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Un satellite contro la pesca illegale del tonno

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Gli scienziati del Centro Comune di ricerca (Ccr) della Unione europea hanno messo a punto un sistema di monitoraggio satellitare che consente di seguire il tonno bluefin, la specie pelagica messa a rischio di estinzione da intense campagna di pesca illegale. Il sistema consente la mappatura quotidiana delle aree dove viene segnalata la presenza dei tonni dando una precisa indicazione delle zone da sottoporre a controlli.

Il modello, basato su dati satellitari di telerilevamento, fornisce per la prima volta una visione d’insieme degli habitat preferiti del tonno, contribuendo così a una gestione più efficace della pesca.

Il Commissario europeo per la Ricerca e l’Innovazione, Màire Geoghegan-Quinn, ha dichiarato: «Questo modello contribuirà a garantire una gestione sostenibile del tonno bluefin, contribuendo attivamente a due delle sfide più pressanti per il futuro: Sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente. Ancora un buon esempio di come la scienza e la ricerca forniscono supporto alle politiche dell’Unione europea».

Secondo il Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki «la gestione responsabile della pesca garantisce lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche conservandone la disponibilità alle generazioni future. Le nuove scoperte, ha aggiunto, come il nuovo modello del Ccr, daranno un valido aiuto alla protezione del tonno bluefin e a combattere la pesca illegale».

Il modello di habitat elaborato dal CCR permette la creazione, quasi in tempo reale, delle mappe di alimentazione e riproduzione nell’habitat potenziale del tonno nel Mar Mediterraneo.

La novità sta nell’uso dei dati satellitari sulla concentrazione di clorofilla sulla superficie del mare, così come la temperatura, per monitorare specifiche caratteristiche oceanografiche, che svolgono un ruolo chiave sulla distribuzione dei pesci.

I risultati ottenuti attraverso il modello indicano che il tonno si alimenta e depone le uova in aree ricorrenti lungo la fascia settentrionale del Mediterraneo. La riproduzione inizia a maggio nella parte orientale del bacino per poi terminare a luglio in quella occidentale. I risultati hanno anche mostrato una forte stagionalità nelle dimensioni delle superfici degli habitat a seconda delle condizioni meteo regionali. Questa variabilità è la chiave per valutare la pertinenza delle Aree Marine Protette (o aree sensibili) per questa specie.