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PizzAut, il progetto che sostiene il futuro lavorativo dei ragazzi affetti d’autismo (foto e video)

Sentirsi auto-efficaci ed in equilibrio con il mondo. Sono le uniche richieste di questi ragazzi speciali, uniti da un obiettivo: aprire un locale dove poter imparare e, perchè no, anche stare insieme divertendosi

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COME FUNZIONA PIZZAUT

Il desiderio di dare un futuro lavorativo vero ai propri bambini affetti d’autismo e di non fermarsi alla celebrazione annuale della “Giornata nazionale“. Un’idea semplice, una campagna di crowndfunding che ha quasi raggiunto l’obiettivo: aprire un locale gestito da ragazzi speciali.

Stiamo parlando di PizzAut, il progetto pensato da un papà, Nico Acampora, che insieme ad altri genitori ha studiato un modo per avviare un laboratorio di inclusione sociale. Nico ha due figli, Giulia di 12 anni e Leo di 9. Leo è un bambino affetto da autismo. “Con mia moglie abbiamo deciso per anni di pensare al presente di Leo e non al suo futuro. Ma iniziando a conoscere e frequentare altre famiglie con ragazzi autistici ci siamo resi conto che per pensare al suo oggi bisogna lavorare anche sul domani“, racconta Nico. Così, insieme, hanno pensato a un progetto di lavoro. Un modo per cambiare i pregiudizi che esistono soprattutto dell’autismo adulto.

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La scelta della “pizza” parte proprio dal fatto che una volta alla settimana Nico, sua moglie, Giulia e Leo cucinano la pizza insieme. Un modo per mangiare sano e condividere dei momenti felici. Per rendere utile questa attività e farla realizzare anche da altri ragazzi con autismo hanno lavorato insieme alla dott.ssa Ravera, psicologa esperta di autismo.

Il progetto vuole avviare quindi un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi autistici e affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. “I ragazzi saranno avviati ad una prima fase di formazione che consentirà loro di studiare, insieme a psicologi ed educatori, la mansione più adeguata per ciascun ragazzo inserito nello staff. E soprattutto le modalità attraverso le quali farlo sentire auto-efficace ed in equilibrio con il mondo e con le situazioni che in quel momento sta vivendo” spiega Nico.

COS’È PIZZAUT

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In meno di un anno la raccolta fondi per il progetto ha raggiunto poco più di 51.000 euro sui 60.000 previsti. In attesa di  una sede propria, PizzAut si rivolge ai ristoratori e sono molti quelli che accettano di aprire le loro porte ai ragazzi e promuovere l’iniziativa.

Lo spazio dato dai media a PizzArt è stato enorme ed imprevisto. Un’iniziativa presentata qualche mese fa a “Tu Si Que Vales” e che li ha portati dritti dritti in finale. In questo modo si sono aperti un canale di sostenitori come Kekko Silvestre dei Modà.

Ma l’endorsement più alto Nico e gli altri genitori lo hanno ricevuto dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che sul suo profilo Facebook ha scritto: “PizzAut per ora è solo un sogno, un sogno bellissimo che può diventare realtà. Sosteniamo insieme a Kekko questo progetto, per realizzare la prima pizzeria gestita da ragazzi con autismo”.

Questi mesi di sensibilizzazione hanno raggiunto anche molti gentori, che li hanno contattati perchè interessati ad esperienze simili. Sono nati progetti come, ad esempio, PeperonAut, che prevede l’inclusione lavorativa di ragazzi con autismo che si occuperanno della coltivazione, trasformazione e commercializzazione del peperone di Senise Igp.

(Tutte le immagini sono state prese dal profilo Facebook di PizzAut)

QUANDO L’INCLUSIONE FUNZIONA:

  1. Parchi gioco per bambini disabili: inclusione sociale e pari opportunità fin da piccoli
  2. Villaggio Godega 4autism: inclusione e sicurezza sociale per i ragazzi con autismo
  3. “Refugee ScART”, laboratorio di riciclo e inclusione sociale
  4. A Coredo è nata una struttura dove i ragazzi autistici si possono sentire veramente a casa