Il mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista | Non Sprecare
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Il mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista

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Ci perseguita ormai in tutti i luoghi pubblici. Non e’ piu’ neanche possibile chiamarla musica: e’ piuttosto una marmellata sonora che si diffonde come un cancro con un pericoloso effetto di saturazione. L’allarme per quello che ha definito “un bagno amniotico” che svilisce la musica “e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti, negli ascensori, in un orribile stile New Age nello studio del fisioterapista”, l’ha lanciato Umberto Eco nel numero in edicola de L’Espresso. “Come recuperare il dono della sordita’?” conclude sconsolato lo scrittore.

In Inghilterra danno consigli su come difendersi dalla musica non richiesta, dall’aural pollution, l’inquinamento acustico nei luoghi pubblici: sul sito nomuzak. co. uk offrono una lista di bar e ristoranti inglesi “music free”. Evidentemente la misura e’ colma. Ne e’ convinto lo scrittore Valerio Magrelli: “Premetto che amo molto la musica, tutta, e ascolto sia rock sia classica, anche se penso che tra esse ci sia la differenza che corre tra la dama e gli scacchi. Il problema e’ l’uso che si fa della musica: perche’ e’ un dono quando viene scelta, ritengo sia invece criminale imporre la propria musica ad un altro. Viviamo in un’archeologia del rumore: ero in un ristorante del Sud e abbiamo chiesto di spegnere la tv. Il proprietario, gentile, lo ha fatto e abbiamo scoperto che in sottofondo c’era anche una radio. Ormai non ci si rende neanche piu’ conto dell’inquinamento acustico in cui viviamo”.

Intanto l’industria corre ai ripari. Sono gia’ pronte le casse ad ultrasuoni direzionali: sei li’ seduto in una certa zona di un ufficio, o al tavolo del ristorante, e puoi ascoltare Bach anche a tutto volume perche’ intorno a te nessuno sente nulla, o magari ascoltano altro: sei tu la cassa che fa vibrare il suono, diffuso con la precisione millimetrica di un fascio di luce. Questa diavoleria tecnologica arriva dall’America, e’ stata inventata in ambito militare per parlarsi sulle grandi navi da guerra, e sta per essere commercializza in ambito civile anche in Italia dalla Skyrec, la societa’ leader per la fornitura di radio e sonorizzazioni su misura per banche e grandi catene di negozi.

Ma riusciranno le casse ad ultrasuoni a mettere ordine nella marmellata sonora che ci avvolge? “Per noi e’ inquinamento acustico tutto cio’ che non e’ fatto bene”, ribatte alle critiche Emanuele Borri di Skyrec, 4 milioni di fatturato nel 2008, piu’ di 20 milioni di ascoltatori alla settimana in 11 grandi catene commerciali. “Se si rispetta l’ambiente in cui la musica e’ diffusa, se e’ adeguata a chi la ascolta, se e’ musica di qualita’, non puo’ essere inquinamento” dice convinto il direttore del marketing strategico.

Tra le agenzie di produzione musicale, le critiche suscitano perplessita’: “Una musica appropriata puo’ rendere piu’ suggestivo un luogo, fissare il ricordo di cio’ che vedi o stai facendo” dice Sonia Farinetti, consulente musicale di Flipper Music, da 40 anni sul mercato. Il musicista Riccardo Eberspacher, unico italiano nelle compilation Buddha Bar, e’ critico: “Attenti alla saturazione da lounge music. Il Buddah Bar e’ diverso, e’ chill out: punta allo stimolo, non alla noia”.