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Il divorzio non è ecosostenibile

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Quando un matrimonio va all’aria a rimetterci e’ anche l’ambiente. E quando a divorziare e’ l’ambientalista per eccellenza, Al Gore, la questione si trasforma immediatamente in una notizia da prima pagina.

Cosi’ la pensa il blog progressista Huffington Post, che e’ stato il primo a mettere in relazione il disastro matrimoniale dell’ex vicepresidente americano e della moglie Tippi con il riscaldamento climatico e l’inevitabile raddoppio dei consumi energetici.

Una critica supportata dai dati statistici, secondo i quali negli Stati Uniti i divorziati consumano 73 miliardi di kilowattora di elettricita’ e 627 miliardi di galloni d’acqua (1 gallone sono circa 4 litri) che potrebbero essere risparmiati se il matrimonio resistesse.

A causa delle separazioni vengono, inoltre, occupate 38 milioni di case in piu’ con tutte le spese che ne derivano: energia elettrica, riscaldamento, approvvigionamento idraulico.

Le coppie che divorziano negli Usa sono gia’ il 50% ma gli esperti statunitensi prevedono un aumento della percentuale a causa dalle separazioni dei baby-boomers. I figli del benessere post-bellico sono poco inclini, dicono gli analisti, ad affrontare in coppia, in tempo di crisi economica, il disagio dei conti che non tornano.

Poco confortante e’ pure un recente studio della Michigan State University: nelle abitazioni dei divorziati o dei single la spesa pro-capite per l’energia e’ decisamente superiore alla media. Chi vive solo spende 6,9 miliardi di dollari per l’energia e 3,6 miliardi di dollari per l’acqua.

http://www.terna.it/default/Home/Terna_WebMagazine_1/Terna_Ambiente_territorio_249.aspx