La guerra non si può umanizzare, ma solo abolire (Albert Einstein)

Non esistono guerre inevitabili o necessarie. E non esistono guerre che non segnano le nuove generazioni.

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Albert Einstein conosceva bene il dramma della guerra e negli anni maturò una posizione molto radicale, e attualissima: secondo lui la guerra è, per sua natura, incompatibile con l’umanità e con l’etica. E non esiste alcuna giustificazione alla guerra.

Non esistono guerre che non siano disumane. Con morti e feriti che vanno ben oltre i dati riportati poi dagli storici di un conflitto. È stato calcolato che nelle guerre del ventesimo morti sono morti 191 milioni di persone, in maggioranza civili: per ogni persona uccisa direttamente, altre nove ne muoiono per cause indirette.

Non esistono guerre che iniziano e sappiamo quando finiscono. Magari non finiscono mai, come la guerra tra gli arabi e palestinesi, fonte a sua volta di altri conflitti, in tutto il mondo.

Non esistono guerre inevitabili.  O comunque necessarie. In ogni guerra c’è sempre un prologo che poggia le sue ragioni sulla sopraffazione, sulla violenza e sull’idea di dominare il nemico.

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Photo credit: Grand Warszawski / Shutterstock.com

Non esistono guerre che non lasciano segni di distruzione. A lungo, molto a lungo.  Tutti diventano più poveri, specie chi è già povero prima del conflitto. Arretrano il benessere collettivo, il progresso, la libertà di pensiero e di scambio, le condizioni sanitarie di interi pezzi di mondo.

Non esistono guerre che non vadano abolite. La pace è una e universale. Senza se e senza ma.

Non esistono guerre che non pesano sulle future generazioni. E dunque non c’è nulla di meno sostenibile della guerra.

Photo credit immagine di copertina: Drop of Light / Shutterstock.com

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