Sindaci contro gioco d'azzardo - Non sprecare
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Sindaci, una richiesta dopo il voto: fermino slot machine e gioco d’azzardo

Tra i nuovi sindaci abbiamo diverse donne e tanti giovani: si diano da fare per contenere una patologia che distrugge intere famiglie. E per ridimensionare lo Stato biscazziere. L’esempio del comune di Bergamo, e del sindaco Gori.

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SINDACI CONTRO GIOCO D’AZZARDO –

Adesso che abbiamo i nuovi sindaci in tante grandi, medie e piccole città italiane, e adesso che facciamo i conti con una nuova generazione di amministratori in campo, possiamo avanzare la nostra piccola ma forte richiesta: datevi da fare, concretamente e prima che sia troppo tardi, contro il gioco d’azzardo. È un vero male non più oscuro, che colpisce generazioni di ragazzi, ed è dissimulato da due fattori, entrambi gravissimi. Il primo: nel ruolo di biscazziere c’è lo Stato che incassa quasi nove miliardi di euro l’anno, favorendo la compulsione dei giocatori e il doppio spreco, economico e sociale. Così in Italia, come ho raccontato nel libro Ultimi (Einaudi), appena pubblicato, abbiamo più slot machine, rispetto agli abitanti (una ogni 143) di Las Vegas, e tra videopoker, lotterie e giochi vari, va il fumo una cifra equivalente al 10 per cento dell’intera spesa delle famiglie. Secondo fattore: la lobby delle società concessionarie del gioco d’azzardo è molto potente ed influente, sia nel girone della politica sia in quello dell’informazione. Per il semplice motivo che può contare su un portafoglio gonfio di quattrini da spendere, per esempio nella pubblicità.

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BATTAGLIA SINDACI ITALIANI CONTRO GIOCO D’AZZARDO –

Che cosa si può fare e perché ci rivolgiamo ai sindaci? Lo spiega bene una brava e appassionata giornalista, Fiorenza Sarzanini, in un articolo pubblicato su Io Donna, l’inserto femminile del Corriere della Sera, dove cita il regolamento contro il gioco d’azzardo approvato dal comune di Bergamo come una buona pratica «da estendere a tutta Italia». Stiamo parlando di un provvedimento semplice, razionale, che almeno apre un varco, senza criminalizzare nessuno, in questa difficile battaglia. In pratica, il sindaco Giorgio Gori ha deciso di vietare qualsiasi scommessa di videopoker, slot machine, e perfino lotterie istantanee (come il “Gratta e vinci”) in tre fasce orarie: dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. Non è tutto quello che si può fare per fermare il gioco d’azzardo, ma è un passo avanti da condividere al più presto in ogni comune italiano. Con la spinta dei sindaci, che noi abbiamo sempre sostenuto anche in questa battaglia, a partire dalle due donne, Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino, che avevano parlato della lotta al gioco d’azzardo anche nei loro programmi. Adesso aspettiamo che passino dalle parole ai fatti.

PER APPROFONDIRE: Basta! Il gioco d’azzardo in Italia lo protegge lo Stato. Interessato solo a incassare i soldi

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