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Non raccogliete quei «ciottoli»

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Marco Gasperetti

PORTOFERRAIO (Isola d’Elba) A divorarle, come un improbabile vampiro del mare, non c’è solo l’erosione ma anche i turisti a caccia di souvenir. Le Ghiaie e le Viste, due tratti di litorali davanti al centro storico di Portoferraio e famose per leggende e frequentazioni illustri, sono sotto attacco e, se non si prenderanno provvedimenti rapidi e risolutivi, rischiano di essere deturpate per sempre. I sassi che le compongono stanno scomparendo perché sono diventati souvenir.
DOSSIER – I «ciottoli» non sono solo importanti per il paesaggio ma per arrestare l’erosione. Al loro posto, infatti, arriva la sabbia che poi viene divorata dalle mareggiate. La denuncia arriva da Legambiente che sulle due spiagge ha preparato un piccolo dossier e ha iniziato una campagna ecologista per salvarle dall’incuria e dai «predatori». «Le Ghiaie è una spiaggia importante anche per il mito – spiega Umberto Mazzantini responsabile di Legambiente Arcipelago Toscano – perché la leggenda la indica come uno degli approdi degli Argonauti. Si racconta che, mentre i mitici navigatori tirarono a riva la nave, il loro sudore macchiò i bianchissimi sassi della spiaggia che ancora oggi sono picchettati di nero». Almeno quelli che restano. Perché ogni anno, complice anche i controlli inesistenti, orde di visitatori in estate (ma pure in inverno), fanno incetta dei «sassi degli Argonauti».
LE VISTE – Una situazione così evidente che ogni anni la morfologia della spiaggia si modifica. Non lontano c’è poi una seconda spiaggia a rischio: è quella delle Viste, sotto la Villa dei Mulini di Napoleone dove l’imperatore, durante il suo esilio, arrivava spesso in meditazione. «Anche qui l’erosione attacca e lo scempio dei sassi rubati si fa sentire – continua Mazzantini -. Il degrado è evidente e la sabbia sta coprendo i sassi di Napoleone». I rimedi. Secondo gli ambientalisti ci sono. Intanto informando con cartelli (oggi inesistenti) mai varchi d’ingresso delle spiagge che è vietato i sassi dalle due spiagge e poi controllando maggiormente il litorale.
 
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