Stop al rumore delle auto: la ricetta dell'Ue | Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Stop al rumore delle auto: la ricetta dell’Ue

di Posted on

Dopo oltre vent’anni d’attesa, la Commissione europea ha proposto nuovi standard per ridurre le emissioni acustiche prodotte da veicoli privati, pubblici e mezzi commerciali.

Da oltre quarant’anni, i limiti per le emissioni acustiche dei trasporti sono regolate dalla direttiva 70/157/CEE e l’ultima revisione del documento è avvenuta nel 1992, ma i cambiamenti fatti sono stati trascurabili rispetto a quanto si sarebbe potuto, considerando anche tutti gli avanzamenti tecnologici che sono stati fatti in questo campo per le automobili.

Il problema è che più di 200 milioni di cittadini europei sono esposti per lungo tempo ad alti livelli di rumore proveniente dalle strade, fattore che oltre ad aumentare lo stress mette a rischio la salute. Il rumore del traffico, infatti, è uno dei problemi ambientali più diffusi in Europa ed è secondo in termini di pericolosità solo all’inquinamento dell’aria. Rispetto a quanto sostenuto dalla World Health Organisation, l’esposizione prolungata a livelli dannosi di rumore è causa di numerose patologie cardiovascolari, disturbi del sonno, danni all’udito e problemi d’apprendimento nei bambini.

La proposta della Commissione vuole ridurre di 4 decibel le emissioni acustiche delle automobili e di 3 decibel quelle dei mezzi pesanti in quattro/cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Questo significa che, se la norma sarà approvata nel 2012, sarà effettiva a partire dal 2016/2017.

Il provvedimento si basa su un approccio in due fasi:
  • Fase 1: riduzione di 2 decibel per le emissioni acustiche dei nuovi modelli di auto e una riduzione effettiva di 1 decibel per i nuovi mezzi pesanti a due anni dall’adozione della legge (2014 se la legge viene approvata nel 2012);
  • Fase 2: ulteriore riduzione di 2 decibel sui nuovi modelli di auto, furgoni e mezzi pesanti, due o tre anni dopo la prima fase (2016/2017 se la legge viene approvata nel 2012).

Nel momento in cui anche il secondo obiettivo verrà raggiunto, il limite effettivo di emissioni acustiche sarà di 68 decibel per le autovetture, 70 decibel per i furgoni e 78 decibel per i mezzi pesanti.

In ogni caso, all’inizio, questi standard saranno applicati soltanto ai mezzi di nuova produzione. I limiti saranno obbligatori anche a tutti i tipi di vetture in vendita, ma questo non accadrà prima di due anni dal raggiungimento della seconda fase (presumibilmente nel 2018).

Dal momento che la scala dei decibel è logaritmica, ridurre le emissioni acustiche di 3 decibel equivarrebbe a dimezzare il rumore causato dal traffico.
Questo si tradurrebbe in una migliore qualità della vita per la maggior parte dei cittadini europei che vivono in contesti urbani. Il processo, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza veloce, considerando che le applicazioni tecnologiche di riduzione del rumore per auto sono già praticamente pronte per essere applicate su vetture e camion. Inoltre, vetture più silenziose consentirebbero alle autorità pubbliche, a cui già manga denaro, un notevole risparmio sulle barriere acustiche che ora sono obbligati a installare lungo le strade.

«Nonostante la proposta vada nella giusta direzione, avrebbe dovuto spingersi oltre e più velocemente – ha detto Nina Renshaw, vice direttore di Transport and Environment -. La vasta maggioranza di automobili adesso sul mercato rispetta solo il primo livello della proposta della Commissione e appena un quarto arriva ai limiti fissati per la fase 2. È chiaro che questi standard non sono abbastanza rigidi. Ogni anno muoiono 50.000 persone a causa di patologie cardiache provocate dal rumore dei trasporti, è ovvio che il problema merita un’azione più forte».   

Anche le associazioni ambientaliste hanno sottolineato la pericolosità del problema e hanno richiesto un ulteriore taglio dei livelli di rumore entro il 2020. La preoccupazione riguarda soprattutto i limiti per i veicoli pesanti che non sono abbastanza restrittivi: i camion rappresentano solo il 3% del totale dei veicoli, ma sono responsabili della metà delle emissioni acustiche.

Su questo tema, uno spunto di riflessione lo offre la mobilità elettrica. Se, da una parte, è giusto pensare alla diminuzione del rumore delle vetture termiche, dall’altra sarebbe ancor più corretto riflettere sul fatto che i mezzi elettrici sono a emissioni zero, in tutti i sensi, CO2 e rumore compresi.

Per quanto riguarda, invece, la proposta appena presentata, il prossimo passo burocratico è l’approvazione del Parlamento Europeo e degli Stati Membri.

(Un ringraziamento a Emanuele Bompan per la segnalazione delle fonti)

Virgilio Go Green
Shares