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Riciclo urbano: un libro racconta come stanno cambiando le città

Più orti e meno parcheggi. Spazi affidati ai cittadini per sottrarli alla speculazione edilizia. E ovunque materiali riciclati per le nuove costruzioni.

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RICICLO URBANO: COME CAMBIANO LE CITTA’ – Chi ha la curiosità di approfondire quanto una città, piccola o grande, possa cambiare i connotati attraverso il riuso degli spazi, altrimenti sprecati, non deve perdere il libro Urban Beauty! (editrice Compositori) scritto dall’architetta Anna Lambertini.

IL LIBRO “URBAN BEAUTY!” DI ANNA LAMBERTINI – Specializzata in architettura dei giardini e  progettazione del paesaggio, la Lambertini passa in rassegna una serie di luoghi in tutta Europa dove l’estetica urbana è stata positivamente stravolta con interventi molto mirati: più verde, più materiali poveri e semplici, meno cemento e acciaio. Il contrario della vecchia filosofia delle archistar, ormai del tutto superata, a favore di quella chirurgia della città, interventi graduali e mirati con una forte partecipazione dei cittadini, così cara a Renzo Piano.

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A MONTPELLIER IL PARCHEGGIO TRASFORMATO IN ORTO-GIARDINO – Nel comune di Montpellier in Francia, per esempio, un ex parcheggio abbandonato è stato trasformato in un grande orto-giardino di prossimità. E il nuovo spazio è già diventato il punto di riferimento, il luogo di incontro, di una comunità che si sentiva spaesata e senza punti di aggregazione. Anche a Berlino un intero pezzo di quartiere è tornato a vivere grazie al riuso dei materiali e alla scelta di puntare sull’orto-giardino: siamo a Prinzessinnengarten, a due passi dai resti del Muro, in un’area multietnica dove un tempo sorgeva un grande magazzino e dove non nascondevano le loro mire di lottizzazione edilizia alcuni costruttori. E invece un gruppo di famiglie si sono organizzate in un’associazione, Verde Nomade, che ha ottenuto dall’amministrazione comunale la concessione temporanea e gratuita dello spazio trasformato così in un orto urbano. Con una particolarità: le vendite dei prodotti servono ad  auto-finanziare il progetto.

RICICLO URBANO: L’ESPERIENZA DI PALERMO IN SICILIA – Tra le trasformazioni raccontate dalla Lambertini c’è anche qualche storia italiana come il fondo di 9 ettari, un tempo proprietà dell’Agip, nel cuore di Palermo. Qui doveva sorgere il Nuovo Centro direzionale della Regione siciliana, e invece, fortunatamente, grazie ai finanziamenti europei e alla spinta di 8mila cittadini e 16 associazioni, viene decisa una variante urbanistica per sancire la nuova destinazione dell’area a parco urbano. Una vera oasi di verde in una città massacrata dalla speculazione edilizia, con arredi molto variegati che vanno dalla palestra all’aperto all’area per la meditazione.

RICICLO URBANO: L’INSTALLAZIONE CON LE BOTTIGLIE DI PLASTICA A MADRID – Infine a Madrid, grazie al riuso di materiale di scarto, innanzitutto bottiglie di plastica, i cittadini sono riusciti a bloccare un diabolico piano di trasformazione urbanistica dell’amministrazione comunale. Prima è stata chiusa la piscina comunale, promettendone una nuova, e poi si è aperto un varco con un permesso per la costruzione del solito centro commerciale. Grazie alle proteste dei cittadini del quartiere, invece, sono state raccolte migliaia di bottiglie di plastica, poi trasformate da uno studio di design in un’istallazione a forma di piscina. Tanto per ricordare al comune, attraverso un’opera d’arte,  che quello spazio pubblico non si tocca.

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