«L’indifferenza è la paralisi dell’anima» (Anton Cechov)

Una morte prematura: l'indifferente uccide i sentimenti, ha lo sguardo puntato sul suo ombelico. Ed è condannato alla solitudine.

effetti negativi indifferenza

Molti racconti del grande scrittore Anton Čechov sono attraversati dal tema dell’indifferenza.  I suoi personaggi spesso non sono malvagi; sono passivi, incapaci di agire, di aiutare gli altri o di dare un senso alla propria esistenza. In questa passività non c’è soltanto una forma di decadimento spirituale, un appannarsi dei sentimenti e delle emozioni, ma anche quella che lo scrittore definiva “una morte prematura”. Non si muore all’improvviso o in modo prematuro: ci si spegne gradualmente, rinunciando al coinvolgimento con il mondo e innanzitutto con gli altri.

Provate a fare un test: a quante persone, nella vostra vita, siete davvero interessate? Quante entrano dritte nel vostro cuore, vi colpiscono anche con il più banale dei gesti? Poche, molto poche. Questo non significa che siete persone cattive, ciniche, oppure spente. In realtà siete stati colpiti dal virus dell’indifferenza, che vi impedisce di vedere l’altro, specie se lo percepite come diverso da voi.

  • L’indifferenza raffredda i sentimenti. Una persona indifferente è condannata a varcare la soglia della solitudine, il suo cuore non si accende mai, Per nessuno. Invecchiando prima del tempo, l’indifferente è come una candela che si spegne, neanche troppo lentamente.
  • L’indifferenza segna la morte prematura di una persona biologicamente viva, ma che ha smesso  di provare empatia, curiosità, amore, indignazione o compassione. E ha perso una parte essenziale della propria umanità. L’indifferenza non è semplicemente assenza di emozioni: è il ritiro dalla vita morale e relazionale. E senza gli altri la vita perde di senso e di significato, oltre al fatto che diventa decisamente più pesante.
  • L’indifferenza non si giustifica con la fatica di mantenere vivi i rapporti umani. Sicuramente tutti abbiamo una capacità limitata di investire tempo, attenzione ed energie emotive, specie con il passare degli anni. Costruire un legame profondo richiede conoscenza reciproca, fiducia, memoria condivisa e disponibilità. Talvolta fatica. Ma tutto questo non può trasformarsi nell’alibi che motiva la nostra scelta di campo dalla parte degli indifferenti.
  • L’indifferenza avvelena il pozzo della curiosità. Abbinata spesso al cinismo, l’indifferenza è uno stato di torpore rispetto al mondo che ci circonda. La curiosità non riesce a farsi largo, la conoscenza ristagna. lo sguardo è puntato solo su proprio ombelico.
  • L’indifferenza è una sconfitta. Secondo Einstein, la pericolosità del mondo non deriva dalla  naturale malvagità dell’uomo, ma dall’indifferenza di quanti assistono a questa malvagità senza muovere un dito. Sono uomini e donne che hanno perso la loro scommessa per una vita piena.
  • Quando l’indifferenza colpisce la maggioranza di una comunità, a soffrirne in modo particolare sono i più deboli, le persone che più hanno bisogno di sostegno e solidarietà.

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