Insalata tossica, Coldiretti: come fare l'orto in casa | Non Sprecare
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Insalata tossica, Coldiretti: come fare l’orto in casa

Per fare l’orto in casa e garantirsi insalate, pomodori, melanzane o altri frutti e ortaggi occorre controllare l’etichetta e acquistare piantine e semi certificati magari direttamente nei Consorzi Agrari

Per fare l’orto in casa e garantirsi insalate, pomodori, melanzane o altri frutti e ortaggi occorre controllare l’etichetta e acquistare piantine e semi certificati magari direttamente nei Consorzi Agrari. È questa le regola d’oro della Coldiretti in riferimento all’intossicazione che si è verificata in una intera famiglia che a cena ha mangiato alcune foglie di una pianta tossica, presumibilmente belladonna, che la nonna coltivava sul balcone di casa.

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Sono 21 milioni gli italiani con il pollice verde che curano il giardino, i fiori o l’orto. E la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle colture e delle tecniche. Un bisogno di conoscenza che – precisa la Coldiretti – viene colmato con il passaparola e con le pubblicazioni specializzate ma che ha anche favorito la nascita di nuove figure professionali come il personal trainer dell’orto che è disponibile in alcuni mercati degli agricoltori di Campagna Amica promossi dalla Coldiretti.

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Secondo la Cia Confederazione italiana agricoltori chi coltiva stabilmente l’orto in giardino o in terrazza, risparmia oltre il 10% sulla spesa ortofrutticola e si garantisce la competa tracciabilità alimentare. Oggi sono 1,8 milioni gli ettari coltivati nelle aree cittadine e cresce l’impegno delle amministrazioni comunali, con quasi 4 comuni su 10 tra i capoluoghi di provincia che prevedono spazi di verde pubblico da adibire alle coltivazioni a uso domestico. In questo modo non solo si dà un sostegno alle famiglie ma si sottraggono all’incuria e al degrado terreni per lo più lasciati incolti e abbandonati.

Nell’anno del crollo record dei consumi, con 7 famiglie su 10 costrette a “tagliare” quantità e qualità del cibo, gli orti urbani cambiano pelle e da hobby del weekend diventano una pratica quotidiana “anticrisi”.

Nell’ultimo anno gli “urban farmer” che coltivano stabilmente l’orto in terrazzo o su piccoli appezzamenti di terra cittadini sono cresciuti del 9 per cento, passando da 4,5 milioni a 4,9 milioni (dati Cia).

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E nella classifica dei prodotti agricoli più gettonati tra i nuovi “farmer” urbani al primo posto ci sono verdure da mangiare a crudo, come insalate e pomodori (36 per cento). Seguono le erbe aromatiche (29 per cento), la frutta (18 per cento) e infine verdure da cuocere, come zucchine, melanzane e piselli (17 per cento).

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