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Ortoterapia, entra negli ospedali e nelle case per anziani. Funziona con gli autistici, i depressi e i malati di Alzheimer (foto)

Lo scoglio di una collaudata verifica scientifica non è stato ancora superato, ma intanto l’ortoterapia dilaga in Italia. Sommandosi alle cure tradizionali. Più di 150 progetti in strutture sanitarie di tutte le regioni. Donne in prima fila

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BENEFICI ORTOTERAPIA 

In prima fila ci sono le donne. Guidano un piccolo esercito, le cui fila però si ingrossano giorno dopo giorno, in campo per affermare le potenzialità di una nuova cura: l’ortoterapia. Ovvero un rimedio naturale, anche per gravi patologie, da affiancare ai farmaci e alla tradizionale attività del medico, dello psicologo e dell’analista.

Caterina Viganò, psichiatra, lavora all’ospedale Luigi Sacco di Milano, nel cui centro diurno ogni giorno arrivano una ventina di persone con disturbi bipolari o depressione. Per alcune di loro, quando mostrano interesse e piacere per la natura, c’è il passaggio nell’orto all’interno del grande parco dell’ospedale. Seminano verdure secondo i cicli delle stagioni, raccolgono albicocche e pesche, potano le piante, preparano pesto e marmellate. E intanto, crescendo l’autostima delle loro capacità manuali, escono dal buco nero della solitudine e si sentono membri di un gruppo, di una comunità. Migliorano.

(Nell’immagine, l’orto dell’ospedale Luigi Sacco di Milano)

Marzia Ghiberti, presso la Asl 2 di Torino, usa la terapia dell’orto come un pezzo fondamentale della sua attività di logopedista e, lavorando con i bambini tra le piante e i fiori, riesce a  rafforzarne il linguaggio, la voce, la comunicazione.

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ORTOTERAPIA

Anche in Italia, come nel resto del mondo, l’ortoterapia non ha ancora superato lo scoglio della verifica scientifica. E’ una cura troppo giovane per garantire la sua efficacia con statistiche attendibili e certificate. Per questo l’Associazione italiana ortoterapia, nata solo nel 2014, ha avviato un’indagine sul campo che, entro la fine del 2018, consentirà di elaborare i risultati ottenuti dalle diverse esperienze. Ma c’è già una sorpresa. In pochi mesi i progetti arrivati da ospedali, case per anziani, centri di riabilitazione, residenze sanitarie assistite, sono più di 150. E vanno dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze (dove viene curato anche l’autismo) al giardino terapeutico del San Camillo al Lido di Venezia, dove il contatto quotidiano con il verde fa parte dei protocolli per le più gravi malattie neurodegenerative degli anziani, Parkinson e Alzheimer.

Gli ortoterapisti crescono e si formano, mettendo insieme più competenze trasversali. Come nella scuola d’avanguardia della Fondazione Villa Ghigi, a Bologna, dove Valentina Bergonzoni organizza corsi, con crediti, a più voci e più materie. Si insegnano botanica, agraria, storia del paesaggio, entomologia, e intanto si fornisce una consulenza di ortoterapisti all’ospedale Sant’Orsola per le giovani donne colpite da disturbi alimentari, anoressia e bulimia. In futuro, se i risultati delle ricerche scientifiche lo consentiranno, l’Associazione italiana ortoterapia, sotto la spinta di Nicoletta Caccia, spera di portare questa disciplina all’interno del perimetro del Servizio sanitario nazionale. Per il momento, a forza di crescere in tutte le regioni italiane, l’esercito degli ortoterapisti ha già vinto una prima battaglia. Riuscendo a marcare, in modo definitivo, la differenza tra la cura dell’orto (un hobby o una passione) e il curarsi con l’orto (un’attività terapeutica multidisciplinare).

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COS’È L’ORTOTERAPIA 

Coltivare un pezzetto di terra, curare un orto o un giardino sono attività che si presentano come un toccasana per il benessere e la salute, vere e proprie terapie per raggiungere la felicità. Mentre il contatto con la natura aiuta l’organismo a reagire agli stimoli avversi diminuendo le forme di depressione, il verde aiuta ad affrontare la vita perché infonde coraggio e stimola l’ottimismo. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che, con la giardino-ortoterapia, si dimezza l’uso degli analgesici. In molti ospedali, nelle scuole e nei luoghi pubblici invece, si punta al verde per riprendere il filo diretto che ci lega alla terra.

GIARDINO E ORTOTERAPIA 

Coltivare un orto e un giardino dona grandi soddisfazioni. Ci vuole amore, impegno, cura e dedizione per far crescere rigogliose le piantine e per essere ripagati poi con sapori, colori, profumi che non hanno prezzo perché cresciuti col frutto del nostro lavoro. È questo il segreto della cura della terra e delle piante: ripagare con frutti e fiori la fatica e l’impegno delle persone.

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GIARDINO E ORTOTERAPIA A SCUOLA 

Il proliferare di orti e giardini nelle scuole permette invece ai bambini e ai ragazzi di dedicarsi alla cura dell’ambiente, osservare da vicino la crescita dei prodotti ortofrutticoli e apprendere l’importanza relativa al consumo di alimenti di stagione e a km zero. 

I bambini che crescono in mezzo al verde e alla natura inoltre, si ammalano di meno. Portare anche solo una pianta a scuola aiuta i più piccoli a capire il susseguirsi delle stagioni, ad accettare i cambiamenti, a prendersi cura di qualcosa senza lasciare che muoia.

Nelle maggiori città italiane sono nati gli Orti della salute, laboratori di stili di vita per migliorare la salute e la prevenzione dei bambini. Il progetto spazia dall’alimentazione all’attività fisica, fino a comprendere la cura dell’orto come medicina naturale.

GIARDINO E ORTOTERAPIA NELLA VITA QUOTIDIANA 

La natura ripaga il nostro impegno con la sua grande bellezza. Curarsi di piante e fiori non dipende dal pollice verde o nero ma dalla volontà di aiutare un organismo vivente a crescere. Mangiare un cibo autoprodotto inoltre fa assumere un valore diverso al cibo stesso che non è più solo nutrimento in quanto tale ma ecosostenibilità totale. 

(Nell’immagine di copertina l’orto dell’ospedale Luigi Sacco di Milano)

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