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Troppa tecnologia fa male

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Cinque scienziati americani sono da alcuni giorni in navigazione in canoa lungo il fiume San Juan incastrato nel deserto dello Utah, a 300 chilometri dal primo centro abitato. Portano avanti un esperimento e un confronto scientifico partendo da un presupposto: la totale disconnessione da qualsiasi gadget elettronico. I cinque neuroscienziati intendono verificare se, attraverso la disintossicazione tecnologica, cioe’ il silenzio di telefonini, computer, videogiochi, radio e tv, il cervello funziona meglio. O meglio; riprende le sue capacita’ cognitive e non si affanna nella dispersiva rincorsa degli infiniti stimoli ai quali siamo quotidianamente sottoposti con l’uso e l’abuso della tecnologia e del suo campionario di strumenti e di applicazioni.
In America la discussione sui guasti dell’iper-connessione e’ molto serrata. La Kaiser Family Foundation ha calcolato il tempio medio che gli adolescenti trascorrono utilizzando i programmi di computer, iPod, iPad, cellulari, e cosi’ via. Il totale e’ impressionante, e si arriva fino a dodici ore al giorno di immersione nella realta’ virtuale, pericolosamente distanti dalla vita reale. Da qui gli sforzi che il cervello deve fare per assecondare il nostro uso ossessivo dei gadget elettronici, attraverso un’attivita’ multiasking che significa fare piu’ cose contemporaneamente, inviare un sms e scaricare musica sul cd, scrivere una mail e giocare con una playstation. Il risultato di tanta fatica e’ la perdita di concentrazione, ma anche l’incapacita’ di analizzare i fatti con la dovuta consequenzialita’.
L’overdose tecnologica in realta’ e’ un grande spreco. Di tempo, energie, risorse intellettuali, rapporti umani. Sentimenti. Di fronte a strumenti meravigliosi per le opportunita’ che offrono, e in continua evoluzione grazie alla spinta della ricerca e del mercato, rischiamo di trasformare l’universo di Internet da uno spazio di liberta’, come ci e’ stato consegnato dal primo momento, in una gigantesca prigione in cui restiamo intrappolati con il nostro uso compulsivo dei gadget.
In attesa di conoscere i risultati dell’esperimento in canoa dei cinque neuroscienziati americani, che ci racconteranno gli effetti della loro cura disintossicante, possiamo tutti, con molta semplicita’, provare ogni tanto a staccare la spina. Magari per sostituire un dialogo virtuale, per via elettronica, con una piacevole conversazione guardando negli occhi nostri interlocutori.