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Pannolini lavabili: ecco la lista dei Comuni italiani che erogano incentivi per acquistarli

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Pannolini lavabili si, pannolini lavabili no. Lo ammetto: anch’io inizialmente, nonostante il mio animo green, ero un po’ scettico sul fatto che li avrei utilizzati per la mia bambina; la paura più grande era legata alla versatilità del prodotto, che per ovvie ragioni non sarebbe mai potuta essere equiparabile a quella dei pannolini usa e getta.

Eppure, a distanza di tempo, non posso che essere soddisfatto della scelta di aver acquistato e utilizzato i pannolini lavabili; due ragioni su tutte mi hanno convinto ad optare per questa soluzione: il minor impatto ambientale nella produzione di rifiuti (e non potrebbe essere altrimenti) e il risparmio economico familiare. Dubbi iniziali a parte però, anche fra i sostenitori di questa scelta, ho potuto osservare come spesso e volentieri si decida di perseguire la classica strada dei pannolini usa e getta.

Questo perché occorre affrontare un investimento iniziale non proprio leggerissimo per munirsi di un numero di pezzi sufficienti (di norma circa venti) che serviranno al proprio bambino per i primi tre anni di vita; tale somma, lo dico per esperienza personale, può oscillare fra i 350 e i 500 euro a seconda della marca di pannolino lavabile che si decide di scegliere.

Prima di gettare la spugna e desistere dall’acquistarli sarebbe comunque consigliabile informarsi se nel proprio Comune di residenza questo tipo di acquisti sia o meno incentivato; in caso vi venga un po’ difficile reperire quest’informazione vi consiglio di controllare questo link: si tratta di un portale dedicato proprio alla diffusione dell’utilizzo dei pannolini lavabili; qui potrete reperire in maniera molto chiara la lista di tutti gli enti locali italiani, Comuni e Province, che erogano degli incentivi per ridurre i costi d’acquisto e relative modalità di incentivazione.

A far la parte del leone in questa speciale classifica troviamo molti Comuni delle Regioni del Veneto e del Friuli, delle quali in passato abbiamo riportato notizia in questo senso. E se il vostro Comune di residenza o la Provincia di appartenenza non sono presenti in questa lista?

Le soluzioni in questo caso sono due: o si costituisce un gruppo spontaneo di cittadini per sensibilizzare i propri rappresentanti a promuovere questo tipo di incentivi o si opta comunque per questa scelta con la consapevolezza che il vostro portafogli non ne risentirà; dico questo perché dalla mia esperienza personale ho potuto appurare come alla fine del ciclo di tre anni di utilizzo dei lavabili i costi sostenuti (tenendo conto non soltanto delle spese per l’acquisto iniziale, ma anche di quelle energetiche per l’acqua e l’elettricità per i lavaggi) potrebbero essere della metà o addirittura di due terzi inferiori rispetto a quelli che si sosterrebbero nello stesso arco di tempo con l’utilizzo di pannolini usa e getta.