Come andare in bici | Non sprecare
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Come andare in bici, dall’abbigliamento giusto alle regole da rispettare. Il bon ton del ciclista

All’inizio scegliete percorsi pianeggianti. Non sentitevi superiori solo perché siete alla guida di una bicicletta. Usate sempre il caschetto. E quanto alla musica in cuffia ...

Più la bici diventa di moda, più ci convinciamo che si tratta di un mezzo prezioso per la mobilità sostenibile e per i nostri stili di vita, e più diventa utile saperla usare. Cosa semplice, per carità. Ma con alcune accortezze, che riguardano sia il modo con il quale si circola in bicicletta sia le precauzioni necessarie. Ecco le più importanti.

COME ANDARE IN BICI

Iniziate da percorsi pianeggianti. Non siamo nati ciclisti e non dobbiamo partecipare al Giro d’Italia. Quindi specie quando non si è ancora esperti, o particolarmente allenati, è bene preferire percorsi lisci e pianeggianti. Evitando così saliscendi troppo impegnativi. Va bene anche un parcheggio, un parco: ovunque non ci sia una particolare circolazione di automobili. Una volta diventati più esperti possiamo scegliere anche itinerari più impegnativi. Senza presunzione. E avendo sempre in mente la nostra carta d’identità. Con la bici, in teoria, possiamo fare tutto, ma lo sforzo per il cuore e per i muscoli non è leggero, specie se scegliamo percorsi in salita. Teniamolo presente.

L’abbigliamento giusto. Non sprecate soldi con tute particolari e divise da professionisti. Non servono. Piuttosto, evitate di fare errori da principianti cittadini. Le donne devono evitare le gonne lunghe e gli uomini i pantaloni larghi. Il motivo? Possono impigliarsi nel cambio e nei raggi delle ruote. Quanto alle scarpe, è bene che non siano aperte. Esistono scarpe da ginnastica in doppia versione, invernale ed estiva: scegliete quelle che vi convincono. Stesso discorso, quando le temperature sono alte, per pratiche e comode scarpe di cotone.

Che cosa si mangia. Premesso che non è opportuno uscire, fuori di città o in gita, con lo stomaco pieno, è anche vero che andare in bicicletta stimola la fame. Meglio prevenire. L’acqua, con relativa borraccia, non deve mai mancare. Quanto al cibo, avete solo l’imbarazzo della scelta: biscotti, panini, frutta fresca e secca, barrette. Non state facendo un digiuno, ma non state neanche andando a una scampagnata alimentare.

L’orario per pedalare. In teoria, in bici possiamo andare in qualsiasi ora del giorno e della notte. In pratica, è sempre meglio pedalare di giorno, e con il fresco se siamo in estate. Il motivo fondamentale di questa scelta è legato al tema della sicurezza. Purtroppo le piste ciclabili in Italia non sono ovunque ben attrezzate e in grado di mettere il ciclista in condizione di pedalare senza correre pericoli. Così spesso si opta per la strada asfaltata che di notte, al buio, non è proprio il massimo.

Usare il caschetto. Un’altra scelta fondamentale per non sprecare una bella passeggiata in bicicletta e godercela in assoluta sicurezza. Il caschetto è obbligatorio per i bambini, ma dovremmo usarlo tutti, specie durante le gite e i percorsi extra-urbani.  I nuovi modelli sono molto leggeri, proteggono bene, e non danno alcun fastidio durante la pedalata. L’importante è che sia stretto, abbia la misura esatta della testa e arrivi fino a 2,5 centimetri sopra le sopracciglia.

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Sellino e freni. Scegliete quello più comodo per le vostre pedalate. Se è troppo duro, avrete fastidi e prima o poi sarete scoraggiati a usare la bici. I freni invece vanno ben controllati sempre, sia in pianura sia innanzitutto in discesa. Fate una verifica, in particolare, ogni volta che usate la bicicletta di un’altra persona che magari non sa di avere freni poco funzionanti.

Come si guida. La prima cosa da rispettare è il codice della strada, compresa la segnaletica. Per esempio: rispettate il senso di marcia, niente zig-zag, fermatevi al giallo, non fate inversioni di marcia senza guardare chi viene da dietro, attenzione quando accostate un’auto che si sta fermando e il conducente sta aprendo lo sportello. Esistono regole alle quali i ciclisti devono attenersi, anche se non utilizzano per i loro spostamenti un mezzo a motore e anche se stanno facendo semplicemente un’attività sportiva. La seconda cosa è invece legata al buonsenso. Il ciclista non deve mai sentirsi un essere superiore, rispetto a un automobilista o un motocilista. Siamo tutti uguali, di fronte alle attenzioni necessarie in strada. Certo: la scelta del ciclista è più rischiosa rispetto a quella di chi guida un mezzo a motore, e le statistiche parlano chiaro. È frequente essere buttati per aria, con conseguenze anche tragiche, e gli incidenti a danno dei ciclisti in Italia sono una vergogna nazionale. Il consiglio più utile è di non sfidare nessuno, non si va in bici per competere su questo piano, e di presumere sempre il peggio quando abbiamo a che fare con qualcuno che ci precede o ci segue in modo piuttosto avventuroso.

È bene anche essere informati sulle leggi locali, che variano, per esempio, da paese a paese. In alcuni paesi è possibile andare in bici anche sui marciapiedi, in altri è assolutamente vietato.

Evitate le cuffie. Andare in bici ascoltando la musica può essere piacevole. Ma dovete avere la consapevolezza che si tratta di una scelta rischiosa. La vostra attenzione crolla, rischiate di essere isolati, di perdere concentrazione e di non fare attenzione ai segnali che arrivano dalla strada.  Un buon compromesso può essere il seguente: sì alla musica, ma a volume molto basso.

Viva la compagnia. Il modo più divertente e gratificante per andare in bicicletta è quello di farlo in compagnia. Il gruppo è una scelta leggera, piacevole, che rende tutto meno faticoso e anche più sicuro. E quando si è in gruppo potete anche concedervi qualche parentesi di alta competizione con i vostri compagni di strada.

Il galateo del ciclista.  Andare in bici è anche una lezione di galateo. Bisogna essere educati con tutti i frequentatori della strada e tra ciclisti, se si circola fuori dalla città, nelle ciclabili di campagna e di città, e ci si incontra, la regola è di salutarsi. Anche solo con un cenno. Piuttosto: se incrociate un ciclista in difficoltà, avete l’obbligo di fermarvi e chiedere se ha problemi e bisogno di aiuto. Qui non è solo una questione di bon ton, ma anche una prova di essere vaccinati contro l’indifferenza.

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