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L’errore di confondere la genialità con l’intelligenza

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Come abusiamo della parola genio! Un bravo avvocato, un bravo medico, un bravo manager, un bravo affarista, un bravo conduttore vengono subito considerati dei geni. No, il genio non e’ un uomo piu’ intelligente o piu’ abile degli altri, ma uno che pensa in modo diverso e fa cose che essi non potrebbero mai fare. Alcuni eccellono in un solo campo, per esempio la musica, come Mozart o Beethoven, altri in diversi campi, come Michelangelo, che era scultore, pittore ed architetto. O Leonardo, che si poneva problemi inimmaginabili nella sua epoca, o Galileo, che ha rivoluzionato la fisica e l’astronomia.

I geni militari fanno mosse che agli altri non verrebbero mai in mente perche’ guardano dove guardano tutti. Napoleone a Tolone con un colpo d’occhio ha visto che spostando l’artiglieria in un luogo diverso, la flotta inglese sarebbe stata sconfitta. Cesare a Fa’rsalo ha lanciato un attacco da un punto cosi’ imprevedibile che l’esercito nemico e’ fuggito nel panico. Spesso essi hanno anche una grande versatilita’. Napoleone ha riformato i codici e l’urbanistica, Cesare era un bravo ingegnere e un grande scrittore, Alessandro un fondatore di citta’.

Non sempre queste straordinarie capacita’ portano ad una personalita’ armonica. I grandi uomini compiono anche azioni sconcertanti, esagerate, o errori grossolani. Alessandro beveva in modo smodato, Napoleone si e’ fatto intrappolare a Mosca, Cesare ha licenziato la sua scorta appena prima di essere ucciso. E tutti e tre avevano spaventosi eccitamenti nervosi che sfociavano in crisi epilettiche. Ma e’ sbagliato associare genio a sregolatezza. La sregolatezza e’ piu’ frequente nei mediocri che si abbandonano ad eccessi, esagerano per differenziarsi dagli altri, per apparire originali. I veri geni invece sono capaci di progetti a lungo termine, sono estremamente rigorosi e si prendono cura anche dei minimi dettagli perche’ non sopportano cio’ che non e’ perfetto.

Un’altra caratteristica del genio e’ che riesce sempre a vedere la soluzione piu’ semplice, piu’ diretta, quella che, successivamente, gli altri troveranno ovvia. Ma che sia ovvia lo vedono solo dopo, prima la ritenevano irrealizzabile, assurda. Il giudizio che soprattutto i colleghi e gli addetti ai lavori danno del genio e’ percio’ quasi sempre sbagliato: prima lo considerano troppo fantasioso, poi banale. E nemmeno il conclamato riconoscimento li rende obbiettivi perche’ se prima lo deridevano, dopo lo invidiano.