Femminicidi in Italia: le mance agli orfani non sono la soluzione
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Femminicidi in Italia: le mance agli orfani

Mentre ogni settimana una mamma viene uccisa da uomini violenti, agli orfani dei femminicidi sono andati meno di un euro su 24. Una legge sprecata, mai applicata

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Il ritmo è impressionante: più di un femminicidio a settimana. E la maggioranza avvengono dentro le mura domestiche, con uomini violenti e assassini, truccati da genitori. Tra le vittime di questa strage (aumentata anche per effetto del Covid-19 e dei lunghi periodi di lockdown, quando le denunce sono schizzate del 120 per cento) ci sono anche i bambini, rimasti orfani. Per loro esiste una legge, un finanziamento annuo, un organismo per erogare gli indennizzi: peccato che il risultato sia pari quasi a zero.

COME FERMARE LA VIOLENZA SULLE DONNE

Ma c’è un aspetto ancora più grave, a proposito di tendenze. Dal 2018, quando eravamo arrivati a un caso di femminicidio ogni 72 ore, gli omicidi che hanno visto le donne come vittime sono diminuiti. Ma adesso tornano a salire le persone di sesso femminile uccise da mariti, ex mariti, conviventi, ex conviventi. Tutto quasi sempre nelle mura di casa. D’altra parte, secondo l’Onu, dallo scoppio della pandemia la violenza sulle donne è aumentata del 20 per cento. Da un lato aumenta la rabbia e la violenza degli uomini; dall’altro versante con le restrizioni in atto e la crescente insicurezza economica è aumentata la vulnerabilità delle donne.

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VIOLENZA SULLE DONNE

Le donne, come dimostrano i numeri delle chiamate al numero verde, provano a urlare il loro dolore, le loro richieste di aiuto e la loro solitudine. Si danno da fare anche attraverso comitati, incontri, manifestazioni, interviste, tutto ciò che è possibile. Ma lo strumento operativo più importante di questa battaglia di vita e di civiltà, i Centri antiviolenza, restano bloccati da mancanza di fondi e da problemi burocratici. Stesso discorso per le associazioni che svolgono questa preziosa attività di supporto alle donne sul territorio, nella prima linea del fronte.

Secondo una documentata denuncia di ActionAid Italia, si spende poco, quasi nulla di quanto è necessario invece mettere in circolazione con trasparenza e rapidità, e tirando le somme si scopre che la burocrazia italiana blocca 2 euro su 3 destinati alle attività di assistenza alle donne colpite dalla violenza maschile.

Ecco: ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo, durante i quali si parla di violenza sulle donne, in Italia dovremmo avere questi dati stampati nella testa.  Le parole e le ricorrenze non bastano più. Adesso servono fatti.

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COME SCONFIGGERE LA VIOLENZA SULLE DONNE

Secondo l’Istat, in Italia 6 milioni e 788mila donne hanno subito qualche forma di violenza nella loro vita. Un’enormità. Una scandalosa enormità.  Condivisa a livello globale: una donna su tre nel mondo ha subìto violenza fisica o sessuale da parte di una persona diversa dal proprio partner (World Health Organization).

E sui motivi, le cause, la genesi, di questa onda lunghissima di violenza, abbiamo già detto e scritto tutto e il contrario di tutto. Ognuno è libero di avere l’opinione che vuole, ma una cosa è certa: dobbiamo provare a fermare l’onda che ci sta sommergendo.

E veniamo alle cose da fare, ora e subito. I femminicidi non solo non diminuiscono, ma aumentano a ritmi impressionanti110 dall’inizio dell’anno. E ogni volta ci sono tante vite che si spengono o vengono messe paurosamente a rischio. Per esempio quelle dei figli orfani. Soltanto in un mese sono rimasti orfani, senza né padre né madre, 16 figli. Come si possono aiutare, concretamente? Nel Paese delle leggi per tutti e contro tutti, con una vera bulimia di norme, non c’è nulla di specifico per questi figli, mentre altre categorie di orfani (pensiamo alle vittime del terrorismo o del lavoro al servizio dello Stato) ci sono. Serve un programma, che coinvolga anche istituzioni, associazioni di settore e amministrazioni locali, per gestire, sostenere (anche sul piano economico) e accompagnare gli orfani della violenza sulle donne. A scuola, in una casa, con il calore di una famiglia, nella società. Pensate che il 98 per cento delle famiglie affidatarie degli orfani dei femminicidi non ha mai ricevuto un euro di sostegno, mentre soltanto in pochi, pochissimi comuni esistono dei servizi specializzati per assistere minori che sono stati colpiti da questo tipo di tragedie e di traumi.

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VIOLENZA SULLE DONNE

Purtroppo sono tante le donne che non denunciano gli uomini colpevoli della violenza, e preferiscono subire in silenzio lo sfregio, fino a mettere continuamente a repentaglio la propria vita. Anche per questo, per assistere, intervenire nell’emergenza, aiutare nel delicato passaggio di una denuncia, già negli anni Ottanta sono stati creati i Centri antiviolenza. Non sono luoghi della burocrazia assistenziale, o dello spreco del denaro pubblico che conosciamo in tanti gironi: sono postazioni di civiltà che vanno sostenute e supportate. E non possiamo affidarci sempre e soltanto alla generosità dei volontari, che oggi sono quelli che consentono a questi Centri di sopravvivere. Mentre tanti sono costretti a chiudere per mancanza di fondi.

Nonostante l’assurda situazione di precarietà nei Centri di violenza italiani vi passano oltre 14mila donne l’anno, e questo vi fa capire l’importanza decisiva di questi luoghi. Il governo, il Parlamento, si diano una mossa e garantiscano, senza più andare a rincorrere le solite frasi fatte contro la violenza, la sopravvivenza e il rafforzamento dei Centri antiviolenza sulle donne. Questo serve. E allora sì che potremo dire di avere fatto qualcosa nella direzione indicata dallo slogan di una campagna di mobilitazione tutta da sostenere, Non una di meno.

AIUTI AGLI ORFANI DEI FEMMINICIDI

Per gli orfani dei femminicidi, anche se con grande ritardo, in Italia dal 2020 esiste una legge che prevede  diversi tipi di aiuti, dall’assistenza sanitaria a un assegno mensile, fino all’accoglienza in nuove famiglie. Accade spesso che l’assassino, dopo avere ucciso la donna, si tolga la vita e così i figli restano soli. Lo Stato ha stanziato 12 milioni all’anno per aiutare gli orfani dei femminicidi e ha istituito un Commissariato per il Coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati intenzionali violenti, guidato dal prefetto Felice Colombrino. Ma siamo in Italia, dove spesso le buone leggi naufragano al momento di applicarle. Come in questo caso: soltanto un euro su 24  è andato a favore degli orfani. Il resto dei soldi marciscono nei cassetti del ministero. Problemi burocratici, procedure troppo complicate, scarsa conoscenza dell’esistenza della legge. Risultato: una buona occasione per aiutare le vittime dei femminicidi sprecata nel nulla.

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