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Inquinamento atmosferico, così viviamo due anni in meno. E le morti premature sono 9 milioni

Gas e polveri sottili: ecco le cose che più sporcano l’aria. I vari tipi di particolato e come si infilano nei polmoni. Come proteggersi dall’inquinamento atmosferico

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Il principale rischio ambientale per la nostra salute si chiama inquinamento atmosferico. Fa stragi ogni giorno, in tutto il mondo, Italia compresa. Dai calcoli dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ogni anno nel mondo muoiono prematuramente 4 milioni di persone a causa dell’inquinamento atmosferico. Questo dato però è ormai superato. Uno studio più completo e recente di un team di epidemiologi  di otto paesi (Stati Uniti, Canada, Olanda, Cina, Spagna, Regno Unito, Austria e Italia), guidati da Richard Burnett, professore della School of Epidemiology and Public Health di Ottawa, porta questa cifra a 9 milioni di persone.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Sulla base degli stessi parametri, le morti premature in Europa per inquinamento atmosferico sono 800mila all’anno, in Italia 30mila. E nel nostro paese l’aria avvelenata abbassa le aspettative di vita di 2,2 anni. Le malattie mortali più frequenti, legate all’inquinamento atmosferico, sono di tre tipi: cardiovascolari, respiratorie e tumori.

Ma come si sviluppa l’inquinamento atmosferico? Che cosa, in particolare, sporca l’aria che respiriamo fino a renderla pericolosa per cuore e polmoni? Ancora: quali sono i danni di gas e polveri sottili e che cosa possiamo fare per proteggerci, con le nostre forze, dall’inquinamento atmosferico.

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CHE COSA È L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

L’inquinamento atmosferico nasce dalla combinazione di tre agenti: fisici, chimici e biologici. Sono questi a modificare la qualità dell’aria, determinante per la salute dell’uomo e in particolari per i rischi che può provocare al sistema respiratorio e all’apparato cardiovascolare. Recenti studi, in particolare una ricerca del Centre for Ecology and Hydrology, in Gran Bretagna, aggiungono altre patologie nella lista dei potenziali danni alla salute derivanti dall’inquinamento. In particolare: basso peso dei neonati alla nascita, diabete, effetti sulla salute mentale (compreso al demenza), malattie renali.

QUANTITÀ DI CO2 NELL’ATMOSFERA

I gas serra influiscono in modo determinante sulla temperatura dell’atmosfera e del pianeta. E dunque sull’emergenza climatica. L’anidride carbonica, Co2, rappresenta il 76 per cento dei gas serra, e le sue emissioni arrivano nell’ordine: dalle industrie, dall’agricoltura (intensiva), dalle case, dal trasporto, dall’energia in altri settori, dai rifiuti.

Nel 2020 sono state registrate 418 ppm di C02 per milione (erano 338 nel 1980) e le previsioni parlano di un sorpasso della soglia di quota 600 entro il 2050, anche per effetto di un surriscaldamento globale che supererà i due gradi. Le tre nazioni che emettono più C02 al mondo sono, nell’ordine, Cina, Stati Uniti e India. Mentre le tre città più inquinate del mondo sono, nell’ordine, Ghaziabad (India), Hotan (Cina) e Gujranwala (Pakistan). Quanto all’Italia, la Pianura Padana è il luogo in Europa dove si muore di più per inquinamento atmosferico. E due capoluoghi italiani, Torino e Milano, sono in cima all’elenco di Lancet dei luoghi dove le morti premature sono attribuite ai livelli di biossido di azoto, il micidiale gas prodotto dall’inquinamento atmosferico.

CHE COSA SPORCA L’ARIA

L’inquinamento atmosferico si sviluppa grazie alla diffusione nell’aria di gas e polveri sottili e sottilissime. Da dove arrivano? Dalle fabbriche, dalle coltivazioni e dagli allevamenti intensivi, ma anche dagli impianti per la produzione di energia, dal riscaldamento e raffreddamento domestico, dal traffico e in generale dal trasporto su gomma.

La sostanza più dannosa e micidiale per la salute dell’uomo, collegata all’inquinamento atmosferico è il particolato, in forma solida e liquida, sospeso nell’aria. La sigla Pm sta per «Particulate matter» e indica il formato delle particelle: In particolare Pm 10, ovvero una polvere in grado di raggiungere le parti interne del naso e della laringe; Pm2,5 che comprende particelle con diametro inferiore a 2,5 micrometri che riescono a penetrare nei polmoni e perfino nel sangue; Pm 0,001 che hanno una finezza tale da essere in grado di entrare nelle cellule e mutare anche il Dna. Secondo gli ultimi dati dell’European Environment Agency (EEA) in Europa soltanto Estonia, Finlandia, Islanda e Irlanda registrano livelli di particolato fine nell’aria sotto le soglie massime previste dall’Organizzazione mondiale della Sanità già nel 2018.

