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La grande truffa del gioco d’azzardo

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Ti piace vincere facile? Certo. Peccato che giocando si perda ancora più facilmente e che ogni tanto ci si ammali pure. Intanto però la spesa per il gioco d’azzardo in Italia negli ultimi undici anni è più che quintuplicata, passando dai 14,3 miliardi di euro del 2000, ai quasi 80 del 2011. E per il 2012 ci si aspetta di sfiorare il tetto dei 100 miliardi di euro.

Ieri alla Sapienza di Roma si è svolto il seminario “Ti piace vincere facile? Gioco d’azzardo e pubblicità (ingannevole?)", organizzato dalla campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, “Mettiamoci in gioco”. Un’iniziativa promossa da una ventina di associazioni, tra cui le Acli, l’Anci, l’Auser, il Cnca, la Cgil, il Conagga, l’Arci, la Fict, Libera e altre ancora. Ebbene che cosa è venuto fuori? Che negli ultimi 15 anni si è passati dalla possibilità di fare tre giochi alla settimana in giorni prestabiliti, alla possibilità di farne alcune decine. La maggior parte dei quali praticamente a tutte le ore della giornata. Una proliferazione “voluta da specifiche scelte governative”, ha detto Matteo Iori, pesidente del Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo), a cui è seguita una crescita dei messaggi pubblicitari. Messaggi, tuttavia, non sempre corretti. “Tutti sono tesi a far credere ai giocatori che la vincita sia a portata di mano, che sia facile vincere”, ha spiegato Iori. Ma la realtà è diversa. “Le probabilità di vincere i grandi premi sono una su parecchi milioni a seconda dei giochi – ha specificato –, ma le persone sono comunque attratte dal canto delle sirene che rischia di farli naufragare”. Un canto particolarmente allettante in tempi di crisi, che ha già fatto naufragare un milione di ludopatici, malati di azzardo, che per una slot machine o una puntata al Bingo si sono giocati casa e salute.

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