Perchè le mestruazioni diventano dolorose - Non sprecare
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Perché le mestruazioni possono essere dolorose

L'ipermenorrea colpisce il 20 per cento delle donne in Italia. La metà sono straniere. Quali sono i sintomi e i rimedi.

La causa può essere genetica, ma può dipendere anche da una mancanza di ferro. Fatto sta che il 20 per cento delle donne italiane e il 50 per cento di quelle immigrate o povere, hanno un ciclo doloroso e abbondante. Ma quali sono i sintomi e perché le mestruazioni diventano dolorose?

PERCHÉ LE MESTRUAZIONI DIVENTANO DOLOROSE?

Conosciuta in ambito medico come ipermenorrea, si tratta di una mestruazione abbondante e dolorosa che presenta anomalie caratterizzate da eccessiva copiosità ematica sia in termini di durata che di quantità.
Sebbene questa condizione possa risultare in alcuni casi motivo di preoccupazione, gran parte delle donne non presenta perdite ematiche così importanti da poter essere definita ipermenorrea.
In genere, un ciclo mestruale dovrebbe seguire una regolarità che in media si aggira intorni ai 28 giorni. La fase finale del ciclo è caratterizzata dalle mestruazioni, ovvero dal periodo di 3 – 7 giorni in cui sono sperimentate perdite ematiche.
Nel caso in cui le mestruazioni si verifichino con una cadenza superiore ai 36 giorni si parla di oligomenorrea. Mentre, al contrario dell’ipermenorrea, quando il flusso ematico è troppo scarso la donna sperimenta una condizione di ipomenorrea.
Le cause legate a delle mestruazioni abbondanti e dolorose sono numerose e in alcuni  casi la diagnosi resta sconosciuta. Ma nella maggior parte dei casi è possibile comprendere il perché e tentare quindi di risolvere il problema.
ciclo abbondante e doloroso

CAUSE MESTRUAZIONI DOLOROSE

 I principali fattori a determinare questa condizione possono essere legati allo stato di salute psico-fisico della donna o all’assunzione di una tipologia di farmaci. Anche una forte condizione di stress o repentini sbalzi di peso possono essere incidenti.
Tuttavia, il manifestarsi dell’ipermenorrea, specie nelle donne in età più avanzata, può essere anche indicatore di una disfunzione delle ovaie. Oppure può essere un segnale premonitore che anticipa l’arrivo della menopausa.
Alla domanda perché le mestruazioni diventano dolorose e più copiose, è possibile anche rispondere con altre diagnosi di natura più invasiva. Ad esempio, sperimentare mestruazioni abbondanti può essere dovuto a polipi o fibromi uterini. Quest’ultimi sono tumori ed escrescenze benigne che possono aumentare il normale flusso ematico.
Nei casi più gravi, l’ipermenorrea può essere sintomo di un tumore all’utero o al collo dello stesso.

IPERMENORREA E DISMENORREA

L’ipermenorrea, come già descritto in precedenza, è una condizione che determina una maggiore copiosità nella perdita ematica e una durata prolungata delle mestruazioni. Il problema può essere connesso a patologie, talvolta anche gravi, oppure può essere di natura genetica. Ma ad ogni modo può risultare doloroso oltre che a complicare il normale svolgimento delle attività quotidiane della donna che lo sperimenta.

Le mestruazioni possono diventare ancor più dolorose e presentare anche crampi. In questo caso si parla di dismenorrea. Quindi ad un sanguinamento mestruale già copioso e prolungato, si aggiunge un dolore persistente che colpisce l’area del basso ventre e in particolare, la parte più prossima all’utero.

Questa condizione è in genere attribuita a mutamenti di natura ormonale innescati dall’ovulazione, circa 14 giorni prima delle mestruazioni e all’eccesso di prostaglandine. I due eventi causano crampi e contrazioni all’utero che affliggono la donna soprattutto nei primi giorni di mestruazioni.

FERRO BASSO E CICLO ABBONDANTE

 Delle mestruazioni con un flusso ematico copioso possono portare le donne che lo sperimentano a carenza di ferro nel sangue e quindi la condizione meglio nota come anemia. In tal caso, i soggetti presentano sintomi di stanchezza eccessiva e fiato corto.
Per questa ragione, alle donne a cui è diagnosticata l’ipermenorrea, è consigliato dai medici di seguire una dieta ad hoc, ricca di ferro e in caso, previa consulta medica, aggiungere degli integratori nei casi più preoccupanti.

SINTOMI

 Prima di scoprire perchè le mestruazioni diventano dolorose, bisogna prendere in considerazione i primi sintomi o cogliere dei piccoli segni che possono preannunciare l’arrivo dell’ipermenorrea. In gran parte dei casi le donne possono sperimentare:
  • Gli assorbenti o i tamponi utilizzati risultano impregnati completamente per ore;
  • L’uso di più protezioni
  • Una riduzione delle attività quotidiane a causa delle mestruazioni
  • Crampi e dolori
  • Stanchezza e respiro corto (carenza di ferro)
  • Perdite ematiche prolungate oltre i 7 giorni

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CICLO ABBONDANTE CON GRUMI

 I coaguli di sangue sono normali in una donna con un flusso ematico abbondante. I grumi sono infatti i residui dello sfaldamento della mucosa interna dell’utero che trovano la via d’uscita con il sanguinamento. In un soggetto che manifesta sintomi di ipermenorrea i grumi potrebbero raggiungere dimensioni di un quarto superiori al normale o più. In età adulta può preannunciare l’arrivo della menopausa.

RIMEDI

I trattamenti per le mestruazioni abbondanti sono molteplici e dipendono specificamente dalla causa scatenante. Per questa ragione, non esistono rimedi o cure universali, ma terapie mirate prescritte dal medico competente.
Tuttavia, in genere, specie in età giovane, adottare un regime alimentare equilibrato, praticare regolare esercizio fisico e gestire i fattori legati a stress e ansia possono influire positivamente anche sulla regolarizzazione del ciclo mestruale.

QUANDO PREOCCUPARSI PER IL CICLO ABBONDANTE?

Le perdite ematiche copiose possono diventare preoccupanti quando sono collegate a disfunzioni interne come ad esempio a livello ormonale. Ma ancor peggio quando sono sintomi legati alla formazione di neoplasie o problematiche annesse. In ogni caso, al manifestarsi dei primi sintomi è raccomandato rivolgersi ad uno specialista e ottenere una diagnosi chiara, effettuando anche esami ginecologici come il pap test  e l’ecografia pelvica addominale o transvaginale.

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