Quanto agli elementi inquinanti di tipo gassoso, la sostanza più pericolosa è il biossido di azoto, ritenuto cancerogeno: viene emesso, per esempio, da buona parte dei motori diesel.

PER APPROFONDIRE: Inquinamento acustico, i danni più frequenti sono all’udito, al sonno, alla tiroide e all’intestino

DANNI DELLE POLVERI SOTTILI

L’effetto dello smog sull’apparato respiratorio è ben riassunto da una ricerca cinese del 2018 pubblicata sull’Internationl Journal of Biometeorology. L’esposizione dell’uomo al particolato porta a un cattivo funzionamento delle ciglia vibratili, che nella trachea sospingono con i loro movimenti lo strato di muco liquido. A quel punto cade nel nostro organismo una difesa fondamentale: quella che dovrebbe bloccare gli agenti patogeni impedendo loro di avanzare nell’apparato respiratorio.

Una volta che le particelle di particolato hanno raggiunto i polmoni, vengono trattenute come una spugna e si depositano negli alveoli, le piccole celle che consentono lo scambio tra l’ossigeno presente nell’aria inspirata e il sangue. Attraverso i capillari, le polveri sottili si diffondono nell’organismo. Ovunque. Portano a infiammazioni che, nei vasi sanguigni, fanno aumentare aterosclerosi e rischi cardiovascolari.

CONSEGUENZE DELL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

L’inquinamento atmosferico può causare o aggravare diverse forme di allergie, asma, bronchite, malattie respiratorie, tra le quali la stessa polmonite. Un’esposizione troppo prolungata agli elementi gassosi e liquidi che sporcano l’aria è correlata a broncopneumopatia cronica ostruttiva, cancro ai polmoni, ictus, infarto e cardiopatia ischemica. E ancora: diabete, disfunzioni metaboliche, patologie neurologiche e psichiatriche, nascite premature.  Con la pandemia, continuano a sommarsi le prove scientifiche, come abbiamo raccontato in questo articolo, sul rapporto tra inquinamento atmosferico e Covid-19. Sono le particelle inquinanti, gassose e liquide, che rendono il sistema respiratorio più fragile e dunque più esposto ai rischi del contagio. In particolare, in una ricerca di biostatica condotta da un team di scienziati dell’Università di Harvard viene fuori che anche un piccolo aumento dell’esposizione a lungo termine al Pm 2,5 porta a un grande aumento del tasso di mortalità per Covid-19. Tanto che, secondo un lavoro che incrocia i dati di varie ricerche, realizzato sempre ad Harvard e pubblicato su Cardiovascular Research, il 15 per cento dei decessi in tutto il mondo per Covid-19 sarebbero collegabili all’inquinamento atmosferico.

EFFETTI DELLO SMOG

I primi segnali dei danni che l’inquinamento atmosferico sta producendo al nostro organismo sono elementari e non vanno sottovalutati. Nella parte alta del corpo potreste avvertire affaticamento, ansia, mal di testa, irritazioni e infiammazioni agli occhi e alle mucose. Dalla parte centrale può arrivare il segnale di un respiro più affannato del solito, mentre anche nelle gambe potreste avvertire segnali di affaticamento.

COME PROTEGGERSI DALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Ci sono alcuni gesti semplici, che possiamo fare ogni giorno, per aumentare il livello di protezione dall’inquinamento atmosferico. Partiamo dalle mascherine, fondamentali per proteggersi dalla pandemia: quelle FFP2 bloccano anche le polveri sottili, anche se non sono adatte quando facciamo sforzi fisici significativi, come la corsa o una passeggiata in bici. Quando facciamo jogging o corsa, è bene avere una distanza di almeno 150 metri dalle zone trafficate da auto e motociclette, e scegliere comunque aree verdi. Quando le giornate sono molto grigie per effetto dello smog, è preferibile evitare qualsiasi attività esterna. In casa, in ufficio, nei luoghi di lavoro, è fondamentale aprire spesso le finestre e consentire una frequente circolazione dell’aria.  Se avete la sensazione di vivere in un ambiente a rischio inquinamento indoor potete anche installare un piccolo sistema di depurazione dell’aria domestica. Tutti gli impianti, sia di riscaldamento sia di raffreddamento, hanno bisogno di manutenzione e di revisioni annuali: un cattivo funzionamento diventa un fattore inquinante. Infine, due suggerimenti banali ma fondamentali. Il primo riguarda il cibo: frutta e verdura migliorano il sistema immunitario e quindi di fatto contrastano gli effetti nocivi dello smog. Anche bere molta acqua fa bene, in quanto aiuta a diluire ed espellere il muco e le sostanze inquinanti entrate nel nostro corpo. Il fumo in casa va eliminato in ogni caso, in quanto è un fattore di inquinamento molto grave e pericoloso.

Immagine di copertina: Arcansel / Shutterstock.com

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