A chi potete donare gli abiti usati

Le parrocchie, i Centri caritas, le associazioni di volontariato, gli empori solidali. C'è solo l'imbarazzo della scelta

noleggio abiti e accessori

Nulla di più facile e utile, anche come gesto anti-spreco, che donare i propri abiti, ancora in buone condizioni e utilizzabili. A qualcuno serviranno e lo farete felice, avrete invece evitato ulteriori rifiuti tessili (già valgono circa il 10 per cento delle emissioni nocive), non continuare ad accumulare indumenti, che non indossate, nei vostri armadi. Per donare gli abiti c’è solo l’imbarazzo della scelta: dalle parrocchie alla Caritas e alle varie sedi della Comunità di Sant’Egidio; dai Centri di accoglienza per immigrati e persone senza fissa dimore, ad associazioni internazionali come Save the Children, Emergency, Medici Senza Frontiere (fanno raccolte dedicate). Se gli abiti riguardano i bambini, rivolgetevi anche a Consultori familiari, Associazioni per mamme e famiglie in difficoltà, Asili e scuole dell’infanzia

Le parrocchie

La prima tappa è sicuramente quella delle parrocchie più vicine alla vostra abitazione. Chiedete se e quando fanno la raccolta di indumenti, in quanto non è un servizio sempre disponibile. E cercate di dare indumenti adatti alla stagione nella quale avviene la donazione. Inoltre devono essere in buone condizioni.

Gli Empori solidali

Gli Empori sono simili a a dei grandi magazzini, ma con due sostanziali differenze: non sono aperti al pubblico generico, ma solo alle famiglie e alle persone che si trovano in difficoltà economiche e vengono segnalate dai servizi sociali, oppure da associazioni di volontariato che si occupano di disagio sociale o anche dalla stessa organizzazione che ha creato l’Emporio solidale. In secondo luogo, negli Empori solidali non ci sono acquisti, ma tutti gli articoli di vestiario, donati e raccolti da chi gestisce l’Emporio, sono distribuiti gratuitamente o con il pagamento di cifre simboliche. In Italia sono 250, in tutte le regioni.

Citta Ecosolidale Sant’Egidio (Roma e Lazio)

Offre un centro di raccolta, molto ben organizzato per ricevere e poi distribuire una serie di oggetti, innanzitutto articoli di abbigliamento. Inoltre, secondo uno specifico calendario, è previsto un mercato vintage, con il quale si possono acquistare prodotti usati e contribuire così alla realizzazione di progetti di solidarietà (https://www.santegidio.org)

Progetto Abito (Torino e Piemonte)

Già lo slogan chiarisce l’idea di fondo: «Trasformiamo vestiti in comunità». Abito è un emporio di vestiti: come in tutti i negozi, ci sono manichini ed espositori, ma qui gli abiti non si pagano e sono donati a chi ne ha bisogno e non può permettersi di acquistarli. L’associazione è diventata uno dei punti di riferimento di famiglie in difficoltà economica e persone senza dimora che hanno bisogno di vestiario per se stessi o per i propri bambini. (https://progettoabito.org/about/)

Humana Italia (in tutte le regioni)

L’associazione recupera i vestiti che non si indossano più, dando loro una seconda vita attraverso il riutilizzo e il riciclo e generando benefici ambientali e sociali. E’ presente con oltre 5.800 contenitori distribuiti in più di 1.300 comuni italiani (https://www.humanaitalia.org/)

Non Negozio (Sardegna)

Non Negozio si trova a Quartu, in Sardegna, e offre la possibilità di donare abiti usati per dare una mano a chi ha bisogno. La donazione può essere effettuata direttamente presso la sede del Non Negozio solidale di TiAbbraccio Vestiti.

Caritas (in tutte le regioni)

La Caritas, una delle organizzazioni di beneficenza più conosciute, raccoglie e distribuisce vestiti usati, oltre a offrire altri servizi alle persone in difficoltà. Le raccolte avvengono sia attraverso centri di distribuzione che punti di raccolta sparsi sul territorio.

Binario 95 (Roma)

Polo95 è un Polo sociale di accoglienza e supporto per persone senza dimora, una casa per chi non ha casa che offre ascolto e orientamento. Inoltre offre la possibilità di donare gli abiti usati offrendo indicazioni sulle modalità direttamente sul sito, dove trovate anche la lista dei beni di cui hanno bisogno suddivisi in categorie.

Pane Quotidiano Onlus (Milano)

Anche Pane Quotidiano Onlus, associazione laica fondata a Milano nel 1898, accetta donazioni di vario genere, sia economiche che di cibo e abiti. I vestiti usati, che devono essere in buono stato, possono essere consegnati presso la sede principale in Viale Toscana 28.

Rifò (in varie regioni e da casa)

Rifò offre il ritiro a casa degli abiti usati a sue spese tramite corriere, purché vengano inviati almeno 5 capi. Altrimenti si può cercare il punto di raccolta più vicino sulla mappa presente sul sito. Rifò ricicla anche i maglioni in lana o in cashmere e i pantaloni in jeans, che vengono trasformati in nuovi capi Rifò.

Associazione Il Prossimo (Mestre)

L’Associazione Il Prossimo accetta abiti usati e li rimette in circolazione distinguendoli per stagione, età, taglia e sesso. Il materiale proviene tutto da donazioni di privati o da campionari e merce in esubero della grande distribuzione. Le donazioni di vestiti si possono effettuare presso il Centro di Solidarietà Cristiana Papa Francesco a Mestre.

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