Italia, storie dall'emergenza Alzheimer: cosi' le famiglie chiedono aiuto | Non Sprecare
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Italia, storie dall’emergenza Alzheimer: cosi’ le famiglie chiedono aiuto

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Sono centinaia le testimonianze arrivate nel giro di pochi giorni nello spazio che Repubblica. it ha dedicato all’Alzheimer. Storie di vite sconvolte dalla malattia, che raccontano non soltanto le difficolta’ enormi, i costi elevati dell’assistenza, l’isolamento delle famiglie e lo scarso aiuto delle strutture pubbliche , ma anche il dolore e la sofferenza che si prova davanti a un padre o a una madre che smarrisce, giorno dopo giorno, ogni ricordo. Figli e figlie che hanno imparato a spese proprie che contro la demenza di un genitore si combatte da soli. Mogli a cui basterebbero centri diurni dove i mariti possano trascorrere alcune ore della giornata assistiti da personale qualificato. Madri disperate che sperano nella ricerca.

Non mancano i problemi economici. C’e’ Carlo che, con una pensione da 472 euro, deve sostenerne duemila di spesa mensile per il badante Stefania, invece, e’ stata costretta a scoprire da sola che esiste “l’assistenza domiciliare”, perche’, dice, raramente i medici di base segnalano i servizi offerti dal Comune di residenza.

C’e’ anche chi lamenta la discriminazione verso il malato di Alzheimer e scrive: “Sono pazienti che non collaborano, percio’ la sanita’ pubblica li scarica”. Damiano paragona le cure per La demenza all’accanimento terapeutico. Antonio, come gran parte dei familiari di un malato, e’ afflitto perche’ dopo anni di assistenza desidera soltanto la morte del padre. Ma quando si arriva davvero alla fine, all’impotenza subentra il rimorso. Scrive una nipote: “Il problema e’ che poi ti ritrovi a lottare con i sensi di colpa perche’ senti la fine come una liberazione”.