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Diesel pulito, ma esiste davvero? E come funziona? Come vengono abbattute le emissioni di ossidi di azoto

Senza cambiamenti radicali, anti smog, le macchine a diesel rischiano di scomparire. O comunque di circolare con sempre maggiori difficoltà. I nuovi controlli sulle emissioni

Esiste davvero un «diesel pulito»? E come funziona? Quali sono i suoi vantaggi e come sta evolvendo la ricerca in questo settore della mobilità su strada? I nemici del diesel, ricordiamo, hanno un nome e una sigla: ossidi di azoto e loro miscele (NOx). Inquinano, e anche parecchio, causando complicanze spesso irreversibili per la salute umana. Avvelenano l’aria e sono portatori anche di rumori molto pesanti e continui.

DIESEL PULITO

Tradizionalmente gli NOx vengono emessi dai veicoli a motore diesel, in particolare quelli di vecchia generazione. Quindi gli NOx non sono solo nemici della salute, ma anche di una tecnologia che contribuisce a fare viaggiare in tutto il mondo.

E gli effetti si percepiscono in maniera evidente. Nelle grandi capitali europee, compresa Roma, le auto a diesel entro qualche anno non potranno più circolare, almeno all’interno dell’anello della ZTL (Zona a traffico limitato), il cuore della città. Le case automobilistiche e le compagnie di componentistica stanno cercando di correre ai ripari, anche per contrastare l’arrembante affermazione sul mercato dei produttori di auto ibride ed elettriche.

LEGGI ANCHE: Come funziona il motore di un’auto: cosa sapere. E le differenze tra diesel ed elettrico

QUANTO DURERANNO LE MACCHINE A DIESEL?

Mentre ai vertici delle grandi aziende automobilistiche circola una previsione in base alla quale si venderanno macchine a diesel fino ai prossimi vent’anni, si parla con sempre maggiore insistenza di «diesel pulito», ottenibile grazie a un mix di tecnologie. Annunciato, per esempio, da big del settore quali la tedesca Bosch, come soluzione al problema degli ossidi di azoto: in grado addirittura di tenerli sotto i 13 milligrammi al chilometro, il limite nel 2020 diventerà di 120 mg/km. Quasi un decimo rispetto al limite Ue previsto attraverso il Real Driving Emissions (RDE) test.  Come?

Ottimizzando innanzitutto i sistemi di scarico delle auto. Interventi mirati che, insieme agli studi sulla composizione del carburante e alla realizzazione di motori sempre più avanzati, stanno portando a un tentativo di rinascita del diesel.

MOTORI DIESEL E OSSIDI DI AZOTO

Proseguono infatti le ricerche per ottenere carburanti diesel a tenori di zolfo sempre più bassi e si susseguono, in tutto il mondo, le sperimentazioni riguardanti nuovi meccanismi di controllo delle emissioni. Fino ad arrivare, come nel caso di Bosch, a sistemi di gestione intelligente delle temperature. Se infatti i gas di scarico vengono mantenuti sopra la temperatura-soglia di 200 °C, i sistemi di post trattamento riescono ad abbattere gli NOx.

Le emissioni di ossidi di azoto rimangono pertanto ben al di sotto dei limiti RDE in qualunque situazione di guida e indipendentemente dalle condizioni metereologiche esterne o dalle congestioni di traffico.

Per capirci, rispetto ai veicoli Euro 0, 1, 2 e 3, gli attuali diesel di ultima generazione garantiscono una riduzione del 90% delle emissioni di NOx e del 67% di CO2.

I dipartimenti R&S delle aziende in campo promettono inoltre di affidarsi, sempre di più, all’intelligenza artificiale per sviluppare dispositivi di filtraggio smart, capaci di regolare e controllare gli scarichi delle autovetture.

È presto allora per parlare di canto del cigno del diesel?

PER APPROFONDIRE: Auto ibride, i migliori modelli sul mercato. I prezzi più convenienti, e le diverse prestazioni

AUTO A DIESEL IN GERMANIA

Vedremo, anche perché il mercato dell’auto elettrica deve risolvere grattacapi di non poco conto, come l’annoso tema della disponibilità e della durata delle batterie e della rete distributiva. Oltre che dei costi dei modelli ancora troppo alti, nonostante le generose politiche di incentivi pubblici.  In Germania, solo per fare un esempio, le vendite delle automobili a diesel marciano con valori positivi, e l’88 per cento delle automobili aziendali, intere flotte di auto, sono con tecnologia turbodiesel.

È necessario dunque ragionare al di là degli schieramenti e delle “tifoserie” di categoria: l’obiettivo condiviso deve essere la realizzazione di una mobilità pienamente sostenibile, ovvero a zero emissioni.

AUTO A DIESEL IN FINLANDIA

Tra i passi avanti dal punto di vista tecnologico, a proposito del diesel, c’è da ricordare la scoperta fatta in Finlandia. Qui è nato un biocarburante prodotto per il 100 per 100 da materie prime rinnovabili, con il marchio MY Renewable Diesel, dell’azienda Neste. I vantaggi, rispetto al biodiesel tradizionale, sono enormi. Non c’è inquinamento, l’efficienza del motore migliora e ciò significa anche meno sprechi, i consumi di carburante di minuiscono.

COME MUOVERSI IN MANIERA SOSTENIBILE:

 

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