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Tartarughe d’acqua dolce a rischio estinzione

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Le tartarughe d’acqua dolce potrebbero estinguersi. E’ quanto ha affermato in un suo recente studio l’organizzazione no profit Conservation International che dal 1987 e’ schierata al fianco della biodiversita’.

Per quanto possa sembrare strano, infatti, e’ riscontrabile un’effettiva e preoccupante contrazione nel numero degli esemplari presenti in natura: almeno un terzo delle 280 specie attualmente censite rischia di sparire. Sul banco degli imputati, ancora una volta, caccia e perdita degli habitat – in particolare dovuta allo sbarramento dei fiumi per ottenere energia idroelettrica – ma anche la domanda delle testuggini a scopi “farmaceutici” – soprattutto in Cina – in virtu’ di millantate proprieta’ terepeutiche di alcune parti di esse?

Tra le dieci specie piu’ minacciate, il triste primato spetta in particolare alla tartaruga gigante rossa del fiume Softshell (Rafetus swinhoei), un tempo abbastanza diffusa e oggi ridotta ad appena – pare – 4 esemplari. Segue, poi, la Red-crowned River Turtle Batagur che vive nei grandi fiumi tra India, Bangladesh e Nepal. Intanto, alcuni tentativi di reintroduzione di individui nati in cattivita’ e appartenenti a queste specie sono stati effettuati – purtroppo – senza alcun successo. ?

Eppure, sostiene, Van Dijk del Conservation International, esiste ancora una possibilita’ per salvare questi animali e, per quanto aberrante possa sembrare, e’ data proprio dagli allevamenti di queste creature che, unitamente ad azioni volte efficacemente a contrastarne la “raccolta” in natura promette di essere una valida soluzione?.

Tutta la domanda di tartarughe puo’ essere soddisfatta dall’allevamento. Se siamo in grado di eliminare la raccolta non sostenibile dall’ambiente naturale, abbiamo vinto l’80% della battaglia