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Più studenti in agraria, ma meno terra da coltivare

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Aumenta l’età media di chi lavora la terra e il ricambio generazionale diventa sempre più lento. Nel comparto agricolo solo il 3,4 per cento di giovani conduttori è sotto i 35 anni e meno del 7 per cento sotto i 40. Tradotto in numeri significa che sono solo 112 mila le aziende agricole che sono guidate da giovani su un totale di 1,6 milioni di imprese del comparto sparse su tutto il territorio nazionale.

Nonostante l’interesse per la terra da parte delle giovani generazioni sia in costante aumento, manca la disponibilità di terra e le agevolazioni per l’acquisto.

A questo si aggiunge il fatto che la burocrazia esaspera le procedure e allunga i tempi. Insomma, il turn over in agricoltura – unico settore in cui la disoccupazione è contenuta da un aumento del numero di occupati (un incremento medio del 2 per cento pari a 8.100 unità), è “frenato” da una serie di “lungaggini” e per mancanza di terra. Se la Confederazione italiana agricoltori chiede la creazione di una Banca della Terra, archivio pubblico gestito dall’Ismea che raccolga i terreni demaniali da destinare ai giovani agricoltori, la Confagricoltura ricorda che il settore primario garantisce occupazione a circa un milione di lavoratori.

Offrendo nuovi spazi ai giovani: quasi il 50 per cento di chi lavora in agricoltura ha meno di 40 anni e la metà di questi è sotto i 29 anni. A testimonianza dell0interesse crescente delle giovani generazioni nei confronti del lavoro nei campi, è il boom registrato dalle iscrizioni alle facoltà di Agraria.

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