Alimentazione per prevenire il tumore al seno - Non sprecare
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Come prevenire il tumore al seno: esami e alimentazione

Tra il 95 e il 98 per cento delle donne con una diagnosi precoce possono guarire. I danni della pandemia. A tavola mangiare molta verdura a foglie

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Più del 90 per cento delle donne con una diagnosi precoce può guarire dal tumore al seno. Ma questo purtroppo non basta a cancellare le vittime di un male che si può bloccare con un’attenta prevenzione: le vittime di cancro al seno in Italia sono ancora 12.300 all’anno. Troppe, e troppe vite sprecate.

TUMORE AL SENO IN ITALIA

La pandemia ha peggiorato le cose, e anche in Italia il numero degli screening che vengono suggeriti sulla base dell’età e delle condizioni di ciascuna donna, è crollato: nei due anni nei quali siamo stati travolti dalla diffusione del Covid-19 ci sono state circa 3.500 diagnosi in meno. In queste condizioni ci sono 55mila donne all’anno, in Italia, che scoprono di avere un tumore al seno, e un cancro maligno su tre nelle donne colpisce il seno.

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QUANDO INIZIARE IL CONTROLLO DEL SENO?

Il tumore al seno è molto diffuso e colpisce una donna su otto. Motivo per cui la prevenzione deve iniziare presto, con i controlli sul proprio corpo. Già a partire dai vent’anni di età le donne devono controllare il seno con una visita dal ginecologo o da uno specialista senologo. Dopo i 50 anni scatta la necessità di una mammografia biennale, che diventa annuale dopo i 70 anni, mentre l’ecografia, specie nelle donne giovani, va fatta in caso di necessità e quando il medico lo ritiene opportuno. Una particolare attenzione devono farla le donne che hanno una predisposizione genetica, alle quale si suggerisce una visita senologica più di una volta all’anno.

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MAMMOGRAFIA E AUTOPALPAZIONE

È per questo che la mammografia si presenta come un vero e proprio esame salvavita. Ma anche l’autopalpazione è importante e le donne dovrebbero eseguirla almeno una volta al mese.

Autopalpazione a partire dai 20-25 anni e mammografia intorno ai 30. La prima, che le donne fertili dovrebbero eseguire tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo e quelle in menopausa lo stesso giorno di ogni mese, è importante per verificare eventuali modificazioni o alterazioni del seno. Dai 30 anni in su è invece importante unire all’autopalpazione anche una visita senologica, un’ecografia o una mammografia secondo le indicazioni del medico.

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COME FARE L’AUTOPALPAZIONE DEL SENO

Ecco allora come eseguire l’autoesame al seno in maniera semplice:

  • Mettete dietro la nuca il braccio dallo stesso lato del seno che volete esplorare e usate la mano opposta per la palpazione.
  • Cercate eventuali anomalie: noduli o addensamenti o zone più dure nella mammella. Se le trovate, parlatene con il vostro medico.
  • Mettetevi in piedi, con il seno scoperto, per qualche minuto davanti allo specchio. Così potete controllare che non ci siano irregolarità o alterazioni del profilo e della superficie delle mammelle.
  • Alzate il braccio del lato del seno da esaminare e con l’altra mano controllate il cavo ascellare.
  • Osservate e strizzate, con molta delicatezza, i capezzoli per scoprire se ci sono rientranze o eventuali secrezioni.

È importante infine sapere che non ci sono prove certe dello sviluppo della malattia ma esiste un rischio più elevato per le donne che hanno avuto all’interno del proprio nucleo familiare più di un consanguineo di sesso femminile colpito da tumore al seno, soprattutto se la malattia si è presentata prima dei quarant’anni. In questi casi è fondamentale che le donne, in base alla fascia d’età, si sottopongano a controlli ed esami più ravvicinati.

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ALIMENTAZIONE PER PREVENIRE IL TUMORE AL SENO

Come spiega Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi che aderisce alla campagna internazionale dedicata per l’intero mese di ottobre alla prevenzione del tumore alla mammella con il progetto “Pink is good”: “ la ricerca ha compiuto passi da gigante e le guarigioni sono raddoppiate negli ultimi venti anni. Nel 90 per cento dei casi le donne vincono la loro battaglia”. E questo grazie anche e soprattutto alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

Come leggiamo su “Pink is good”, il progetto della Fondazione Veronesi per sensibilizzare le donne alla prevenzione del tumore al seno, le verdure a foglie sono delle vere e proprie alleate della salute.

A rilevarlo i risultati dello studio Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition study) condotto a livello europeo e al quale l’Italia ha preso parte attraverso l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze, e dal quale è emerso che insalata, cicoria, bietole, spinaci svolgono un ruolo importante nel prevenire il tumore al seno che, in Italia, colpisce ogni anno circa 42 mila donne ma che se diagnosticato nella sua fase iniziale, viene guarito nel 90 per cento dei casi.

In particolare, nel nostro Paese la ricerca ha coinvolto 31mila donne sane di età compresa tra i 36 e i 64 anni, di cui si conoscevano il tipo di dieta e lo stile di vita, seguite con regolari controlli per più di dieci anni. In un campione così vasto, sono state circa mille le donne che hanno sviluppato un tumore al seno.

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DIETA E CANCRO

Grazie al confronto del loro stile di vita e delle loro abitudini alimentari con quelle delle pazienti sane, i ricercatori sono giunti alla conclusione che a fare da scudo protettivo contro l’insorgenza del tumore al seno sono state soprattutto le verdure a foglia, sia quelle cotte che quelle crude, ricche di antiossidanti presenti in quantità maggiore sulle foglie. Senza contare inoltre l’effetto benefico aggiunto dall’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva per il condimento delle verdure crude. Ecco perché ogni donna non deve mai farsi mancare, ogni giorno, nella propria dieta alimentare, almeno 200 grammi di verdura a foglie.

Sono numerosi gli studi scientifici che hanno rilevato come dieta e cancro siano fortemente correlati tra loro: leggiamo ancora su “Pink is GOOD” che oggi sappiamo con ragionevole certezza che una dieta sana ed equilibrata è in grado di ridurre fino a oltre il 30 per cento il rischio di avere un tumore.

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