Questo sito contribuisce all'audience di

Arriva l’orto urbano

di Posted on
Condivisioni

Risparmio, prodotti di qualità auto – certificata e a «metro 0», soddisfazione personale e benefici effetti rilassanti. Sono solo alcuni dei vantaggi legati alla scelta di dedicarsi alla cura di un proprio orto. Senza dimenticare il piacere personale. Proprio su quest’ultimo aspetto fa leva l’agrotecnico Sandro Doglione, da più di 20 anni dedito all’agricoltura bio e autore di corsi sulla realizzazione di orti in piccoli spazi. «Ci sono ovviamente accorgimenti tecnici e procedure di base da conoscere, ma non sono l’elemento principale. È sull’aspetto psicologico che mi concentro nei corsi, cerco di fornire l’input per trovare gioia e soddisfazione nel curare il proprio orto».

Insomma: bisogna avvicinarsi alla terra con passione e liberare l’inventiva. Un piccolo giardino, un ampio balcone o un terrazzo andranno benissimo. «Per chi desidera iniziare la propria avventura da orticultore approfittando delle vacanze gli ortaggi su cui puntare nel mese di agosto, confidando in clima torinese un po’ meno pazzerello, sono tutti i tipi di cavolo, basilico, finocchi, zucchine e le varie tipologie di cicoria – spiega Doglione –. E poi rape, cime di rapa e un po’ più avanti, verso fine agosto, inizio settembre, i ravanelli».

Gli unici limiti possono derivare dall’esposizione: un terrazzo totalmente a Nord o sempre in ombra è un problema, ma «Se hai mezza giornata di sole, puoi coltivare quello che vuoi». In generale sono consigliabili piante a ciclo breve e non troppo voluminose, che meglio si adattano agli spazi angusti delle case di città: come la lattuga (ciclo culturale di 30/40 giorni) o le erbe aromatiche (dove si va dai 10 ai 30 giorni). Da Maiac, in corso Marconi 4, si trova una grande varietà di sementi (interessante l’offerta di 5 sacchetti a 3 euro): dagli ortaggi più classici a curiose e saporite varianti, come il ravanello flamboyant o la varietà candela di ghiaccio. Se si prediligono le piantine da innestare ci si può rivolgere al vivaio Gramaglia, in via Sebusto 26 a Collegno, dove non c’è che l’imbarazzo della scelta: solo di pomodori vengono proposte 250 varietà.

Il fattore alimentare e nutrizionale è un altro punto di forza dell’orto urbano. Certo c’è lo smog – si può ricorrere al tessuto non tessuto per filtrare le micro polveri, e comunque un buon lavaggio è sempre consigliato –, ma già il fatto di non ricorrere a sostanze chimiche e di poter mangiare la verdura appena raccolta, sono una bella garanzia. «E poi si può toccare con mano un tema come quello della biodiversità – sottolinea Doglione -. Fino a pochi decenni fa in Piemonte si coltivavano più di 400 varietà di mele, oggi sono solo una decina. Nel proprio orto ognuno è libero di riscoprire varietà che stanno scomparendo e che difficilmente si trovano altrove, come le zucchine bianche o la pastinaca, una radice bianca simile alla carota». Da Bertolino, a Moncalieri, in strada Genova 36, ci si può fare un’idea soddisfacente delle numerose varietà di ortaggi che si possono sperimentare.

Inoltre non deve essere sottovalutata la componente estetica: gli ortaggi offrono la possibilità di piacevoli abbinamenti cromatici, regalano fioriture molto colorate e poi li si può sempre abbinare a specie floricole. «Se ben accoppiati, i fiori possono svolgere anche funzioni antiparassitarie per gli ortaggi. Ad esempio il tagete tiene lontano dalle piante gli insetti terricoli». E a proposito di protezione delle piante, è ormai molto ampia la scelta tra i prodotti naturali, da quelli che rafforzano la pianta per aiutarla a reagire contro i parassiti a fertilizzanti e insetticidi.