Incentivi per chi usa la bici | Non sprecare
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Incentivi a chi usa la bici, ecco i comuni che danno 25 centesimi a chilometro o buoni spesa

All’inizio erano solo piccoli comuni. Adesso anche le grandi città, come Torino, spingono a usare la bici per andare al lavoro o a scuola. Con generosi contributi

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Ad aprire la strada, nell’ormai lontano 2015, è stato il piccolo comune di Massarosa, in provincia di Lucca. Un’idea facile da realizzare, senza grandi finanziamenti e con un obiettivo preciso: incentivare l’uso della bici. Per andare al lavoro, per recarsi a scuola, ma anche per un semplice trasferimento in zona. Un progetto su misura per la mobilità sostenibile, secondo i codici del Non sprecare e della lotta all’inquinamento, visto che il 23 per cento dei gas serra arrivano proprio dal trasporto stradale.

INCENTIVI PER CHI USA LA BICI

In media, i comuni che hanno scelto questa forma di incentivazione offrono la formula 6-50-300. Funziona così: l’incentivo è pari a 25 centesimi al chilometro, fino a un massimo di 6 euro al giorno, 50 euro al mese e 300 euro l’anno. Soldi contanti, che a conti fatti non sono pochi.

Con alcune limitazioni, per evitare sprechi e abusi. Il comune di Carpi (provincia di Modena), per esempio, impone il vincolo in base al quale la distanza casa-lavoro deve essere di almeno un chilometro e il percorso scelto, rilevato con un’app da cellulare, dovrà essere quello «ragionevolmente più breve e sicuro».

Questa formula, così completa, è stata applicata anche da medi e grandi comuni, come Grosseto, Bari, Torino, Cesena e Cesenatico. E ogni campagna ha un nome: Vivi in bici a Grosseto, Bogia (che in piemontese significa Muoviti) a Torino, Bike to work in Emilia Romagna.

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BUONI SPESA PER CHI USA LA BICICLETTA

Una variante, molto gradita dai consumatori, prevede l’incentivo non con contanti ma sotto forma di buoni spesa con un network di negozi di qualsiasi categoria, tutti convenzionati. È la formula scelta a Bologna con il popolare progetto Bella Mossa e anche a Modena.

Quali sono i vantaggi di un uso più diffuso della bici grazie a politiche locali di incentivazione? Il primo, dopo la riduzione dell’inquinamento, è il risparmio. Per i lavoratori, ma anche per le aziende che, come dimostrano le statistiche, vedono un aumento della produttività nel caso di dipendenti che si affidano a questa forma di mobilità.

Poi c’è un beneficio in termini di salute. Andare al lavoro, come andare a scuola, in bici, significa svolgere la necessaria attività fisica per una migliore qualità della vita. E una prevenzione a tutto tondo. Infine, una volta che gli incentivi sono assegnati a livello locale, si tagliano le mani alla burocrazia e tutto diventa più rapido. In modo che chi sceglie la bici ne abbia un vantaggio immediato, concreto, e non annunciato e teorico.

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