Come curare il cuore in estate | Non sprecare
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Cuore in estate, ecco come si protegge. Dieci consigli da tenere ben presenti

Innanzitutto bisogna ricordare che il caldo torrido affatica il cuore. Con un vero lavoro straordinario. E con la perdita di sali minerali. Sì all'attività fisica, non alle esagerazioni

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COME CURARE IL CUORE IN ESTATE

Mai come in estate bisogna stare attenti a non sprecare eccessive energie chiedendo al cuore uno sforzo esagerato. Con il clima torrido, e purtroppo ci sono buone possibilità che andrà sempre peggio, il muscolo cardiaco è già chiamato a un lavoro straordinario. E dunque, per esempio, non è il caso di affaticarlo ulteriormente chiedendogli di affrontare stress fuori luogo per fare, con gli sprechi tipici degli eccessi, il turista in città o il ciclista in montagna. Inoltre, nei mesi estivi, c’è una naturale perdita di sali minerali (innanzitutto sodio e potassio) che, abbinata all’aumento dell’evaporazione, mette a dura prova proprio il sistema cardiocircolatorio.

Una volta chiariti i rischi, e senza esagerare con le paure e le preoccupazioni ma imparando sempre a conoscere il proprio corpo, anche con i suoi limiti, vediamo nel dettaglio il nostro decalogo per non fare correre rischi al cuore durante i mesi e i periodi di grande caldo.

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CONSIGLI PER CURARE IL CUORE IN ESTATE

I liquidi da bere e quelli da evitare
Una corretta idratazione aiuta il cuore a lavorare meglio. Ma quali bevande scegliere? Certamente la pole position è occupata dall’acqua che, come tutti sappiamo, è essenziale per il benessere del nostro organismo nella sua totalità. Per chi non ne fosse a conoscenza, però, diversi minerali presenti in questo prezioso liquido fanno molto bene al nostro cuore. Il calcio per esempio interviene nel processo di coagulazione del sangue e nella contrazione delle cellule muscolari. È stato dimostrato che questo minerale è in grado di ridurre le probabilità di infarto dell’1%.

Il magnesio, invece, protegge e aiuta le cellule muscolari a rilassarsi. Tanto che sono diversi i disturbi cardiaci, in particolare le aritmie, che possono essere generati da una sua carenza. Da uno studio condotto dalla University of Arkansas e pubblicato sul Journal of Nutrition, emerge persino come la disidratazione possa danneggiare le funzioni cardiovascolari al pari di quanto accade nei fumatori incalliti.

Se l’acqua è un toccasana per la salute del cuore, lo stesso non si può dire per le bevande gassate, il cui consumo eccessivo è stato correlato a un aumento del rischio di malattie cardiache sia negli uomini sia nelle donne. Attenzione anche alle bibite zuccherate. Secondo uno studio dell’Institute of Environmental Medicine, pubblicato su BMJ, esiste infatti un collegamento tra il consumo regolare di bevande zuccherate e un maggior rischio di insufficienza cardiaca negli uomini. La moderazione, insomma, resta la regola d’oro.

L’attività fisica più adatta
L’estate è una stagione ideale per dedicarsi a qualsiasi attività fisica purché si evitino le ore più calde, momento in cui, tra l’altro, lo sforzo del cuore risulta maggiore. Tra le discipline outdoor da preferire c’è per esempio il nuoto. Nuotando si effettua un lavoro muscolare prevalentemente aerobico, che produce innegabili vantaggi a livello del sistema cardiocircolatorio. Altro esercizio aerobico capace di favorire la salute del cuore è la camminata, poiché aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e il colesterolo. Sono inoltre diversi gli studi che illustrano come camminare a passo sostenuto per almeno 30 minuti al giorno riduca il rischio di infarto e di ictus del 30-40 per cento. Uno sport da prediligere per la salute del cuore è anche la bicicletta. Non si tratta semplicemente di un’attività aerobica. Pedalare aiuta ad allontanare tensioni e stress, con un chiaro beneficio per il benessere cardiaco, oltre che psicologico.

A tavola
Siamo quello che mangiamo”, asserisce la famosa sentenza del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. In effetti, proprio come l’idratazione, l’alimentazione gioca un ruolo di primaria importanza per la salute del nostro corpo, inclusa quella del cuore. Alcuni cibi possono essere veri e propri alleati di questo organo vitale. È il caso del salmone, fonte di acidi grassi Omega 3.

In estate, è in special modo auspicabile non farsi mancare alimenti ricchi di potassio, macroelemento in grado di ridurre la pressione, di contrastare l’ipertensione e di proteggere il cuore dal caldo e dagli inevitabili sbalzi termici che si subiscono passando dagli ambienti esterni a quelli interni, raffreddati dai condizionatori. Nei mesi più caldi è quindi consigliabile consumare avocado, una miniera di sali minerali. Oltre al potassio, questo gustoso frutto esotico apporta magnesio, calcio e sostanze come gli Omega 3 e l’acido linoleico, grassi buoni alleati di cuore e arterie. Altrettanto utili sono i pomodori, ricchi non solo di potassio ma anche di acqua, di vitamina C e di un importante antiossidante, il licopene. Nel loro insieme, queste sostanze favoriscono la salute del cuore, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. Anche banana e pesca sono cibi da portare a tavola. La banana contiene grandissime quantità di potassio ed è particolarmente adatta dopo essersi sottoposti a un’attività sportiva, perché molto energizzante e fonte di altri minerali, come magnesio e ferro. La pesca non è solo ricca di potassio ma aiuta a dissetarsi, essendo formata per il 90% da acqua.

Il cuore in montagna
Con l’aumento dell’altitudine si riduce la pressione atmosferica, con una conseguente diminuzione della pressione di ossigeno nell’aria. In particolar modo, quando si superano i 2.500 metri, si verificano tutta una serie di cambiamenti nell’organismo tra cui un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, un aumento del numero di globuli rossi con conseguente maggiore densità del sangue nonché un irrigidimento delle arterie. Per questi motivi, per chi soffre di patologie dell’apparato cardiocircolatorio è bene valutare attentamente la possibilità di andare in alta quota, analizzandola con il proprio medico curante.

Per mantenere il cuore in buona salute anche tra le vette, è comunque consigliabile seguire alcuni accorgimenti. In primis, prepararsi fisicamente ai lunghi trekking e alle ascese con adeguati allenamenti nei mesi precedenti. È inoltre essenziale salire ad alta quota progressivamente, soprattutto se si pensa di restarvi per più di sei o sette ore. Una volta giunti a destinazione, va preferibilmente evitato di compiere attività fisiche intense nell’immediato, ritagliandosi un momento di ambientazione, pari ad almeno ventiquattro ore nei casi in cui si è soggetti a disturbi cardiaci.

Il cuore al mare
Il caldo tipico delle zone marine può causare qualche problema al cuore poiché accresce la frequenza cardiaca e favorisce la disidratazione, che a sua volta ostacola i corretti scambi di ossigeno a livello polmonare e dei vasi periferici. Chi è affetto da malattie cardiovascolari, quando è al mare, deve perciò evitare di uscire nelle ore più calde. Nel momento in cui si concede un tuffo, per scongiurare uno shock termico, deve inoltre prestare attenzione alla temperatura dell’acqua che non deve essere mai bassa. In spiaggia, deve preferibilmente sostare nei luoghi ventilati. Da bandire sono infine gli sforzi eccessivi, come lunghe nuotate che, oltre a incidere sul cuore, possono favorire l’insorgenza di crampi muscolari.

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Un consiglio specifico per i bambini
Nei mesi estivi i bambini, soprattutto quelli più piccoli, sono da considerarsi sorvegliati speciali. Oltre a evitare loro inutili affaticamenti legati alle temperature e ai picchi di umidità record, i bimbi vanno tutelati dai colpi di calore, condizioni potenzialmente pericolose che possono provocare danni non solo al cuore, ma anche ad altri organi come cervello e reni. I sintomi che li contraddistinguono sono molteplici: mal di testa, nausea, vomito, respiro rapido, pelle arrossata, sudorazione, ritmo cardiaco accelerato, crampi muscolari e perdita di coscienza. Come evitarli? 

I bambini non devono uscire né praticare attività fisica nelle ore più calde della giornata. Vanno protetti con indumenti leggeri, preferibilmente di lino o cotone, che garantiscono una maggiore traspirazione. Va curata la loro idratazione, aumentandola per reintegrare i liquidi persi attraverso la sudorazione. Devono inoltre permanere in ambienti adeguatamente ventilati. È possibile utilizzare anche il condizionatore, mantenendo però una temperatura di 23-24° e cercando di non far passare in continuazione i piccoli dai luoghi caldi ad altri più freschi o viceversa.

Un consiglio specifico per gli anziani
Gli anziani che soffrono di ipertensione arteriosa, nei mesi estivi devono controllare più spesso la pressione, evitando inoltre gli sbalzi di temperatura dovuti al passaggio da ambienti troppo caldi ad ambienti troppo freddi. Attenzione anche ai farmaci, il cui effetto può essere accentuato dal calore. D’estate, potrebbe risultare necessario cambiare i dosaggi, ovviamente sempre sotto controllo medico.

Sì allo sport, ma con giudizio
Per non affaticare il cuore è bene osservare alcuni accorgimenti, mentre si fa sport nei mesi estivi. Bere piccoli sorsi d’acqua prima, durante e dopo l’allenamento, aiuta a mantenere il corpo opportunamente idratato. Oltre ad assumere acqua, nei casi di sudorazione abbondante, può essere utile il consumo di integratori, ma sempre sotto opportuna consulenza medica e non cadendo nella trappola del fai-da-te.

Anche la scelta dell’abbigliamento indossato durante l’attività fisica è essenziale. È bene mettere al bando gli indumenti sintetici, utilizzando invece appositi prodotti tecnici che consentano un’adeguata traspirazione.

Benefici della bicicletta per il cuorePer lo svolgimento dello sport sono da evitare le fasce orarie diurne centrali, lasso di tempo in cui si possono produrre colpi di calore. Vanno invece privilegiate le prime ore del mattino e quelle del tardo pomeriggio.

A prescindere dallo sport prescelto, è consigliabile infine svolgere sempre un minimo di riscaldamento per preparare il corpo al momento di esercizio fisico più intenso, favorendo contestualmente un aumento graduale della frequenza cardiaca.

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Occhio alle pulsazioni
La frequenza cardiaca, ovvero il numero di battiti che il cuore compie in un minuto, va tenuta sotto controllo. Di seguito sono elencati i parametri che in base all’età sono definibili nella norma:

  • Da 80 a 180 bpm per i neonati;
  • Da 80 a 100 bpm per i bambini;
  • Da 70 a 120 bpm per gli adolescenti;
  • Da 60 a 90 bpm per gli adulti, con una minima differenza tra l’uomo e la donna.

La frequenza cardiaca può comunque subire modifiche, in precisi momenti della giornata o se ci si trova in particolari condizioni. La comparsa di palpitazioni, ovvero una percezione accentuata del proprio battito cardiaco, non è necessariamente indice di una cardiopatia potenzialmente fatale. Anche molti soggetti non cardiopatici presentano palpitazioni che possono per esempio essere causate da stress, ansia, depressione e attacchi di panico.

Quando avvisare il medico
Determinati sintomi costituiscono potenziali segnali d’allarme. L’elenco include:

  • Vista annebbiata;
  • Stordimento;
  • Respiro affannoso;
  • Dolore o pressione a livello toracico;
  • Svenimento;
  • Frequenza cardiaca superiore a 120 battiti al minuto o inferiore a 45 battiti al minuto.

In caso di palpitazioni costanti o in presenza dei segnali d’allarme precedentemente enumerati è essenziale chiamare immediatamente un’ambulanza o recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

Anche se si verificano esclusivamente palpitazioni occasionali, per eliminare ogni dubbio e proteggere il cuore in estate e non solo, è opportuno sentire il parere di un medico.

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