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La parola dell’anno? Usa e getta. È la civiltà dell’orrore e dello spreco che sta tramontando. Per nostra fortuna (foto)

Il dizionario Collins ogni anno fissa la parola-simbolo della stagione. Per il 2018 è «Single use», ovvero «Usa e getta». È il segnale di un cambiamento in un atto, del rifiuto di uno stile di vita che stiamo già modificando

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PAROLA DELL’ANNO

Provate a indovinare la parola dell’anno, quella più usata e più sentita nel mondo, rispetto alle nostre inquietudini, agli interessi che abbiamo, al cambiamento che percepiamo. Ai consumi come alla produzione: una parola che scolpisce il linguaggio globale del presente e ne certifica lo stato dell’arte. Bene, nei vostri panni, secondo i curatori del famoso dizionario inglese Collins, che ogni anno stilano questa speciale classifica, la parola del 2018 è «Single use», che tradotto in italiano significa «Usa e getta». Le parole, come vedete sono più di una, ma il significato, chiarissimo nella sua accezione tanto da non avere bisogno di alcuna spiegazione, è univoco. L’anno precedente, per dare un’idea delle tendenze che impattano così direttamente nei nostri stili di vita certificate dallo studio Collins, la parola 2017, anche qui: le parole, è stata «Fake news», le famose bufale che invadono e inquinano prima la Rete e poi i nostri cervelli.

LEGGI ANCHE: Il manifesto Non sprecare, contro l’inciviltà dell’usa e getta. Leggetelo qui

USA E GETTA PAROLA DELL’ANNO 2018

Perché usa e getta è la parola dell’anno? Dico subito che la spiegazione green, da ambientalismo anni Settanta, non mi convince: ovvero la preoccupazione di un mondo che va a rotoli per il surriscaldamento globale, il clima impazzito, il 60 per cento delle specie animali estinte dal 1970, le catastrofi ormai innaturali, una preoccupazione da Fine della Storia, che sicuramente è una componente importante della popolarità della parola «Usa e getta». Ma non è tutto.

C’è un segnale di cambiamento, un’interpretazione fotografica del cambio d’epoca che stiamo attraversando, che non vanno trascurati. E anzi fanno ben sperare per il futuro. Ormai si sta allargando il bacino delle persone, donne in prima fila, e dopo di loro i giovani e giovanissimi, che applicano in prima persona, e poi provano a contaminare gli altri con il loro esempio, un nuovo stile di vita. Più responsabile, più sobrio, più utile, più sostenibile e condivisibile. Per tutti e da tutti.

Per la nostra comunità questo stile di vita ha un titolo che lo sintetizza, ed è Non sprecare. Usa e getta, è invece l’altro lato della medaglia, ovvero la sintesi della (in)civiltà dello spreco. Dove tutto deve durare poco, nella bulimica corsa alle cose da accumulare, spesso inutilmente. Dove gli oggetti prima del loro valore perdono il senso, la funzione, che non sia quella quantitativa e compulsiva del possesso. Dove i fenomeni che più ci angosciano, pensate alla sozzura delle spiagge, agli alberi che muoiono, alla spazzatura che ci sommerge, e la lista potrebbe essere lunga, molto lunga, nascono ed esplodono proprio attorno alla leva dell’Usa e getta.

PER APPROFONDIRE: Non sprecare, il manifesto per un nuovo stile di vita consapevole e responsabile

COMBATTERE L’USA E GETTA PER VIVERE IN MANIERA RESPONSABILE E CONSAPEVOLE

Si Usa e getta, innanzitutto, per produrre di più anche cose che non servono oppure che già abbiamo. Per sprecare. Ma si Usa e getta per non sentirsi responsabili di ciò che ci circonda, di ciò che abbiamo solo in comodato d’uso, il Bello, la Natura, il Paesaggio. Con la liquidazione poco più che istantanea delle cose, brucia sul falò delle nostre compulsioni anche la capacità di alzare lo sguardo, o allungarlo verso gli altri. E covano l’indifferenza, il rancore, il frantumarsi delle comunità, dai vicini di casa in un condominio al popolo di una nazione.

Tempo fa abbiamo pubblicato un articolo indicando 10 oggetti Usa e getta dei quali sicuramente possiamo fare a meno. Ovviamente è una lucida provocazione, e ognuno deve sentirsi libero di utilizzare nel suo quotidiano ciò che vuole. Ma ciascuno deve anche sentire le conseguenze delle scelte che fa, nessuno può tirarsi indietro. Vi sembra logico, adesso che ne abbiamo parlato tanto, adesso che in tanti, tantissimi, ne fanno a meno, che ancora stiamo a produrre e consumare quantità stratosferiche di bottiglie di plastica, di cannucce, di cotton fioc? Di tutto ciò che poi non sappiamo né smaltire né riciclare. Ma la curva ormai l’abbiamo girata, la nostra consapevolezza virale è molto cresciuta e Usa e getta è la parola del 2018 perché certifica il tam tam contro uno stile di vita che stiamo archiviando. Per nostra fortuna.

COME NON SPRECARE BENI MATERIALI E IMMATERIALI:

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