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Dimmi che cosa coltivi e ti dirò che tipo sei

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Dopo il grande gelo sono arrivate le prime giornate dal sapore primaverile. La natura si risveglia e per gli orti urbani – nei giardini e nei terrazzi – è tempo di prepararsi alla semina. Un modo per mangiare sano ma anche per vincere lo stress dedicandosi alla natura.

Pensando a quelli che hanno una forte motivazione, ma non sanno da dove cominciare, Ornella Navello, responsabile del progetto Coltivarenatura di Legambiente Piemonte, tiene corsi e seminari in grado di fornire preziosi consigli, piccoli segreti e efficaci rimedi naturali. «Prima ancora delle questioni tecniche, alla base di un orto prolifico c’è il desiderio di instaurare un rapporto soddisfacente con i viventi intorno a noi – spiega Ornella -. Bastano piccoli sforzi per grandi soddisfazioni: con le giuste cure le piante ci ricambiano con piccoli miracoli settimanali».

Per cominciare è sufficiente un piccolo spazio: giardini, terrazzi, ma anche un balcone è sufficiente. «L’unico accorgimento necessario è avere almeno 20 cm di profondità nel terreno – spiega Ornella Navello -. In 20 centimetri si pianta quasi tutto, incluse le carote a radice corta. Se per l’estate si desidera allestire un angolo per i pomodori, allora bisognerà comprare un vaso alto almeno 40 cm. Mescolare il terriccio comprato alla sabbia e si può cominciare».

Chi decide di iniziare l’avventura da orticultore in questa stagione, potrà cominciare con le insalate: cicoria e rucola sono particolarmente robuste. È consigliato piantarle su un balcone esposto a sud, le si copre col tessuto non tessuto – che si trova in qualsiasi negozio di sementi (dai 30 ai 50 centesimo al mq) – fino all’arrivo della bella stagione, e in due settimane si raccolgono i primi frutti.

«È bene iniziare a muoversi in questa stagione – spiega ancora Navello -. È a marzo che inizia il lavoro duro, con semine e trapianti». Nel caso dei pomodori, ad esempio, è già ora di seminare, seppur in ambiente protetto, magari trasformando la veranda in una serra; a fine marzo poi, si trapiantano le pianticelle nel terreno all’aperto. Per la scelta delle sementi ci si può far consigliare da Maiac, in corso Marconi 4, dove si trovano un’ampia varietà di semi (1 euro a sacchetto), mentre se si prediligono le piantine da innestare ci si può rivolgere al vivaio Gramaglia, a Collegno, dove non c’è che l’imbarazzo della scelta (da 50 centesimi a 3 euro per piantina).

Ma l’aspetto predominante resta il prendersi cura, e allora è importante imparare a produrre il compost a casa; con un po’ di ingegno si può fare anche sul balcone. «Basta riciclare il terriccio esaurito dei vasi, mescolandolo con i rifiuti organici – spiega Ornella Navello -. Si ottiene un compost eccezionale, che rende le piante molto più resistenti». Si riduce così la necessità di ricorrere a fertilizzanti, mentre per gli antiparassitari esistono diverse soluzioni domestiche, con estratti a base di aglio, peperoncino o acqua di argilla.

ATTREZZATURA
Vasi, palette e innaffiatoi

Poche mosse per allestire il proprio miniorto urbano. Innanzitutto i vasi: per la maggior parte delle verdure bastano 20 cm di profondità, con 50 non ci sono limiti (circa 30 euro per 3/4 piante da Leroy Merlin). Secondo passaggio, acquistare semi (un pacco tra 70 centesimi e un euro) o piantine (da 50 centesimi a 3 euro) e terra di buona qualità (6/8 euro al pacco). Per l’attrezzatura bastano pochi accessori: palette e rastrelli intorno ai 6 euro; innaffiatoi che spaziano da 4 a 10 euro, o in alternativa i più comodi sistemi di irrigazione (a partire da 150 euro).