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Cristina, una vita dedicata alle donne per aiutarle a superare il trauma della violenza

Coordinatrice della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, Cristina Carelli da anni si impegna per combattere quella che considera una vera e propria piaga sociale, che è tutt’atro che debellata. Per riuscire a vincere questa battaglia è convinta che sia necessario fare un profondo lavoro di prevenzione nelle scuole

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SCONFIGGERE LA VIOLENZA SULLE DONNE

Le parole non bastano. C’è scritto questo su un manifesto appeso su una parete della Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano, un baluardo contro la violenza e dell’assistenza a chi è rimasta vittima della crudeltà. A gestirlo c’è una donna speciale che con le parole ci sa fare ma che negli anni ha imparato principalmente ad ascoltare. Si tratta di Cristina Carelli, che da anni coordina il centro lavorando al rispetto e ai diritti, soprattutto quelli che non sono stati ancora riconosciuti, per evitare lo scempio della violenza sulle donne.

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CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE

Per sconfiggere la violenza sulle donne Cristina lavora undici o dodici ore di lavoro al giorno che vengono suddivise tra le urgenze, i corsi di formazione nelle scuole, i progetti e la gestione della Casa che conta 11 dipendenti e ben 50 volontarie. Gli sforzi principali della struttura sono orientati ad attutire il primo impatto che è sempre la fase più critica per qualsiasi donna. Quando arrivano nella Casa dopo aver subito una violenza, spesso non hanno voglia di parlare, sono diffidenti, aggressive e temono di essere etichettate. Per far cedere questo muro di riservatezza e vergogna, racconta Cristina, è necessario rassicurarle e stabilire un’alleanza, valutando insieme le possibili vie d’uscita e le soluzioni di sicurezza.

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PREVENIRE LA VIOLENZA SULLE DONNE DALLA SCUOLA

La parola d’ordine per Cristina e le sue dipendenti della Casa, tutte rigorosamente donne (una scelta ragionata per venire incontro alle ospiti che hanno bisogno di ricostruire totalmente il loro rapporto con il genere maschile) è accoglienza. Con loro, infatti, è necessario diventare una specie di figura materna sostitutiva, perché spesso le loro madri biologiche sono coinvolte nel silenzio, sono minacciate e temono per la vita propria e delle persone intorno. Un dramma che per Cristina è necessario arginare sin dalle scuole perché sono sempre di più i “ragazzini violenti”. Per questo è importante fare un lavoro di prevenzione nelle classi discutendo delle relazioni, dei modelli, degli stereotipi e della doppia morale diffusa. Perché solo agendo alle radici si può estirpare questo male.

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano

STORIE DI DONNE CORAGGIOSE