vacanza più cara. Chi non si lascia spaventare dalle acque fredde del Baltico e ama le tranquille distese di sabbia del vicino Paese scandinavo deve mettere in conto una spesa aggiuntiva di 206 euro almeno, per non ridurre la propria vacanza allo stretto indispensabile.

Italia al quarto posto: i tedeschi scelgono il nord, da Caorle a Imperia

E l’Italia? La polemica sugli alti costi dei nostri servizi turistici agita da tempo gli addetti al settore, preoccupati dal calo registrato negli ultimi anni. E secondo i ricercatori tedeschi, il nostro Paese si piazza comunque al quarto posto nella fascia alta, con 177 euro di costi collaterali, 11 più della media, ma almeno al di sotto di quanto un turista deve spendere per trascorrere gli stessi giorni in Olanda (secondo posto, 189 euro) o in Francia (terza classificata con 179 euro).
SUD FUORI CLASSIFICA. Spulciando in dettaglio nella valutazione italiana, si scopre che a essere prese in considerazione sono soltanto località del Nord, Caorle, Imperia, Cattolica, Alassio e Cesenatico. È presumibile che, scendendo più a Sud, dove pure non mancano località che negli ultimi anni si sono imposte sulla scena turistica europea, sia possibile spendere qualcosa di meno. Tuttavia, senza perderci in troppe speculazioni, è evidente che la scelta sia ricaduta su località tradizionalmente frequentate dai vacanzieri tedeschi. Per la cronaca, sono state valutate costose Cattolica, Alassio e Cesenatico, mentre Caorle e Imperia sono finite nella categoria di mezzo.
Per i lettori che fossero interessati a seguire i consigli dell’Adac, il quotidiano anseatico ha riportato i dati completi: chi vuol spendere poco, oltre alla Bulgaria può scegliere la Turchia (141 euro) o la Spagna (147 euro), oppure dare una mano alla bisognosa Grecia mettendo in conto, sempre per 4 persone, una spesa collaterale di 151 euro.
SUL BALTICO CON LO STANDKORB. Appena sopra la media si classifica infine la Germania, che ai turisti può offrire le piatte coste del Mare del Nord a ovest o quelle del Baltico a est: qui, più che la spesa per le creme abbronzanti, va considerata quella per l’affitto di uno Strandkorb, una strana poltrona in vimini da spiaggia inventata nel 1882 proprio da un tedesco, Wilhelm Bartelmann, e ancor oggi assolutamente necessaria per ripararsi dai forti venti. Spesa prevista: 171 euro. «La località più economica di tutte», ha concluso l’Handelsblatt, «non si trova comunque in Bulgaria, ma sulla costa meridionale dell’Egeo turco, si chiama Datcha e richiede un esborso solo di 121 euro». Ma forse, a guardare la foto pubblicata, si capisce anche perché.