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Benefici del sonno: pulisce il cervello dai rifiuti. Migliora l’umore, la memoria e la salute

Purtroppo l’80 per cento delle persone adulte ha un deficit di sonno. Come si misura la qualità di una dormita. Dormire non è solo riposare, ma cambia la vita

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Dormire non è solo una necessità, come la fame e la sete, ma anche una medicina naturale, la più importante che abbiamo a disposizione, per guarire da diverse malattie e per prevenirne altre.

BENEFICI DEL SONNO

Passiamo circa un terzo della nostra vita a dormire, e già l’Antica scuola medica salernitana definiva il sonno come «la prima medicina dell’uomo». Adesso, da almeno una ventina d’anni, si moltiplicano gli studi che approfondiscono gli effetti di una funzione che non può essere considerata solo biologica.

In particolare il sonno garantisce il funzionamento ottimale di una moltitudine di processi: l’attività del sistema di difesa immunitaria (il sonno così è particolarmente utile come prevenzione anche durante l’epidemia del Covid-19), la luminosità della pelle, l’equilibrio ormonale dell’organismo, la salute emotiva e psichica. Per non parlare del funzionamento del cervello, laddove il sonno migliora le facoltà di apprendimento, i processi di memorizzazione, ed è fondamentale per fare pulizia nel cervello ed eliminare i «rifiuti».

Ecco perché una notte di sonno migliora l’umore, la condizione fisica, la memoria, le capacità cognitive e in generale la nostra salute. Quando dormiamo è tutto il corpo a trarne un beneficio, in quanto la temperatura e la pressione sanguigna diminuiscono, la respirazione e il polso rallentano e la coscienza gradualmente si dissolve. Ma il cervello rimane attivo.

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QUALITÀ DEL SONNO

Capita spesso, al momento di svegliarsi, di avere la sensazione di «non avere dormito abbastanza». Il motivo è legato alla qualità del sonno, decisiva per godere dei suoi benefici. Esistono sette componenti, che vengono misurate da un test chiamato «indice di qualità del sonno di Pittsburgh», per classificare la qualità del sonno. La sua durata, l’efficacia, il tempo che si impiega per addormentarsi, la percezione soggettiva della sua qualità, le perturbazioni durante la dormita, l’uso di farmaci, le difficoltà registrate nel corso della giornata.

INSONNIA, GLI STUDI

Purtroppo l’80% degli adulti soffre per un deficit di sonno. Che paghiamo non solo sotto forma di stress. Dormire meno del necessario può causare demenza, Alzheimer, Parkinson. La “scienza del sonno” diventa cruciale per la prevenzione di molte malattie degenerative del cervello. Lo rivelano due studi americani pubblicati rispettivamente sulle riviste Science e The Journal of Neuroscience. Insieme aprono nuove strade nella conoscenza del funzionamento del nostro cervello, e il ruolo che il sonno svolge per la sua “manutenzione”. La prima ricerca ha come autrice Maiken Nedergaard, biologa danese che dirige un gruppo di scienziati alla University of Rochester nello Stato di New York.

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IMPORTANZA DEL SONNO NOTTURNO

Punto di partenza degli esperimenti condotti da questo team, è stata la ricerca di una “spiegazione evolutiva” del sonno. Dormire, in effetti, almeno a prima vista è un’attività inefficiente, improduttiva, perfino pericolosa: i nostri antenati cavernicoli rischiavano di farsi divorare dalle belve, durante il sonno. La Nedergaard ha trovato conferma per un’ipotesi che da molti decenni circolava tra gli scienziati. E cioè che il sonno sia il momento in cui il nostro cervello «fa le pulizie» al proprio interno, elimina spazzatura, scorie.

È un po’ l’equivalente di quello che il sistema linfatico fa con i nostri muscoli, eliminando l’acido lattico creato dagli sforzi. Per analogia, la scienziata danese ha battezzato sistema “glinfatico” quello che agisce nel cervello. E soprattutto, ne ha dimostrato l’esistenza e il funzionamento, con numerosi esperimenti di laboratorio. Per ora limitati a topi, scimmie, cani e capre.

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COSA SUCCEDE MENTRE DORMIAMO

Il verdetto è comunque chiaro. Proprio come i muscoli sotto sforzo producono tossine, anche il cervello nell’attività diurna accumula «spazzatura». Quando siamo svegli, il lavaggio automatico del sistema glinfatico procede a rilento, un modesto 5% rispetto al lavoro che svolge quando dormiamo. Durante il sonno, l’area occupata dal sistema glinfatico, dove scorrono i fluidi del lavaggio cerebrale, arriva a occupare il 20% del volume del nostro cervello. Questi “detersivi” sono essenziali per eliminare le proteine dette beta-amiloidi e tau, associate proprio con l’Alzheimer.

DORMIRE POCO FA MALE

Da una parte è rassicurante sapere che esiste un’impresa delle pulizie che entra in azione ogni notte, e occupa le ore del nostro sonno svolgendo un mestiere così prezioso. D’altro lato questo rende ancora più allarmante il deficit di sonno che ci affligge più o meno tutti, e che va peggiorando. Sigrid Veasey del Center for Sleep and Circadian Neurobiology (University of Pennsylvania) col suo gruppo di ricercatori ha dimostrato che se il deficit di sonno è cronico, il metabolismo cerebrale subisce danni gravi, i neuroni degenerano. Il New York Times riporta un dato elaborato dalla National Sleep Foundation: un adulto ha bisogno di dormire dalle sette alle nove ore per notte, ma negli ultimi 50 anni abbiamo ridotto il nostro sonno, in media tra una e due ore a notte. Solo nell’ultimo decennio abbiamo perso in media 38 minuti di sonno per notte.

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BENESSERE DEL SONNO

Negli Stati Uniti dai 50 a 70 milioni di persone soffrono disturbi cronici del sonno. Questa potrebbe essere la causa scatenante per una futura epidemia di Alzheimer, demenza e Parkinson, malattie neurodegenerative nelle quali appaiono proprio quelle proteine che noi eliminiamo nel sonno. Purtroppo la risposta non può venire dall’uso massiccio di sonniferi: il sistema glinfatico lavora meno bene quando il sonno è “artificiale”. Semmai, una sfida per la scienza sarà trovare il farmaco che fa da surrogato per il sistema glinfatico, ripulendo il nostro cervello dalle tossine e da ogni scoria. Allora potremmo realizzare l’antico sogno di tanti bambini: non andare mai più a dormire.

L’IMPORTANZA DEL RIPOSO PER MANTENERSI IN SALUTE:

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