Il test per capire se soffrite di ansia, stress o depressione

Conosciuto anche come DASS-21, può essere un primo approccio per comprendere se si manifestano sintomi correlati. Informazioni che uno specialista potrebbe usare per fornire una diagnosi dettagliata.

Test ansia stress depressione

Il DASS-21 (Depression Anxiety Stress Scales – 21 items) è un questionario di autovalutazione usato per misurare tre dimensioni psicologiche separate:

  • Depressione
  • Ansia
  • Stress

Non è un test diagnostico clinico, ma uno strumento di screening: serve a capire quanto sono presenti alcuni sintomi, non a stabilire una diagnosi.

Come funziona

Il test contiene 21 domande, divise in 3 gruppi da 7:

  • 7 item per la depressione
  • 7 item per l’ansia
  • 7 item per lo stress

Ogni domanda chiede quanto hai provato un certo stato nella settimana precedente.

Ogni item ha una scala da 0 a 3:

  • 0 = mai
  • 1 = qualche volta
  • 2 = spesso
  • 3 = quasi sempre / quasi sempre vero

Esempio di item:

  • “Ho avuto difficoltà a rilassarmi”
  • “Mi sono sentito senza speranza”
  • “Ho avuto il cuore accelerato senza motivo”

A questo punto potete calcolare il punteggio:

  1. Sommate I punteggi delle 7 domande per ciascuna scala (depressione, ansia, stress)
  2. Ottenete 3 punteggi separati
  3. Poi si moltiplica ogni punteggio per 2 (perché il DASS-21 è la versione breve del DASS-42)

I punteggi finali vengono confrontati con fasce di gravità:

Depressione

  • normale
  • lieve
  • moderata
  • severa
  • estremamente severa

Ansia

  • normale
  • lieve
  • moderata
  • severa
  • estremamente severa

Stress

  • normale
  • lieve
  • moderato
  • severo
  • molto severo

Le soglie precise cambiano leggermente a seconda della versione del manuale, ma il principio è questo: più alto il punteggio, più intensi i sintomi riferiti.

Ovviamente il test non sostituisce una valutazione psicologica o psichiatrica, non distingue tra le possibili cause, e dipende dall’autopercezione. In compenso, può essere al terapeuta per la diagnosi e la cura.

Stress positivo o negativo

L’Istituto Superiore di Sanità, ISS, definisce lo stress come una risposta psicologica e fisiologica che l’organismo mette in atto nei confronti di compiti, difficoltà o eventi nella vita valutati come eccessivi o pericolosi. La prima sensazione in caso di stress è la grande pressione mentale ed emotiva. Bisogna tuttavia distinguere tra stress positivo e stress negativo. Infatti, di per sé, lo stress è di entità neutra e nell’organismo consente di applicare gli adattamenti adeguati in base agli stimoli ricevuti quotidianamente. Lo stress può considerarsi positivo quando è controllato ed è gestito per superare un esame, prepararsi ad un colloquio o allenarsi per una competizione. Diventa invece negativo quando non si attenua con il tempo e viene accumulato fino a creare un sovraccarico. In questo caso, l’intero corpo ne risente: muscoli, cellule e organi.

Le cause di uno stress prolungato negativo possono essere dovute a molteplici motivazioni come ad esempio:

  • Morte di un familiare o di un coniuge
  • Ospedalizzazione propria o di un familiare
  • Incidenti
  • Malattia
  • Problemi lavorativi
  • Problemi economici
  • Insonnia

Eventi o circostanze che possono portare con il tempo a disturbi fisici, emotivi e del comportamento. Una persona che soffre di stress cronico può iniziare a presentare sintomi come:

  • ansia
  • depressione
  • irascibilità
  • tensione
  • agitazione
  • paura
  • preoccupazione costante

Così come anche dolori alla testa, al petto o allo stomaco, quindi, somatizzazioni e disturbi psicosomatici.

test ansia stress depressione

Altri test per ansia, stress e depressione

Oltre il DASS-21 esistono altri test per misurare ansia, stress e depressione. Applicando la stessa tecnica del loro DASS-21, Peter e Sidney Lovibond hanno sviluppato anche i test DASS-42, dove appunto le domande al centro della valutazione raddoppiano e diventano quarantadue.  Il Beck Depression inventory (BDI), invece, è un test specifico per misurare la depressione e il Beck Anxiety Inventory (BAI) è specifico per l’ansia.  Ovviamente questi test servono solo a offrire strumenti aggiuntivi per arrivare a una diagnosi con relativa terapia da parte del medico curante

Quando l’ansia diventa patologica

L’ansia, come già accennato, in alcuni periodi della vita e in dosi lievi è del tutto naturale. Questa condizione psicologica si presenta sotto forma di preoccupazione e paura costante ed eccessiva o ingiustificata a un input che è fonte di stress. Di per sé, una sensazione di ansia, sperimentata entro certi limiti, è normale e permette di reagire in caso di stress o anomalie. Difatti, questa funge da campanello di allarme sin dagli albori dell’umanità. È un vero meccanismo di autodifesa che avverte l’individuo in caso di pericolo, di paura o situazioni spiacevoli. L’ansia diventa patologica quando inizia a ostacolare lo stile di vita di una persona. In particolar modo, l’ansia si trasforma in una malattia quando è costante, affligge l’individuo in maniera sproporzionata ed esagerata rispetto alla situazione reale dei fatti e inizia a limitare le normali attività quotidiane.

I sintomi della depressione

Il Test ansia-stress-depressione consente di far luce anche sui sintomi legati alla depressione che un soggetto potrebbe sperimentare inconsciamente. In accordo con i dati forniti dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è una condizione clinica che colpisce in media 5 persone su 100 nel mondo. E l’occidente sembrerebbe essere l’area del pianeta più soggetta alla malattia. Nel Manuale Diagnostico-Statistico, DSM-IV, sono riportati i sintomi che un paziente affetto da depressione deve manifestare. In particolare, il soggetto deve presentare almeno 5 sintomi riportati nella lista, sperimentati per almeno 14 giorni consecutivi e che abbiano rappresentato un sensibile cambiamento rispetto al periodo precedente. Almeno uno dei sintomi tra umore basso o marcata perdita di interesse o piacere deve essere presente.

Sintomi depressione (costanti e ripetuti quasi ogni giorno)

  • Ipersonnia o insonnia
  • Perdita o aumento di peso
  • Perdita o aumento d’appetito
  • Stanchezza cronica
  • Diminuzione dell’interesse o del piacere
  • Umore basso
  • Senso di colpa
  • Autosvalutazione
  • Ridotte capacità di concentrazione
  • Pensieri ricorrenti sulla morte
  • Tentativo di suicidio

I disturbi dovuti alla depressione possono essere trattati e curati con l’aiuto di specialisti. In genere le persone non sono consce di soffrire di questa condizione clinica e anche nel caso in cui lo fossero, non avrebbero la lucidità o le competenze necessarie per riuscire a risolvere il problema autonomamente. La maniera migliore per trattare la depressione è con l’ausilio di un profilo professionale competente che possa fornire una diagnosi su misura per il paziente e quindi cercare soluzioni mirate.

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