Cosa sapere su insalate in busta - Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Insalate in busta, uno spreco di salute e di soldi. Una volta aperta va comunque consumata subito

Il costo dell’imballaggio, di plastica, alla fine lo paga il consumatore. Il sapore può essere alterato. E i consumi di acqua volano, per il doppio lavaggio

di Posted on

COSA SAPERE SU INSALATE IN BUSTA

Nei supermercati è quasi la regola. Ma bisogna dire che insalate, ortaggi e anche frutta, in confezioni di plastica, le classiche buste, sono da evitare. Per motivi che comprendono le precauzioni d’igiene, il sapore del prodotto, e gli sprechi incorporati in questa soluzione dominata dall’uso della plastica. Accompagnata dal piffero magico, e falso, che vorrebbe farci credere che le confezioni in busta sono più pratiche, più comode e più facili da preparare prima di portarle e tavola.

LEGGI ANCHE: Come lavare ed igienizzare bene la frutta e la verdura in maniera naturale

RISCHI INSALATE IN BUSTA

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Applied and Environmental, le insalate in busta richiedono un uso e un consumo molto prudente in quanto il taglio delle foglie favorisce la salmonella. Da qui la necessità, una volta aperta la confezione, di mangiare subito l’insalata e quindi il rischio di sprecarne una buona parte.

Ma ci sono anche altri motivi per i quali è sconsigliabile l’acquisto dell’insalata in busta. Vediamo i più importanti.

PER APPROFONDIRE: Come lavare l’insalata (video): acqua tiepida con bicarbonato

PERCHÉ EVITARE LE INSALATE IN BUSTA

Se proprio non riuscite ad acquistarla fresca, dovete almeno preoccuparvi di lavarla prima di condirla. L’insalata in busta, anche se privata degli elementi di scarto e dotata di un’etichetta riassicurante, dove è riportata la dicitura “tagliata, lavata, asciugata e pronta da condire”, non è sterilizzata. Questo la espone alla contaminazione ed alla moltiplicazione dei batteri con il passare del tempo (in materia esiste uno studio molto approfondito dell’università di Torino). Oltre al fattore igienico, vi sono altri cinque motivi per cui preferire l’insalata fresca a quella in busta.

  • Troppa plastica. Il conto della confezione lo paga il consumatore poiché i costi di imballaggio ricadono sul prezzo finale. Ogni confezione richiede un sacchetto di plastica ed in alcuni casi anche una vaschetta. Questo comporta un costo industriale ed ambientale notevole.
  • Fa sprecare acqua. Comprando l’insalata fresca non solo evitiamo l’imballaggio ma consumiamo anche meno acqua. La pulizia effettuata durante il confezionamento industriale, infatti, non è sufficiente a rimuovere le impurità, costringendoci a consumare ulteriore acqua. In pratica, l’insalata imbustata viene lavata almeno due volte. La prima, talvolta, anche con il cloro che altera il sapore.
  • Rapporto costo-qualità. L’insalata in busta è comoda, se si ha poco tempo da dedicare alla spesa, tuttavia il costo è decisamente alto rispetto a quello dell’insalata fresca.  Le insalate pronte sono tre volte più costose rispetto all’insalata fresca, quindi, con i soldi che spendiamo per acquistare una busta da 250 grammi, potremmo comprare un bel cespo di lattuga da un chilo.
  • Non aiuta l’ambiente. Prima di arrivare sulla nostra tavola, frutta e verdura passano attraverso numerose fasi, che comportano notevoli emissioni di CO2. La produzione di insalata in busta, a livello industriale, richiede inoltre un elevato consumo di energia. Tutto ciò influisce sul prezzo finale e non dà, al consumatore, nessun beneficio in termini di qualità.
  • Si altera più facilmente. Come la maggior parte dei prodotti da frigo, anche l’insalata confezionata risente degli sbalzi di temperatura. Quindi, a differenza di quella fresca, bisogna mantenere sempre la catena del freddo dopo l’acquisto. Altrimenti, corriamo il rischio che ci sia una proliferazione dei batteri presenti sulle foglie, mettendo in pericolo la nostra salute.

cosa-sapere-su-insalate-in-busta-rischi (1)

INSALATE: LE NOSTRE RICETTE

Shares

LEGGI ANCHE: