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Origini
Il cardamomo nero, invece, proviene principalmente dalle zone himalayane dell’India settentrionale, del Nepal e del Bhutan. Era già conosciuto e utilizzato in India oltre 2.000 anni fa e compare in antichi testi della tradizione ayurvedica, dove era impiegato sia come spezia sia come rimedio digestivo. Attraverso le rotte commerciali delle spezie raggiunse il Medio Oriente e successivamente il mondo mediterraneo.
Varietà, pianta e semi
Ne esistono diverse varietà, tra queste alcune delle più conosciute sono il cardamomo verde (Elettaria cardamomum o vero cardamomo), che è il più pregiato e dal tipico aroma balsamico, il cardamomo nero (Amomum subulatum e Amomum tsao-ko), più amaro ed economico perché più comune, il cardamomo bianco dal caratteristico aroma delicato.
Il cardamomo deriva da una pianta tropicale della famiglia delle Zingiberacee dell’India, caratterizzata dal lungo rizoma (fino a 3 metri), da fusti fogliferi e fusti fioriferi. Fiorisce in tarda primavera e i frutti maturano invece verso settembre. Questi ultimi includono semi marroni dal forte aroma.
Valori nutrizionali
Proprietà e benefici
Il cardamomo è utile per l’apparato digerente e per i gonfiori addominali, ma anche contro tosse e mal di gola, spossatezza e raffreddori. Consigliato anche per i problemi del sistema urinario e per bruciare i grassi accelerando il metabolismo. Indicato contro l’alitosi e per migliorare la circolazione.
Nella medicina ayurvedica è a sua volta considerato un ottimo rimedio naturale contro vari tipi di disturbi. E si ritiene che l’olio essenziale sia benefico per muscoli e articolazioni, indicato in caso di crampi e strappi. I benefici terapeutici sono quindi innumerevoli e oltre ai già citati, si annoverano proprietà antiossidanti, antidiabetiche, antimicotiche, energizzanti, afrodisiache.
Come si usa il cardamomo
Questa spezia è molto più utilizzata in Oriente che in Occidente, dove viene particolarmente apprezzato il suo aroma intenso e speziato. Utilizzato per insaporire primi e secondi piatti, ma anche dolci e bevande tra cui infusi, tè, caffè come il qahwa. Aromatizzante per liquori, amari e digestivi, in Scandinavia è utilizzato in alcuni dolci tipici. Viene anche impiegato come ingrediente di miscele di spezie. Una delle varietà più famose di cardamomo è quella nera, dal sapore tendenzialmente più amaro e affumicato, dovuto al processo di essiccazione a fuoco vivo. Spesso sostituisce il cardamomo verde perché più economico sebbene il suo sapore sia più intenso e quindi meno indicato per piatti delicati o per i dolci. La polvere di cardamomo si trova facilmente in commercio, anche in numerosi negozi online. Viene ricavata da vari tipi di cardamomo e utilizzata per arricchire numerosi piatti e bevande.
Tisana con cardamomo
La tisana al cardamomo, molto utile per digerire, si può preparare con questa ricetta:
Ingredienti (1 tazza)
- 250 ml di acqua
- 3–4 baccelli di Cardamomo verde
- Miele o zucchero (facoltativo)
Preparazione
- Schiacciate leggermente i baccelli con il dorso di un cucchiaio per aprirli.
- Portate l’acqua a ebollizione.
- Aggiungete il cardamomo e lasciate sobbollire per 5 minuti.
- Spegnete il fuoco e lasciate in infusione altri 5 minuti.
- Filtrate e servite.
Controindicazioni
Il cardamomo non ha particolari controindicazioni ma è meglio non consumarne troppo per evitare effetti quali nausea e diarrea o gastriti. Va inoltre evitato in caso di calcoli biliari.
In quantità elevate (molto superiori a quelle normalmente usate in cucina), il cardamomo può causare:
- irritazione gastrica;
- nausea;
- diarrea in soggetti sensibili.
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